Come memorizzare 18 parole tedesche intraducibili in italiano senza farsi venire il mal di testa

La lingua tedesca continua ad essere fonte di ispirazione sotto tanti punti di vista. Che sia un linguaggio per molti ancora criptico non è una novità e ad avallare questa tesi ci sono decine di video ed articoli sparsi in giro per il web. A rendere l’apprendimento del tedesco un’impresa per molti impossibile sono, fra le altre, le tantissime consonanti messe vicine l’una all’altra e la pronuncia rigida delle parole, per molti simile al cinese o all’arabo nonostante l’idioma teutonico, invece, sia di origine profondamente indoeuropea e che per questo tante parole risultano in effetti molto simili alle corrispettive inglesi.

Nonostante questo, la struttura delle frasi, la sintassi, mette ancora in crisi anche i germanisti più abili. Gli stessi tedeschi ammettono sovente di non conoscere il significato di un termine e si avvalgono quindi del famoso detto di Richard Porson secondo cui ”la vita è troppo breve per imparare il tedesco”.

A rendere il tutto ancora più grottesco ci pensa la famosa morfologia tedesca con le sue infinite parole composte, una delle quali è addirittura entrata nel Guinness dei primati come parola più lunga esistente al mondo: Rechtsschutzversicherungsgesellschaften (ovvero aziende che forniscono assistenza legale). E se le parole lunghissime non bastassero, ci sono poi quelle che in poche sillabe contengono una miriade di significati differenti, impossibili da sintetizzare e intraducibili in italiano con un solo vocabolo. Eccone una lista delle più bizzarre ed astruse selezionata dal sito fluentu!

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18) Ohrwurm (letteralmente, verme dell’orecchio): termine associato ad un motivo di successo facilmente orecchiabile. Avete appena ascoltato l’ultima hit alla radio e non riuscite a togliervela dalla testa? Questo ronzio che non vi esce più dall’orecchio ha il suo nome specifico.

17) Fernweh (dolore per ciò che è lontano): insieme vogliono esprimere la nostalgia della voglia di viaggiare, il desiderio di essere altrove.

16) Kummerspeck (pancetta da dispiacere): Ovvero essere afflitti da una delusione emotiva, o sopraffatti da momenti di tristezza, trovando consolazione nel cibo… ci si preoccupa così di coccolare la propria pancetta.

15) Innerer Schweinehund: (interno, maiale/cane): è quell’animale molto potente dentro di noi che bisogna superare per fare cose sgradevoli: la dichiarazione dei redditi, alzarsi alle 6 di mattina per andare a correre prima del lavoro..

14) Fremdschämen (vergogna per l’estraneo): se vi vergognate a causa di un atteggiamento o un qualcosa appartenente ad un altra persona… questa é la parola che vi toglierà dall’imbarazzo di cercare il modo per farglielo sapere!

13) Torschlusspanik: (panico da chiusura porta): si dice soprattutto una donna che, sentendo ticchettare l’orologio biologico (ha raggiunto una certa età e che ancora non ha trovato l’anima gemella per sistemarsi e metter su famiglia), entra in panico per concludere la questione al più presto possibile.

12) Treppenwitz (scherzo delle scale): succede quando la battuta o il complimento giusto vi viene in mete quando ormai è troppo tardi, come se un gradito incontro sulle scale fosse così improvviso che non c’è il tempo per dire la cosa giusta.

11) Lebensmüde (stanchezza di vita): l’essere stanchi della vita raccoglie dal più poetico, struggente e patetico significato fino ad arrivare alle ragazzinate poco intelligenti solite alla maggior parte degli adolescenti.

10) Weltschmerz (dolore mondiale): il male dei nostri tempi. Anche questo pare non avere diverse origine bensì un nome proprio.

9) Weichei (uovo molle, ovvero palle mosce): non provate ad ordinarlo a nessun ristorante, per lo meno non in Germania. Potreste anche essere cacciati, o addirittura denunciati. Questo è proprio un brutto insulto.. e dare del debole e del vile agli sconosciuti, in Germania, è a rischio di denuncia!

8) Backpfeifengesicht (faccia da schiaffi): questo esiste anche in italiano. Alcuni ce hanno proprio una faccia da schiaffi….

7) Erklärungsnot (necessità di spiegazione): siete stati messi in punizione e non avete avuto nemmeno il tempo di accorgervene? La vostra compagna non vi risponde più al telefono o vi ha cacciato di casa? Potete rivendicare il vostro Erklärungsnot.

6) Sitzfleisch (carne per sedersi): avere le spalle larghe. Per l’immaginario comune tedesco è invece come avere un bel sacco di carne sotto il sedere, accumulato a causa della noia (magari di un’opera di Wagner)

5) Purzelbaum (ruzzolare, albero): finalmente per i bambini! Capriola! Rotolarsi per terra come se si fosse un pezzo di tronco d’albero che gira su stesso.

4) Dreikäsehoch (tre, formaggio, sopra): un altro vocabolo utilizzato per i più piccoli che però se spiccano in altezza rispetto agli altri, sono così alti, proprio come 3 forme di formaggio messe insieme!

3) Zungenbrecher (onde della lingua): il famoso scioglilingua… per molti lo è il solo leggere una parola in tedesco, ma vi assicuro che ne esistono molti e tutti molto divertenti. Potrebbe essere un’idea per i giochi da fare durante le feste di Natale quando ci si riunisce con amici e famiglia… chissà chi sarà il più abile…

2) Schattenparker (parcheggiatore dell’ombra): fai il furbo? Usi l’albero in una giornata calda per parcheggiare la tua macchina e mantenerla fresca mentre le altre non lo sono? Essere considerati uno ”Schattenparker” non è poi così carino da queste parti.

1) Kuddelmuddel: se siete arrivate a leggere fin qui, e avete la testa incasinata e pensate che lingua tedesca sia alla fine davvero un bel pastrocchio… Beh è proprio questa la parola che vi serve ora!

Ma non scoraggiatevi, il tedesco è davvero una lingua molto affascinante e con un po’ di impegno ci può riuscire chiunque. E in più studiare il tedesco potrebbe essere una buona via anche per superare il senso di Lebensmuedigkeit e non usare più google traslate che, diciamolo, non ci azzecca mai, e oltretutto essere presi per degli Schattenparker che non si applicano non fa piacere a nessuno. Alla fine di sicuro ci sono Weltschmerz peggiori di imparare la lingua tedesca, che dopo mille Kummerspecken superati grazie anche dalla forza che avete avuto provando lo Torschlusspanik, potrete uscire con i vostri amici tedeschi e ordinare anche per loro quando andate al ristorante, e questa volta senza che nessuno di loro provi più per voi alcuna Fremdschämen.
Potrete essere finalmente totalmente fieri per aver sopraffatto il vostro Innerer Schweinehund, riprovare la sensazione di quando da bambini vi sentivate così grandi per esser riusciti in un nuovo intento, quando vi sentivate che spiccavate rispetto a tutti gli altri come dei Dreikäsehoch. Di strada ne avete fatta e ormai avete il vostro Sitzfleisch. Dopo mille notti passate a dedicarvi a mille assurdi Zungenbrecher fino ad averli trasformati in veri e propri Ohrwurm… Beh sarete considerati tutt’altro che Weichei, e sicuramente questa volta potrete parlare con la vostra nuova vicina di casa senza il timore di poter cascare in alcun Treppenwitz, sempre che non sia fidanzata, e a quel punto rischiare un bel Backpfeifengesicht. Attenzione a non combinare nessun Kuddelmuddel o avvalervi del vostro Erklärungsnot. Se dopo tutto questo vorrete ancora restare e non provate nessun mal di mare o Fernweh… beh non vi resta che fare come bambini e prodigarvi in mille Purzelbaum ben guadagnati!

Leggi anche Piccolo Vademecum per affrontare la lingua tedesca senza ansia da prestazione

©Alexandre Normand CC BY SA 2.0

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13 Responses to “Come memorizzare 18 parole tedesche intraducibili in italiano senza farsi venire il mal di testa”

  1. Giulio

    “Treppenwitz” è molto più bello in realtà. È l'”arguzia delle scale”, quando ti viene in mente la battuta geniale per replicare a qualcuno, ma…quando sei già sulle scale, ossia troppo tardi, mentre te ne vai.

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  2. Massimo

    hey vi siete dimenticati Schadenfreude!
    È quando dentro di te ci godi perché a qualcun´altro é capitata una sfiga…. fantastica parola

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  3. Martina

    Anche in una lingua romanza come lo spagnolo esiste il numero 14, Fremdschämen = vergüenza ajena. Qualcuno sa di chi é la paternitá della parola? Si accettano scommesse!

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  4. Anto

    Weichei in italiano si traduce con pal*e mosce!! Non elegante ma attinente.

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  5. Marco Ermini

    La capacità di imparare una lingua è relativa alla base di partenza.
    Per degli ignoranti cresciuti a solo italiano e poco inglese fatto male, il tedesco sembra difficile.
    Si vede che non avete mai provato l’arabo o il giapponese… Il tedesco è una barzelletta al confronto.
    Comunque non direi proprio che queste parole siano intraducibili – anzi la gran parte ha un suo corrispettivo in italiano; direi che sono piuttosto termini che racchiudono un campo semantico vasto che a volte in italiano non ha un corrispettivo in un unico termine. Questi esistono in ogni lingua – il classico esempio è dato dai colori, dove quello che noi chiamiamo “rosso” erano per gli antichi romani tre colori diversi, i quali a loro volta mancavano del “bianco” perché nel loro mondo il bianco puro non esisteva. Similmente quando diciamo “verde”, dobbiamo immaginarci che un irlandese o un giapponese con “green” intenda qualcosa di diverso da quello che intendiamo noi, a volte più tendente al blu. Sono rimasugli non ancora globalizzati.

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  6. Alex

    Beh, ma ‘Ohrwurm’ è ‘tormentone’…

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  7. L.A. Sinclair

    scusate mi ero persa tutta questa discussione. ci tenevo ad aggiungere che é stato un articolo molto discusso tra noi per le varie legende, traduzioni (on line), e interpretazioni, etc etc Alla fine abbiamo semplicemente deciso di attenerci all’articolo di partenza. http://www.fluentu.com/german/blog/weird-german-words-vocabulary/?utm_source=ReviveOldPost

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  8. Antonella

    La cosa a cui farei attenzione é l´utilizzo della lingua italiana. Mi dispiace constatare che negli articoli come nei commenti gli errori grammaticali sono tantissimi e mi auguro siano solo sviste. Fossi un giornale di informazione mi preoccuperei della qualitá della scrittura. Grazie. Un consiglio: leggete, e non solo “On line”(cit.).

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  9. I speak Italian | trampolinodilancio

    […] alcuni sono otto, secondo altri diciotto, per taluni venti; per altri ancora addirittura […]

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