10 consigli per affrontare senza paura e perdite di tempo la tua prima settimana a Berlino

Sei arrivato a Berlino da pochi giorni o settimane, non conosci ancora bene la città e non sai quale direzione dare al tuo soggiorno a Berlino? È successo a tutti i primi arrivati e spaesati nel cosmo di questa città. Come già raccontato da  Mit großem Vergnügen per sopravvivere alle migliaia di attrazioni e potenziali pericoli, basta però rivolgersi a chi ha già imparato a muoversi in questa città.

Ecco alcuni consigli (mettiamo le mani avanti: adatti per un sorriso, nulla più) per affrontare al meglio i primi giorni nella capitale tedesca.

1. La prima regola della vita da neoberlinese è di non dire troppo in giro di essere nuovo a Berlino o, se lo si dice in contesti informali, prepararsi ad ascoltare esaltazioni o distruzioni dela città. Prendete tutto con le molle: Berlino può essere eccezionale, ma anche un posto che alla lunga si odia. Dipende dalle aspettative che ognuno di noi ci ha riposto e da come si è scelto di viverla. Vivetela tranquillamente, ascoltate, prendente nota, ma non affidatevi ciecamemente alle parole di chi pensa di aver capito tutto perché il bello di questa città è il dinamismo e dinamismo significa non potere mai utilizzare la parola “tutto”.

2. Non dire a nessuno conosciuto da poco di aver forse trovato a poco un appartamento a buon prezzo all’interno dell’area del Ring finché non hai firmato il contratto. Avere una casa nel centro è un privilegio. Meglio essere scaramantici e parlare solo una volta insediatisi nella vostra nuova casa

3. Non perdere tempo a pensare come vestirti anche quando devi uscire per fare alcune commissioni. I berlinesi conducono una vita rilassata e non baderanno né al tuo nuovo taglio di capelli né al fatto che non te li sia sistemati da quando ti sei alzata/o. E non sorprenderti se incontri gente in pigiama sulla metro o se incroci volti poco affidabili. Berlino è bella perché e varia.

4. Quando vedi la metro in partenza, ma tu sei ancora ad una decina di metri di distanza. prova pure a correre e prova anche a tuffartici dentro come un ciclista allo sprint finale del Tour de France. Lo fanno tutti, senza vergogna. E, se hai la fortuna di essere notato dal conducente mentre corri disperato , finisce normalmente che ti aspetta anche.

5. Se devi scendere ad una fermata come “Görlitzer Bahnhof”, preparati a dovere dire continui No o un’espressione  da “no drugs please”. I venditori di qualsiasi stupefacente esistente sulla terra si trovano lì, pronti ad accoglierti con insistenti proposte. Molesti solo a parole, ma meglio andarci preparati.

6. Porta sempre con te il caricatore del tuo smartphone. Controllare continuamente sul proprio cellulare le mappe per muoverti sarà l’unica tua possibilità per non perderti. Non farti scrupoli poi, una volta entratao/ in un bar o un ristorante, a chiedere di potere ricaricarlo anche lasciandolo al bancone.

7. Non diventare dipendente dello Späti sotto casa. A lungo andare ti accorgerai che conviene passare da un supermercato. Il portafogli ringrazia.

8. Pensaci due volte prima di scattare un centinaio di selfie sorridenti davanti all’Holocaust–Mahnmal vicino alla Porta di Brandeburgo. È un momoriale dedicato alle vittime dell’Olocausto, non un labirinto per allegre foto geometriche. E non taggare l’East Side Gallery. È vandalismo, non simpatia. Dopo un paio di mesi di vita a Berlino disprezzerai le abitudini da turista medio.

9. Impara ad apprezzare il miscuglio di culture anche a tavola. A Berlino si passa facilmente dal Döner Kebab al Basmati Byriani, dal Sushi alle tapas, dalla Quarktasche al Gulasch. La cucina italiana è ottima, ma non è l’unica esistente al mondo.

10. Impara a bilanciare lavoro e divertimento. Anche se Berlino ti chiama a sé ogni notte, potrai dedicare i giorni liberi o il fine settimana al giro nei locali berlinesi. Il rischio, altrimenti, è di perdersi tra un lavoretto che non dà prospettive ed un’appagante vita notturna di cui però, come tutto, alla fine ti stancherai. E nel frattempo avrai perso di vista la vera ragione per cui ti eri trasferita/o qui. E, come alcune delle persone citate al punto uno, finirai con l’odiare Berlino. E Berlino non lo merita.

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Photo:  Berlin © PROJörg Schubert CC BY SA 2.0

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Jale Farrokhnia

Classe '91, madre italiana e padre iraniano. Ho nutrito sin da piccola una grande passione per la letteratura e per la scrittura. Nel 2010 mi sono trasferita a Pisa per studiare Lettere Classiche e per specializzarmi poi in Filologia e Storia dell'Antichità, pur essendo allo stesso tempo un'appassionata di tecnologia, social media e lingue moderne. Dopo la laurea mi sono trasferita a Berlino per un breve e intenso tirocinio e ora, somewhere in Italy, scrivo, traduco e faccio cose strane coi social da freelance. Giuro che prima o poi farò un lavoro serio, mi stabilirò e imparerò il Farsi, ma non adesso.

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