Viaggio fotografico alla scoperta dei luoghi abbandonati dall’Armata Rossa dopo la riunificazione tedesca

Il muro è caduto nel 1989, ma l‘Armata Rossa ha lasciato definitivamente la Germania dell’Est solo nel 1994. Sono passati poco più di vent’anni da allora, un tempo sufficiente per cominciare a rimarginare le cicatrici, ma non abbastanza per riassorbirle del tutto. È ancora storia recente, ci sono ancora impronte di una storia e di storie, che appartengono ad un’altra epoca solo perché ci siamo abituati a pensarla così, ma che in realtà ancora vivono in luoghi e persone accanto a noi. A immortalarle, attraverso un lavoro di ricerca storica e filologica eccezionale riassunto nel nome We will forget Soon, sono due fotografi italiani  Stefano Corso e Dario-Jacopo Laganà che in due anni, tra il 2013 e il 2014, hanno viaggiato in lungo e in largo l’est della Germania per scoprire ciò che gli stessi tedeschi da tempo fanno finta di non vedere: c’è ancora molto da fare, sia se l’ambizione è di cancellare ciò che è stato e non si vuole che sia più sia che si voglia trasformare il tutto in luoghi e monumenti da visitare per capire e re-immergersi nel passato recente nazionale.

Ottomila chilometri di viaggio in macchina, 300 location diverse, più di 10mila foto catalogate: il racconto  dell‘Armata Rossa Sovietica in Germania dell’Est a 20 anni dal suo ritiro​ è già una mostra itinerante con date in tutta la Germania e diventerà un libro nei prossimi mesi. L’indagine storico-giornalistica è stata condotta con l’aiuto di mappe satellitari, libri di storia e forum su internet di veterani dell’Armata Rossa. “Attorno alla città si sono create delle ​aree interamente abbandonate che nel corso dei 20 anni successivi sono state in parte di nuovo assorbite dalla natura. Un’altra parte di questi luoghi è stato invece man mano ​riutlizzato​, ha trovato un nuovo modo di essere utilizzato e oggi è spesso difficile rivederci le tracce della presenza sovietica. Alcune caserme sono diventate case, molti degli aeroporti sono diventati campi solari e nell’universo di questi cambiamenti si sono poi creati moltissimi casi unici, che questo progetto vuole raccontare”.

A muovere i due fotografi italiani è stata prima di tutto l’ambizione di potere realizzare qualcosa di mai fatto prima, un documento che servirà per qualsiasi approfondimento futuro sulla storia tedesca contemporanea. Lungo la strada, quando già avevano deciso che, finanziamenti o meno, loro sarebbero andati avanti, hanno trovato il supporto del Bundesstiftung zur Aufarbeitung der SED­Diktatur (Fondazione nazionale tedesca di storia contemporanea) e dell’​Istituto di Culturale Italiano a Berlino​.

We Will Forget Soon

di Stefano Corso e Dario-Jacopo Laganà

sito

Itinerario della mostra

– 27.05. – 14.06. 2015. Gedenkstätte Deutsche Teilung (Marienborn)
– 16.06. – 16.07.2015. Roter Ochse (Halle /Saale)
– 18.07. – 30.08.2015. Kröpeliner Tor – Geschichtswerkstatt (Rostock)
– 03.09. – 19.09.2015. Mein Blau e.V. (Berlin)

Vernissage della mostra di Berlino

 Giovedì 3 settembre dalle 19 alle 21 presso Mein Blau

Christinenstrasse 18-19, 10119 Berlino

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©Dario Jacopo Laganà & Stefano Corso
©Dario Jacopo Laganà & Stefano Corso
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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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