15 errori da evitare se ti sei appena trasferito a Berlino o in Germania

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Ci siamo. Finalmente, dopo mesi e mesi di riflessioni, è arrivato il momento che tanto aspettavi: ti sei trasferito a Berlino. Che si tratti di un periodo breve o di un progetto senza biglietto di ritorno, si tratta di una scelta da vivere con entusiasmo e ottimismo, ma anche dopo aver ponderato eventuali ostacoli e difficoltà (ne abbiamo parlato qui). Nell’impatto con una realtà totalmente nuova, ad ogni modo, ci sono tanti aspetti grandi e piccoli che non sempre si riescono a valutare da lontano informandosi semplicemente sul web, ma che si scoprono di persona, progressivamente, vivendo la città. Ecco una lista degli errori più comuni che un po’ tutti, nei primi periodi a Berlino (o, più in generale, in Germania), abbiamo commesso o rischiato di commettere. Con una rapida lettura di questo piccolo vademecum potresti provare a evitarli, saltando a pie’ pari la fastidiosa fase del Neuankömmling (nuovo arrivato) a Berlino.

Cercare casa solo nelle zone cool (e supercostose). Il mercato immobiliare di Berlino, tra gentrification e prezzi drogati, è sempre più fuori controllo. Stanze singole intorno ai 500 euro non sono più una folle eccezione ma un dato piuttosto costante, specialmente in quartieri ambiti come Friedrichshain, Mitte, Kreuzberg, Prenzlauer Berg. Una possibile soluzione per sgonfiare questa bolla e non spendere un occhio della testa è cercare casa anche altrove: in quei quartieri un po’ più periferici come Wedding o Moabit, spesso sottovalutati e tuttavia ricchi di sorprese, dove gli appartamenti sono ancora piuttosto abbordabili. E poi il sistema di trasporti berlinesi è super efficiente: a meno che tu non voglia fare le quattro ogni mattina, non ti peserà più di tanto non vivere a Revalerstraße.

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© Jean-Marc Bolfing

Fare l’Anmeldung in ogni caso. Lo hai letto ovunque e te lo hanno ripetuto tutti: l’Anmeldung in Germania è precondizione per ottenere qualunque cosa, dalla connessione allo Steuernummer, dal contratto di lavoro fino all’abbonamento in palestra. Tutto vero, ma con delle eccezioni: ad esempio, se pensi di rimanere meno di sei mesi, non ne hai bisogno e potrai vivere benissimo senza. Con dei vantaggi, peraltro: una volta anmeldato, se nel tuo appartamento non c’è già qualcun altro a provvedere, sarai tenuto a pagare il canone radiotelevisivo anche se non possiedi tv o apparecchi radio. Sono 17,50 euro al mese, una spesa in meno a cui pensare.

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© Sophia Halamoda

Avere fretta di lavorare subito, full time e a ogni costo. Non tutti, una volta trasferiti, possono permettersi un periodo sabbatico in cui dedicarsi allo studio della lingua e alla scoperta di Berlino. Però il nostro consiglio, specialmente se hai messo qualcosa da parte, è di non sprofondarsi immediatamente in un lavoro full time e massacrante che impedisca di apprendere serenamente il tedesco, di crearsi una cerchia di amici, di ambientarsi in un contesto sociale e culturale totalmente nuovo. Può sembrare un lusso insostenibile: si rivelerà molto presto un investimento oculato.

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© alex_inside

Rimandare lo studio del tedesco. Punto strettamente legato al precedente: magari perché lavori tanto, perché pensi che ci sarà sempre tempo, o semplicemente per pigrizia, ti sei detto che non c’è fretta di studiare il tedesco. Te lo sconsigliamo: più vai avanti, più rischi di non impararlo, scoraggiato dalle difficoltà della sua grammatica o rincuorato dal fatto che, tutto sommato, te la sei cavata sempre anche senza. Se non hai avuto modo di avvicinarti a questa lingua bella e complicata prima della tua partenza (soluzione ideale), fallo però fin dalle tue prime settimane in Germania: l’energia e l’entusiasmo degli inizi saranno dalla tua. Vivere a Berlino senza parlare tedesco non è impossibile, ma se decidi di farlo ti priverai della chiave di accesso privilegiata a tutto ciò che ti circonda. E la tua sarà un’esperienza dimezzata.

Lasciarsi scoraggiare dalla riservatezza dei tedeschi. Abbandonarsi a generalizzazioni può essere spesso esercizio sterile: conosciamo tedeschi estroversi e italiani malinconici e timidi. E però è mediamente vero che l’approccio dei tedeschi alle relazioni e all’amicizia è più distaccato e lento del nostro: meno contatto fisico, meno confidenza immediata, meno calore. Non scambiare tutto questo per chiusura o mancanza di sentimenti e non lasciarti scoraggiare da tentativi iniziali poco fortunati, magari condizionati anche dal gap linguistico. Sempre con discrezione, ma continua  a coltivare i rapporti con le persone che ti sembrano interessanti; sul lungo periodo, potrebbero venirne fuori le amicizie più belle della tua vita.

Trascurare la Mindestlaufzeit dei contratti che firmi. Soprattutto se non hai intenzione di restare in Germania per sempre, dai sempre un’occhiata ai contratti che firmi: che si tratti della connessione internet, del gestore di telefonia mobile, della palestra, molti contratti tedeschi hanno una durata minima variabile (spesso di 24 mesi) e prevedono un pagamento mediante carta di credito. Facci caso, se non vuoi essere perseguitato in capo al mondo da un operatore della O2 o del tuo centro fitness.

Stare sempre davanti al pc. I primi tempi, si sa, può essere difficile socializzare e il computer diventa spesso un alleato fedele: ti serve a studiare la lingua, a mantenere i rapporti con i tuoi cari, a cercare lavoro o informazioni utili e a rifugiarti in un film o in una serie tv dopo una giornata difficile. Ma stai attento a non passare più tempo del necessario tra siti, social e forum. La città reale è là fuori: aspetta solo di essere scoperta e addomesticata.

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© Thomas Angermann

Non avere obiettivi chiari. Un bell’aforisma afferma che non tutti quelli che vagano si sono persi, ed è vero. Se non si hanno le idee molto chiare, la ricchezza culturale e l’apertura di orizzonti di Berlino possono aiutare a comprendersi meglio. Ma, a lungo termine, le sue infinite possibilità e il suo carattere di eterno paese dei balocchi possono anche fornire distrazioni e pretesti per non muoversi di una virgola dal posto in cui ci si trova. Per questo motivo elaborare un piano, avere un sogno, stabilire un obiettivo, o comunque tu voglia chiamarlo, si rivela fondamentale in una città che può far volare cinque anni come se fossero cinque mesi.

Non fare il biglietto (o dimenticarsi di obliterarlo). Può sembrare banale, eppure forse è il caso di ribadirlo: a Berlino e in Germania fare il biglietto non è solo un dovere civico, in presenza di trasporti che funzionano benissimo, ma conviene anche. I controlli, checché se ne dica, sono infatti piuttosto frequenti e il ragionamento «con tutte le volte che sono salito sui mezzi gratis la spesa per eventuali multe mi rientra» rischia di rivelarsi clamorosamente fallimentare. Al di là della figuraccia, il consiglio è di non provare per credere. Specie ora che la sanzione per gli Schwarzfahrer berlinesi è stata innalzata a 60 euro.

 

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© bvg

Camminare sulle piste ciclabili. Probabilmente lo sai già, ma melius abundare, potrebbe andarne della tua incolumità fisica: mai, ripetiamo mai, camminare distrattamente sulle piste ciclabili presenti ai lati di tanti marciapiedi berlinesi. I ciclisti tedeschi raggiungono velocità siderali e non si fermano davanti a nulla. E, nella fortunata ipotesi che riescano a evitarti, ti ricopriranno di occhiatacce e insulti che non ti andrebbe di ascoltare, fidati. Occhio a dove metti i piedi, quindi.

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© Sascha Kohlmann

Rimandare la spesa alla domenica. In Italia sempre più supermercati sono aperti sette giorni su sette, domenica compresa. A Berlino, tranne rare eccezioni, il riposo domenicale è ancora sacro e i supermercati più importanti sono tutti chiusi. Dunque pianifica la tua brava spesa infrasettimanale o del sabato, altrimenti rischi di passare la domenica mangiando riso in bianco davanti a Game of Thrones.

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Non portarsi dietro contanti. Per tutta una serie di ragioni storiche, economiche e sociali (che spieghiamo qui), i tedeschi amano il contante e non sempre si fidano di carte di credito e denaro virtuale. Non è raro, ad esempio, imbattersi in ristoranti in cui non è possibile pagare con carta. Per evitare situazioni spiacevoli, porta sempre con te anche un po’ di care, vecchie banconote. Andrai sul sicuro.

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© Sascha Kohlmann

Non fare la differenziata (e buttare il vetro). Ormai la raccolta differenziata ha preso piede anche in tante regioni italiane, ma in Germania è prassi consolidata da anni e solitamente rispettata da tutti i condomini. Per evitare di subire rimproveri da qualche vicino zelante al balcone per aver gettato (involontariamente) nell’Hausmüll ciò che andava nel Biogut (true story), meglio fare attenzione: ci guadagna l’ambiente, e anche i tuoi rapporti di vicinato. Ah, e non dimenticare di riportare le bottiglie allo Späti o al supermercato più vicino per avere lo Pfand. Se usi parecchio vetro, alla lunga non si tratta più di pochi spiccioli.

Scandalizzarsi di fronte alla FKK. A Berlino e in Germania la Freikörperkultur, la cultura nudista e naturista, è molto radicata. Al lago, al mare, al parco e in sauna potrà capitarti spesso di vedere persone in tenuta adamitica o, per dirla alla tedesca, textilfrei. I tedeschi infatti vivono il rapporto con il loro corpo molto serenamente e senza tabù, e in questa pratica non c’è tendenzialmente nulla di sensuale o malizioso. Per chi proviene da una cultura più bacchettona come la nostra, un minimo di imbarazzo iniziale è più che probabile. Ma evita di scandalizzarti o, peggio, di fraintendere: vedrai che dopo qualche tempo non ci farai nemmeno più caso.

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© Hendric Rüsch

Scattare foto nei bar e nei club. Il divieto di scattare foto in pub, bar e club è dovuto principalmente a motivi di privacy: chi è dentro vuole divertirsi e lasciarsi andare liberamente, a volte in modi che potrebbero essere soggetti a riprovazione sociale (il tuo capo potrebbe non apprezzare la foto che ti ritrae ubriaco fradicio alle quattro di un mercoledì mattina, a due ore dal timbro del cartellino), e lo vuole fare lontano da sguardi (e obiettivi) indiscreti. Normalmente trovi un cartello a segnalare il divieto, altrove (ad esempio al Berghain) ti viene addirittura consegnato un adesivo per coprire la fotocamera del tuo smartphone. In generale, prima di scattare una foto in un locale, valuta sempre un po’ la situazione. Potresti evitarti occhiatacce o il rimprovero, a metà strada tra l’imbarazzato e il severo, del barista.

Foto di copertina © Sascha Kohlmann

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