Come una problematica cittadina fiamminga dove si gridava “prima i belgi” è diventata modello di civiltà e benessere

Mechelen Cc0 wikipedia https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Mechelen_town_square_2.jpg

Mechelen è una città fiamminga di circa 80.000 abitanti, trenta chilometri a nord di Bruxelles. Quando Bart Somers ne diventò sindaco, nel 2001, era una città trafficata e sporca, con tassi di disoccupazione e criminalità tra i più alti del Belgio.

In poco più di quindici anni Somers e i suoi competenti collaboratori hanno trasformato la città in un paradiso capace di coniugare sicurezza e integrazione, bellezza dello spazio pubblico e sostenibilità ambientale, educazione e senso della comunità. Il risultato? Eccolo in punti.

– A Mechelen il 30 percento della popolazione è di origine straniera. In città convivono oltre 130 etnie che parlano 80 idiomi diversi, ma tutti si esprimono in fiammingo perché sono aiutati a farlo non appena arrivano.

– I migranti hanno contribuito a svecchiare drasticamente la popolazione locale: il 49 percento dei minorenni proviene da famiglie di origine straniera.

– Furti e aggressioni sono quasi spariti grazie a un sofisticato sistema di videosorveglianza e all’assunzione di poliziotti più numerosi e preparati, così si garantisce il recupero di uno spazio pubblico vivibile e maggiore sicurezza a tutti. Anche a poveri e migranti.

– Si è investito massicciamente in infrastrutture, palestre, centri di coesione sociale (i cosiddetti woonpunt), specialmente nei quartieri popolari.

– È stata creata una delega (con portafoglio) alla diversità e all’integrazione, perché si è capito che inclusione e sicurezza sono direttamente – e non inversamente – proporzionali tra loro.

– Le ore di insegnamento scolastico sono state incrementate, così come è stata incentivata la partecipazione attiva dei genitori.

– Centinaia di cittadini sono stati coinvolti come volontari per l’integrazione, e non solo nel doposcuola: ci sono persino tutor di accoglienza per non far sentire isolato chi è appena arrivato (e, magari, gli stessi pensionati che si offrono come tutor).

– Un laureato in architettura del paesaggio è il coordinatore del bene pubblico comunale. È lui a seguire direttamente tutti i lavori di ristrutturazione e abbellimento dello spazio cittadino. Somers sa bene cos’è la “teoria delle finestre rotte”.

Le Fiandre e l’Italia

Certo, rispetto all’Italia, le Fiandre sono una regione ricca, capace di investire, e i sindaci belgi hanno maggiore potere decisionale in quanto capi della polizia locale. Ma qui sembrerebbe innanzitutto questione di volontà politica.

Anche a Mechelen, infatti, vent’anni fa si gridava «prima i belgi». Poi, visti i risultati di Somers, i cittadini hanno smesso di farsi incatenare alla paura e alla propaganda permanente, e l’estrema destra è crollata dal 25 percento all’8 percento.

Nel 2016 – chissà come mai – il primo cittadino di Mechelen è stato nominato miglior sindaco del mondo. Ah, piccola postilla politica: Bart Somers è un liberale di centro, che governa con una giunta di centro-destra.

P.s. Se avete venti minuti, guardatevi il bellissimo reportage di PresaDiretta qui sotto, che lunedì scorso ha raccontato in anteprima al pubblico italiano questa interessantissima storia. Vi riconcilierà col mondo, e vi toglierà dalla testa che l’unico modello possibile sia la ferocia idiota degli «italiani esasperati».

Leggi anche Se oggi rileggessimo “Ur-Fascismo, il fascismo eterno”, ovvero l’identikit del fascista secondo Umberto Eco

SEGUI TUTTE LE NEWS SU BERLINO, SEGUI BERLINO MAGAZINE SU FACEBOOK

banner scuola berlino schule

 

Photo cover: Mechelen CC0  – Wikipedia

Gianpaolo Pepe

Dottorando di ricerca in scienze sociali e giornalista pubblicista, i suoi interessi spaziano da Hegel alle pagelle ignoranti di Calciatori Brutti. Dal 2014 coltiva un'insana passione per la cultura e la lingua tedesche, ancora non del tutto ricambiato.

Leave a Reply