10 tipi di persone che possono rovinarvi un concerto

È sempre un’emozione andare ad un concerto, eppure può succedere di non potere godere al massimo dell’esperienza quando qualcuno che hai intorno in qualche modo rovina l’atmosfera. Chi? Ecco quindi la lista dei 10 tipi di persone che possono rovinarvi un concerto

10  – Lo spilungone

Pensate di aver preso un bel posto, siete a pochi metri dal palco, non attaccato alle transenne, ma abbastanza vicini da potervi sentire “dentro” il concerto. La visuale è ottima, davanti a vou c’è un gruppo di ragazzi seduti che aspettano il primo accenno di chitarra per alzarsi e riversare tutte le proprie energie nella musica Ecco la band salire sul palco, ecco qualcuno che grida in lontananza per l’eccitazione ed ecco che il gruppo di ragazzi davanti a te che prima era seduto si alza all’unisono e non c’è niente da fare, tra di loro c’è il solito spilungone, spesso anche foltamente riccioluto, che tra tutte le posizioni possibili sceglie quella che interrompe il vostro filo diretto con il palco. Grazie al suo capoccione il palco lo vedete solo parzialmente, ne vedete i lati, ma è interrotto al centro e voi vi spostate, modificate la posizione del vostro collo per cercare l’inclinazione giusta, cercate il ricciolo dei suoi capelli attraverso cui vedere la band, ma poi lui si muove, le posizioni cambiano ripetutamente, lui va a destra e voi andate a sinistra, lui va a sinistra e voi andate a destra, diventate il suo negativo, cominciate ad odiarlo e a pensare ad una legge che impedisca agli spilungoni di mettersi nelle prime file, ma sapete che non è possibile, e come cambiate posizione qualcuno dietro vi dice che no, che lui non vede. Anche voi siete gli spilungoni di qualcun altro.

9 – Quello con la sigaretta

Il posto è al chiuso, non si può fumare, eppure quello che proprio non ce la fa a resistere ed ad un certo punto deve accendersi una bionda si piazza proprio accanto a voi. Lui (o lei, spesso sono donne) è il male. E non lo è solo perché vi intossica vestiti, capelli ed occhi senza che voi l’abbiate chiesto, ma perché il suo gesto apre le porte ad una serie di emulatori che non si lasciano sfuggire l’occasione. “Si può fumare? E allora fumo anche io”. Il rischio di litigi e risse successive tra fumatori e non fumatori in questo caso è molto alto.

8- Il monolite con spalle larghe che non balla

Non ha detto una parola durante tutto il concerto. Spesso ha accompagnato la ragazza che da sola non ci voleva andare. E voi non sapete se lo fa per ripicca verso di lei o se è così anche nella vita normale, ma riesce a stare per tutta la durata del concerto con lo sguardo fisso verso il palco senza dire una parola o accennare ad un movimento della gamba che segua il ritmo della musica. Non si muove, non dà segni di vita, lo guardate e pensate che fra poco arriveranno le scimmie di 2001 Odissea nello spazio a ballargli intorno. Già è un po’ fastidioso guardarlo, quando voi vi divertite in situazioni del genere vi piace che intornoci sia lo stesso spirito festaiolo, ma il problema è più profondo nasce dal fatto che lui è proprio accanto a voi e , puntualmente, mentre ballate, gli sbattete addosso. Lui però non reagisce. Non adatta il suo corpo alla situazione, non ammorbidisce i muscoli, è teso, voi allargate leggermente i gomiti sperando che si sposti almeno un pochino, che partecipi all’atmosfera generale lasciandosi andare e non imitando un muro, ma non c’è niente da fare, sarà l’incubo dei vostri fianchi per tutto il concerto .

7-L’ubriaco

Il suo concerto è iniziato molto prima che si aprissero le porte della location. Balla ad un ritmo tutto suo e, ogni tanto, gli scappa un goccio di birra, se non tutta la bottiglie, sulle vostre scarpe. Voi provate a spingerlo in maniera soft verso le retrovie, ma le retrovie ve lo rispingono puntualmente in avanti,come uno di quei palloni di plastica che ci si lancia in aria d’estate sulla spiaggia. Diventa puntualmente il personaggio della festa, ma alla fine è meno molesto di altri, se non fosse che ogni tanto lancia dei rutti etnei di cui fareste tutti volentieri a meno.

6- Quello della sicurezza

“Io vorrei andare…”, “No”, “Ma lei prima mi ha detto che…”, “No”, “Ma io…”, “No!”. Non c’è niente di peggio ad un concerto del buttafuori che non vuole accendere il cervello e davanti anche all’evidenza della giustezza di una vostra considerazione vi vieti o vi obblighi a fare qualcosa, andando contro ogni buon senso. Il punto più basso si raggiunge quando esce fuori la frase: “Io eseguo solo gli ordini”. E’ una frase da scacco matto a cui potete rispondere sconsolatamente solo allargando le braccia.

5 -L’esagitata

Balla ogni canzone come se fosse un rock’n’roll di Chuck Berry. Il suo ragazzo spesso è il monolite del punto otto, ma non sempre. Lei nel frattempo poga, twista, rockeggia, alza le braccia, è felice, è felicissima, ci sta dentro  e non è importante se ad un certo punto arriva la classica ballata che parla della morte del cane della cantante o del primo amore tradito del batterista, lei continua a ballare, ormai è passata ad una realtà parallela in cui il corpo esegue gli ordini del pilota automatico impostato su “ballare”. E’ una situazione molto particolare che vale la pena osservare bene visto che spesso, se guardate attentamente il cantante sul palco, potete improvvisamente cogliere nel suo sguardo la disapprovazione  che prova verso la situazione, roba che vi viene da pensare che da un momento smetterà di cantare e, rivolgendosi, all’esagitata davanti a voi le chiederà: “Ehi, tu ma che cazzo ti balli?”

4-La coppia di innamorati che si sbaciucchia continuamente

Voi non amate concerti romantici, andate ad un concerto soprattutto per ballare. Tutto ciò che stona con l’atmosfera generale del concerto vi dà fastidio, e su tutti, vi danno fastidio gli innamorati che si sbaciucchiano davanti a voi portando continuamente la vostra attenzione verso la vostra  ragazza che non c’è o la vostra ex che vorreste che ci fosse. Tutti ballano, ma loro si sbaciucchiano. E voi non li potete soffrire.

2-Lo stonato

All’inizio non lo notate, le prime canzoni di un concerto sono sempre abbastanza ritmate, i suoni che non provengono dal palco vengono coperti dalla potenza degli amplificatori. Poi a poco a poco la sua voce si insinua dentro il vostro apparato uditivo ed inizia il martirio. Si può essere stonati, anche voi non siete degli usignoli, ma lui è peggio, è più che stonato, è un unghia grattata sulla lavagna, è una camicia domenicale di Formigoni, un Vittorio Sgarbi che parla di politica in tv, è un fastidio a cui non ci si può abituare neanche se si sta assistendo al più bel concerto di sempre. Non avete pagato per ascoltare lui!. Lo stonato tocca frequenze che nessun altro riesce a raggiungere, ha gli ultrasuoni dalla sua parte, vi allontanate, ma ormai il costro cervello si è regolato su di lui e la sua voce vi arriva anche a venti metri di distanza, un richiamo per pipistrelli a cui vorreste esimervi, non siete Batman, ma ormai ne siete vittima e che non finisce lì, infatti c’è un aspetto peggiore della vicenda. Lo stonato, le canzoni, le conosce e le canta TUTTE, parola per parola. E, all’occorrenza, vi fa anche i coretti.

2-Quello che puzza

All’inizio pensate che sia casuale, che quell’odore sia frutto di un momento di eccessivo rilassamento di qualcuno che aveteintorno. Poi però la storia si ripete e rimanate un po’ interdetto. Arriva la terza zaffata e non ci sono dubbi: qualcuno è venuto al concerto senza lavarsi. Ormai la disposizione del pubblico è fissata, non vi potetei spostare più di tanto, è stato raggiunto un equilibrio generale, avete a disposizione solo qualche centimetro, ma sapete bene che non sarà sufficiente. La puzza sale con il passare del tempo come quell’episodio con Gigi Proietti nel film “Le barzellette”, viaggia sottotraccia, ecco che siete dentro una canzone, cantate e ballate perché è per questo che siete venuti al concerto,  ed ecco che un attimo dopo cambia il vento ed improvvisamente venite riportati sulla terra da un movimento ascellare troppo ardito del vostro vicino. Quei centimetri di prima ve li prendete prima, vi allontanate, ma non è mai abbastanza, l’odore è nauseabondo ed ha il suo corrispettivo visivo nella macchia di sudore sulla schiena che si allarga a macchia d’olio. Accanto a lui si fa il vuoto, nessuno può dirgli che puzza, sarebbe maleducato, però tra voi e gli altri vicini nasce un solidale sguardo di comprensione. So che è volgare scriverlo, che forse potrei evitare, ma sono storie vere, quindi è impossibile non citare, a parimerito nella classifica con quello che puzza ai concerti, quello che le puzze le fa. E non solo le fa, ma le fa a traidmento. Fa finta di nulla, tu lo hai individuato, sai bene che dietro quel suo “far finta di nulla” si nasconde un sardonico sorriso che gli leggi negli occhi, il problema è che la verità la conoscete solo te e lui, e così, c’è anche il rischio che qualcuno possa erroneamente pensare che i responsabili del tutto siate voi. E più ne prendete le distanze e fate facce da disgustati, più ci sarà qualcuno che penserà che state solo fingendo.

1-Quello con il cellulare

Va bene una foto ogni tanto. Va bene un video ogni tanto. Vanno bene anche una seconda foto ed un secondo video ed ok, arriviamo anche a tre per ognuna delle categorie, ma NON SI PUO’ PASSARE L’INTERO CONCERTO CON IL CELLULARE O LA FOTOCAMERA IN MANO. C’è un limite a tutto. Certe volte non vedi la band, ma le mani di chi vi sta davanti sempre a registrare, gente che va al concerto solo per dimostrare agli altri che c’è andata, che  feisbucca e tuitta in tempo reale tentando di far vedere al proprio entourage virtuale mondo che sono persone che fanno una vita sociale, che hanno gusti sofisticati e si permettono di spendere 40 euro per un concerto, perché la vita è ora e non domani, anche s epoi questa vita non riescono a godersela per quel che è, sul momento, ed aspettando un paio di like degli amici per sentirsi davvero fortunati.

Foto © Martin Terber CC BY SA 2.0

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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