10 ragioni per non vivere a Berlino per un italiano

Berlino è splendida, ma logicamente, come tutte le città al mondo non è perfetta. La lista che segue qui sotto è un elenco di dieci motivi che possono scoraggiare molti di noi italiani a vivere a Berlino. A mio avviso gli aspetti positivi di Berlino superano di gran lunga quelli negativi, ma ogni persona la vede e la vive in maniera diversa. Nessuna delle dieci ragioni qui sotto sono così gravi da far pensare “ah, allora non ci vivo”, per ognuno di loro c’è una soluzione e se anche non c’è, non è un dramma, ogni volta che ci si trasferisce in un’altra nazione è dura integrarsi, che sia Germania, Spagna o Australia è uguale, bisogno impegnarsi.

DIECI RAGIONI PER NON VIVERE A BERLINO (per un italiano)

10-Il bar, la colazione e il cappuccino fatto bene

Berlino ormai è piena di bar italiani che offrono cornetto e cappuccino, ma bisogna comunque conoscerli e andarli a cercare, non li trovi dietro l’angolo. Non trasferirsi a Berlino per questa ragione sarebbe stupido, ma dietro una colazione in un bar italiano si nasconde un intero mondo di situazioni e modi di iniziare la giornata. Non parlo quindi della colazione in senso stretto, ma di alcuni momenti sociali che, mancando, alla lunga possono causare un po’ di nostalgia. Al bar capisci di cosa e come parla la gente, è un luogo di ritrovo in cui puoi entrare in contatto con gente altrimenti lontana dal tuo solito tipo di entourage. E…trovare poi un cappuccino fatto bene è davvero un’impresa, qui c’è la convinzione che più schiuma c’è meglio è. Ne abbiamo scritto anche qui.

9-Il Tedesco

Imparare la lingua del luogo in cui si vuole vivere è un must a cui non ci si può sottrarre, sia che si decida di andare in Germania che in Cina, ma certo è che il tedesco non è una lingua facile. Bisogna dedicarle tempo ed impegno. Se si pensa di poter sopravvivere con l’inglese (è possibile) si finisce con il perdere tante sfaccettatura della vita quotidiana rischiano di sentirsi sempre stranieri.

8-L’assicurazione sanitaria

Il sistema sanitario tedesco funziona bene, ma richiede un vero e proprio impegno sia in termini economici che di tempo, ovvero compilazione di documenti. A meno che non si è studenti o non si viva sotto la soglia di povertà, si è obbligati a pagare ogni mese per la propria tessera sanitaria per un costo che va dai 150 euro in su. Il lavoratore dipendente la vede normalmente versare dal proprio datore di lavoro, mentre per i freelance la questione è molto più complicata e può essere parecchio cara. Prima di registrarsi all’Aire, ovvero l’Anagrafe Italiana dei Residenti all’Estero, e avere così la possibilità di votare dalla Germania e richiedere documenti di identità senza tornare ogni volta in Italia, vale la pena informarsi bene sul come cambierebbe la propria situazione dal punto di vista sanitario. La tessera è obbligatoria per chiunque decida di vivere in Germania e se si fa finta di nulla ci si può trovare anche a dovere pagare salatissimi arretrati una volta che si trova un lavoro.

7-Fumo nei locali

Tanti locali hanno la sala per fumatori e non fumatori, in molti non si fuma per niente, ma nella maggior parte dei club berlinesi si può fumare. In molti locali non si può entrare tanta è la cappa di fumo, ma in pochi sembrano farci caso e così occhi, vestiti e capelli dei non fumatori (ma anche di quei fumatori che preferirebbero fumarsi una sigaretta al gelo piuttosto che impuzzolirsi con quelle degli altri) diventano periodiche vittime sacrificali di un vizio per fortuna molto limitato in Italia.

6-La mentalità tedesca

Se non si riesce a capire che, stando in Germania, bisogna anche accettare senza troppe questioni alcuni atteggiamenti dei tedeschi è inutile che ci si trasferisca qui. Per molti italiani può essere duro rispettare alcune regole a prima vista esagerate, dal rispetto della segnaletica e dei limiti di velocità sulle strade, alla compilazione di curriculum perfetti con tanto di foto e stampati su illibata carta bianchissima. Difficile non cadere nei cliché, ma è senza dubbio vero che ogni popolo ha alcune, particolari caratteristiche che ricorrono più frequentemente che in altri. In Germania si pretende più che nel sud Europa che le cose seguano ordini pianificati per tempo, c’è meno spazio per l’improvvisazione o le cose arrangiate all’ultimo. E la stessa cosa si riversa più che altrove anche nei rapporti personali

5-La burocrazia

Croce e delizia del sistema tedesco è la sua burocrazia. Tante carte da compilare o presentare per qualsiasi cosa si faccia domanda o si tenti di provare qualcosa. Il sistema funziona e ben venga la lunga, ma comunque efficiente burocrazia tedesca rispetto alla lunga, ma inefficiente e spesso corrotta burocrazia italiana, ma ciò non toglie che il burocratese tedesco può essere un vero e proprio motivo di stress e frustrazione per molti italiani che si vogliono trasferire qui, anche se già in possesso di un buon livello di lingua.

4-La disoccupazione

A Berlino ci sono moltissimi disoccupati. Berlino non è come il resto della Germania, non è Francoforte o Stoccarda, ma una città che seppur in crescita, rimane comunque povera. Non solo. I continui arrivi di giovani da tutta Europa sta rendendo la concorrenza nel mondo del lavoro davvero agguerrita oltre a spingere i salari sempre più in basso. Fino a qualche anno fa era difficilissimo trovare stage non pagati come accade nel (brutto) modello italiano, ora invece è all’ordine del giorno che ragazzi e ragazzi si facciano assumere gratuitamente per dei periodi di prova solo per migliorare il proprio curriculum.

3-L’illusione di un paradiso ed il rischio di perdere di vista le proprie vere ambizioni

Questa terza ragione è collegata a doppio filo con la disoccupazione. In molti pensano di trovare a Berlino un nuovo paradiso dove tutto è possibile. All’inizio, soprattutto se non parlano tedesco, si accontentano di andare a scuola di lingua e magari mantenersi con piccoli lavoretti, call center o ristoranti che siano. Il tempo passa però, la lingua migliora, ma mai abbastanza, ci si gode la città (con uno stipendio di 800 euro al mese si può comunque stare bene) e ci si dimentica la vera ragione per cui si era venuti, ovvero realizzare sé stessi anche da un punto di vista lavorativo. E’ un problema sempre più comune e certo, il lavoro non è tutto nella vita e può senza dubbio essere messo in secondo piano se, a prescindere dalle proprie competenze ed ambizioni, si riesce a vivere serenamente facendo tutt’altro rispetto a quanto preventivato, ma poi ci si può scoprire a quant’anni o più di aver bruciato del tempo che non tornerà più. In questo senso Berlino è molto pericolosa.

2-Il cibo

Chi può spendere troverà sempre buone cose anche qui, è inutile negarlo, ma la qualità media degli ingredienti che si utilizzano qui, soprattutto se si parla di frutta, verdura e prodotti caseari, è davvero molto più bassa rispetto a quella italiana. Poi magari qui il livello medio dei ristoranti è più alto, ma sarebbe un’eresia far passare l’idea che ad un italiano a Berlino, a cicli periodici, non possano venire dei seri attacchi di nostalgia culinaria


1-Il clima

A mio avviso Berlino vale ben più di un gelo, estivo od invernale che sia. E seppur il freddo polare alla fine è sopportabile (un proverbio tedesco dice che non esiste un freddo cattivo, ma solo cattivi vestiti), è l’assenza di una vera estate a potere rischiare di intaccare l’equilibrio mentale di molta gente abituata, quanto meno a luglio e agosto, a svegliarsi con un raggio di sole dietro la finestra. Il clima qui è psicopatico, maggio e ottobre possono essere più caldi dei mesi estivi e così succede che ogni berlinese, appena c’è un raggio di sole, si butti per strada o nei parchi a prendere più calore possibile neanche fossero lucertole. In una città così viva ed instabile anche il clima del resto non poteva che essere pazzo e ribelle.

Foto di copertina © Denis Bocquet

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Magazine prima come blog, dopo come magazine. Collabora anche con AGI, Wired, Huffington Post, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

3 Responses to “10 ragioni per non vivere a Berlino per un italiano”

  1. striped cat

    – assenza di una vera estate?!?
    …qual è il punto di vista..di un italiano tout court o di un italiano di una specifica zona del Sud?

    e arricchiamo un po’ la lista con altre “ovvietà” italiane….altri aspetti dell’Italia che potrebbero mancarvi:

    – vigili urbani a profusione che vigilano su nulla;
    – cassonetti in giro per le strade anziché sottochiave;
    – il buttare l’immondizia nel cassonetto del vicino;
    – il fatto che la civilissima abitudine della cauzione sulle bottiglie sia stata ormai trasformata in un costo netto doppio per il consumatore, quando la compri e quando la raccoglie la nettezza urbana;
    – il non pagare i biglietti della metro o del bus senza per questo rischiare di finire a Ploetzensee
    – la polizia che uccide un ragazzo colpevole solo di essere drogato e i giudici che la assolvono, piu’ i sindacati di polizia che si congratulano compiaciuti del verdetto….
    – e la ciliegina sulla torta….Bolzaneto.

    insomma tante ragioni per sentire la mancanza dell’Italia!

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    • Andrea D'Addio - Direttore

      È chiaro che non hai letto l’introduzione. Non si sta parlando di ciò che è meglio, Italia vs Berlino, ma di dieci ragioni, oltretutto in molti casi risibili (la colazione al bar), che possono attaccare il fascino di Berlino, non la sua superiorità. Alle cose che dici se ne potrebbero aggiungere centinaia, migliaia, un numero enorme, solo che non è quello il tema dell’articolo. Per fortuna tanta altra gente lo ha capito.

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  2. Roberta

    ….ed io aggiungerei l’invasione delle vespe in estate !!

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