«Io, tedesco figlio di calabresi, da quando faccio politica in Germania ricevo minacce di morte, ma non desisto»

Come e perché un tedesco di seconda generazione, figlio di italiani, ha deciso di fare politica in Germania: la nostra intervista a Luigi Pantisano

«Ogni anno quando tornavo in Germania dopo aver trascorso le vacanze in Italia, le insegnanti mi chiedevano come fossi stato a casa. Per me era una domanda strana. Per me casa era dove passavo 11 mesi all’anno, ovvero lì dove andavo a scuola, in Germania». A parlare così è Luigi Pantisano, 39 anni, da 3 anni consigliere comunale di Stoccarda per la sinistra (più precisamente per la frazione SÖS-Linke-Plus). Nato a Waiblingen, è l’ultimo dei 4 figli di una coppia di calabresi di Cariati Marina, provincia di Cosenza, emigrati in Germania negli anni ’60. «Da bambino non mi facevo domande sulla mia identità. Solo verso i 14 anni ho deciso che avrei preso la cittadinanza tedesca. Quando avevo necessità di firmare dei documenti o andare in comune, dovevo presentarmi sempre presso l’ufficio per stranieri e la cosa mi infastidiva, non mi faceva sentire come tutti gli altri cittadini tedeschi. I miei genitori avevano bisogno di due o tre lavori per potere mantenere me e i miei tre fratelli. Sia loro che noi subivamo ogni tanto piccole discriminazioni di vario tipo» È proprio il tema della diversificazione a far nascere in Pantisano la passione per la politica. «Da adolescente, a Waiblingen, sono stato coinvolto con altri ragazzi in un progetto per costruire un centro sociale per giovani. È stata l’occasione per capire quanto fosse importante per me impegnarmi in prima linea per ciò che ritenevo importante, sia a livello locale che sociale in generale». 

Nella foto: I genitori di Luigi Pantisano

L’impegno politico di Luigi Pantisano e “il peso” di un cognome italiano

Da anni Luigi Pantisano si batte contro il razzismo attraverso varie iniziative e organizzazioni. Da quattordici anni a questa parte propone annualmente l’iniziativa “Bunt statt Braun”(Frase idiomatica traducibile con “colorati anziché tutti uguali”), ovvero una settimana di workshop, spettacoli teatrali, film e concerti, tutti con il fine di sensibilizzare all’integrazione. Dal 2015 è impegnato in un altro progetto simile, “HEIMAT – Internationale Wochen gegen Rassismus” (Patria- Settimane internazionali contro il razzismo), presso Stoccarda. Attualmente lavora come politico per il partito Stuttgart Ökologisch Sozial. «I miei temi principali sono l’ecologia e la politica per i migranti. Il 60% dei giovani di Stoccarda è figlia di stranieri, voglio che le persone vivano senza discriminazione e promuovere la diversità. Il mio nome italiano ha spesso influenzato il modo in cui gli altri mi vedono e di conseguenza il mio modo di intendere l’integrazione. I tedeschi che amano l’Italia vogliono parlare con me della Toscana, del vino, e dei posti migliori in cui passare le vacanze anche se io non ho nessun legame, ad esempio, con la Toscana». Da quando è entrato in politica, le reazioni nei suoi riguardi non sono state sempre positive. C’è chi semplicemente non condivide le sue stesse idee, ma c’è anche chi non apprezza le sue origini italiane «Quando distribuisco volantini e vedono che esteticamente non ricordo il tipico tedesco, chi non è a favore delle mie convinzioni inizia ad assumere atteggiamenti discriminatori. Spesso i patrioti tedeschi mi dicono di tornare in Italia e fare propaganda lì. Ricevo anche minacce di morte via lettera e social network».

Politica tedesca vs quella italiana

«In Italia c’è un grande attaccamento ai partiti mentre in Germania l’elettorato segue più le idee che le alleanze. Ho anche l’impressione che nel bel paese i movimenti politici mutino spesso, anche se le persone rimangono sempre le stesse. Troppe coalizioni e ambiguità». Ad oggi anche la situazione in Germania non è chiarissima. «Non si sa come cambierà la CDU o chi potrebbe esserci al governo i prossimi anni, la Merkel ha lasciato tante domande aperte. Non penso che il suo braccio destro, Annegret Kramp-Karrenbauer, possa avere delle possibilità. Credo anche che non ci sarà più una grande coalizione tra SPD e CDU. La prima è più orientata a sinistra mentre la seconda, più conservatrice, verso destra».Pantisano sottolinea il distaccato approccio che gli italiani residenti in Germania hanno nei confronti della politica del paese. «È come se ci fosse un collocamento identitario che rimane legato all’Italia, anche per chi è di seconda o terza generazione. Probabilmente perché è un paese geograficamente vicino. La stretta vicinanza alla cultura italiana allontana da quella tedesca.» La storia dell’immigrazione italiana in Germania è tanto vecchia quanto quella turca, eppure loro sono integrati diversamente. «Hanno sempre combattuto per le discriminazioni subite, si inseriscono nella politica e sono concentrati a risolvere problemi legati alla loro attuale situazione in Germania, non in Turchia. Gli italiani, oltre che essere europei, sono culturalmente più vicini ai tedeschi rispetto ai turchi. Nonostante questo, la loro presenza in politica è modesta. Ci sono tanti organi di rappresentanza. Dovrebbero intromettersi di più e sostenere le nuove generazioni inserendosi in quella che oggi è la loro società»

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Immagine di copertina: © Roland Hägele

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