10 cose da sapere sulla ricerca di una casa a Berlino

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Dopo mesi passati a sognare di passeggiare per le strade di Berlino, di sorseggiare una birra sulle rive della Sprea e di divertirsi nei numerosi locali della città, arriva finalmente il giorno della partenza.

Solo allora ci si rende generalmente conto che trasferirsi a Berlino, da studenti, lavoratori o aspiranti tali, non solo non è un gioco da ragazzi, ma può addirittura rivelarsi un vero e proprio dramma. Soprattutto se si conosce poco la lingua. Ecco dieci cose che ho imparato a mie spese sulla ricerca di una casa a Berlino. E che chiunque abbia intenzione di trasferirsi nella capitale tedesca dovrebbe tenere ben presente.

1. Sono molte le persone alla ricerca di una stanza

Potrebbe sembrare un’osservazione banale, ma la concorrenza tra aspiranti residenti berlinesi è spietata. Per ogni stanza che andrai a vedere ci sarà una lunga fila di gente che aspetta di essere scelta. Di conseguenza è bene prepararsi ad un eventuale rifiuto. Pochi hanno la fortuna di trovare una sistemazione al primo tentativo.

2. Le aspettative non corrispondono alla realtà, purtroppo

Quando si cerca una camera singola in una WG (abbreviazione per Wohngemeinschaft, tradotto “appartamento condiviso”), si tende a prendere in considerazione quartieri come Charlottenburg, Schönenberg, Friedrichshain o Neukölln.Con un budget medio di 300€ tutto compreso. Ma scorrendo gli annunci notiamo che le stanze costano più del previsto e che spesso le più vantaggiose si trovano fuori dai quartieri tanto agognati. Allora iniziamo a uscire dalla zona A e a dare un’occhiata al resto della città. Per la prima volta sentiamo parlare di Lichtenberg, Lichtenrade, Pankow. E di posti ai confini del mondo berlinese come Spandau e Mahlsdorf. Bisogna farsi coraggio e uscire fuori dal Ring.

3. È bene mettere a punto una strategia

Trovare un posto in cui vivere a Berlino è un vero e proprio lavoro e come ogni lavoro che si rispetti, occorre superare un colloquio per ottenerlo. Il casting sarà con ogni probabilità in tedesco. Quindi, se ancora hai qualche dubbio sul lessico riguardante contratti e alloggi, inizia a prepararti per rimediare. Spesso in questa fase non si cerca più soli, ma si creano dei gruppi di connazionali imparentati da un unico desiderio: avere un tetto stabile sopra la testa il prima possibile.

4. Ci vogliono pochi giorni per conoscere Berlino, perlomeno le stazioni della metro

Il motivo è semplice. Se si vuole trovare una stanza, bisogna muoversi. Questo vuol dire procurarsi al più presto una mappa della metro e prepararsi ad attraversare la città in lungo e in largo, da sud a nord, da est a ovest. Nella stessa mattina devi visitare una stanza a Steglitz e poi precipitarti subito a Rosa Luxemburg Platz. Anche se sei a Berlino da tre giorni e non hai ancora visto nemmeno Postdamer Platz e la Porta di Brandeburgo, riconosci già le stazioni della U-Bahn.

5. Imparare a chiudere un occhio sulle “anomalie” architettoniche berlinesi può rivelarsi una scelta saggia

Inizi la visita della casa, tutto sembra in ordine. Poi ti giri e scopri che la doccia è in cucina, che un letto di un tuo ipotetico coinquilino è posizionato nel corridoio e, aspetta un attimo, la stanza che dovrebbe essere tua è divisa da un separé di legno da quella di un altro. Ma se non si trova proprio nient’altro, forse, per un paio di mesi si può chiudere un occhio.

6. A Berlino si ha una diversa concezione di “luminosità”

Sull’annuncio si legge: «L’appartamento, recentemente restaurato, è luminoso tutto l’anno». Poi entri e noti delle pareti blu notte a dir poco inquietanti, che non renderanno mai un appartamento a pianterreno luminoso tutto l’anno. Per avere una casa luminosa, bisogna sudare e convivere col fiatone. Infatti, le stanze più esposte al sole si trovano in appartamenti al quarto o al terzo piano. In palazzi vecchi rigorosamente senza ascensore.

7. La cucina è il posto meno frequentato negli appartamenti berlinesi

La cucina è un museo della memoria. Ovvero una collezione di piatti, posate e pentole non lavati da giorni, se non da settimane. La polvere domina sui mobili e sulla moquette. Uno strano odore di muffa pervade tutto l’ambiente. In alcuni casi è possibile incontrare anche una simpatica colonia di scarafaggi che si aggirano indisturbati nel posto meno frequentato della casa, la cucina. Però la casa è nel centro di Charlottenburg. Sei disposto a chiudere un occhio anche su questo?

8. È bene informarsi in anticipo sulle consuetudini del palazzo

Berlino offre ogni sera un vasto programma di eventi, concerti e feste di qualsiasi genere e ti permette di conoscere tante persone diverse in poco tempo. Non vedi l’ora di organizzare le cene a casa con gli amici così come facevi in Italia, ma a Berlino dopo le 22:00 nella maggior parte dei condomini regna il silenzio. Lasciare la musica ad alto volume, o anche solo asciugarsi i capelli dopo l’orario consentito, potrebbe creare problemi. Bisogna prima informarsi sulle “abitudini” del palazzo e adeguarsi di conseguenza.

9. …e anche sui futuri coinquilini

Al di là delle solite truffe di gente che offre appartamenti inesistenti, può capitare che qualche offerente sia alla ricerca di un partner piuttosto che di un coinquilino. Sondare il terreno non è mai una cattiva idea.

10. Il proprietario dell’appartamento deve essere sempre la persona di riferimento

I contratti di affitto a Berlino sono molto informali. Bisogna leggere sempre attentamente ciò che si firma e non aver timore di richiedere una copia dei documenti del padrone di casa. Non di rado capita di ritrovarsi tra le mani un contratto firmato da una persona che non è il proprietario di casa. In questo caso potrebbe essere difficile ottenere l’Anmeldung.

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Immagine di copertina: © Visit Berlin

Jale Farrokhnia

Classe '91, calabrese di nascita ma apolide di fatto. Ho nutrito sin da piccola una grande passione per la letteratura e per la scrittura, che mi hanno fatto approdare tra i banchi di un liceo classico che ho amato. Nel 2010, tra un viaggio e l'altro, mi sono trasferita a Pisa per studiare Lettere Classiche e per specializzarmi poi in Filologia e Storia dell'Antichità, pur essendo allo stesso tempo un'appassionata di tecnologia,social media e lingue moderne. Dopo la laurea mi sono trasferita a Berlino per un breve e intenso tirocinio e ora, somewhere in Italy, cerco ancora la mia strada con un piede nel mondo accademico e l'altro tra le molteplici alternative.

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