Giovane ereditiera tedesca difende lo sfruttamento nazista del lavoro

Operai nello stabilimento di Hannover della Bahlsen ©Dierk Schaefer CC BY-SA 2.0 da Flickr https://www.flickr.com/photos/dierkschaefer/5603084116

Verena Bahlsen, erede del colosso dolciario Bahlsen, ha difeso lo sfruttamento dei prigionieri durante il periodo nazista

Hanno giustamente suscitato un vespaio di polemiche le parole pronunciate da Verena Bahlsen, 25enne erede dell’azienda tedesca Bahlsen, famosa in tutto il mondo per i biscotti Leibniz. La ragazza, nel corso di un’intervista rilasciata alla Bild, ha rilasciato alcune dichiarazioni con le quali difendeva lo sfruttamento da parte della Bahlsen di prigionieri destinati ai lavori forzati nelle sue fabbriche, dal 1943 al 1945. Durante gli anni del Terzo Reich, la Bahlsen avrebbe sfruttato circa 200 operaie nei suoi stabilimenti, prigioniere proveniente soprattutto da Ucraina e Polonia.

«La mia famiglia non ha nulla di cui rimproverarsi»

«È successo prima del mio tempo e abbiamo pagato i lavoratori forzati esattamente come i tedeschi, inoltre li abbiamo trattati bene» ha continuato la Bahlsen. Lo storico Manfred Grieger, dopo aver letto le parole della Bahlsen, ha dichiarato che «chiaramente, durante la guerra, quegli operai rientravano in una visione razzista della società», mentre Michael Wolffsohn, storico militare dell’Università di Monaco, ha bollato le parole dell’ereditiera come «insopportabili chiacchere da pub». Ma non è la prima volta che le parole della giovane ereditiera hanno suscitato rabbia tra i tedeschi. Pochi giorni prima delle dichiarazioni rilasciate alla Bild, la Bahlsen aveva dichiarato durante una conferenza ad Amburgo «io sono capitalista. Possiedo un quarto della società ed è fantastico. Voglio comprarmi uno yacht e cose del genere».

Le scuse di Verena Bahlsen

Pochi giorni dopo, a seguito delle polemiche che le sue dichiarazioni avevano provocato, la Bahlsen ha chiesto scusa. Secondo quanto riportato da Business Insider, la giovane avrebbe detto «sono profondamente dispiaciuta per le parole che ho pronunciato ad Amburgo e le mie successive dichiarazioni a proposito dello sfruttamento dei lavoratori da parte della mia famiglia durante il Terzo Reich. Niente è più lontano dal mio pensiero che sottovalutare il Nazismo e le sue conseguenze». Ha inoltre aggiunto di avere bisogno di conoscere meglio il passato della sua azienda. Di certo un ripasso di storia non può che giovare alla giovane ereditiera.

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Immagine di copertina: Operai nello stabilimento di Hannover della Bahlsen ©Dierk Schaefer CC BY-SA 2.0 da Flickr

 

 

 

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