Berlino, arrestato su un pullman l’aggressore delle scale di Hermannstraße

Stava tornado a Berlino. Ancora a piede libero i complici

È stato arrestato Svetoslav S., il cittadino bulgaro di 27 anni che lo scorso 27 ottobre avrebbe spinto con un calcio una 26enne facendola precipitare dalle scale della stazione metro di Hermannstraße procurandole una frattura al braccio. La polizia lo ha fermato sabato 17 dicembre intorno alle 16.30 mentre rientrava a Berlino a bordo di un pullman diretto alla stazione centrale ZOB,

Contro di lui qualche giorno prima era stato emanato un mandato di arresto. Secondo informazioni pubblicate successivamente dal Berliner Morgenpost, Svetoslav S. si trovava ancora in Germania. Secondo la tv bulgara il 27enne avrebbe vissuto per anni con partner e figli a Varna, sul Mar Nero riempiendo la propria fedina penale di episodi di criminalità, in particolare furti e rapine, prima di trasferirsi a Berlino con famiglia e altri parenti. Tra di loro vi sarebbero anche i tre uomini che compaiono nel video dell’aggressione diffuso dalla polizia e in particolar modo quello fermato lunedì scorso, suo fratellastro.

L’ira del web, tra taglie e xenofobia

Intanto sul web erano montate ira e indignazione. Domenica scorsa Michael Kuhr, gestore di una società di vigilanza privata che in passato ha lavorato come guardia del corpo per numerose star tra cui Lady Gaga, aveva pubblicato un post su Facebook in cui offriva duemila euro a chiunque avrebbe dato informazioni sul nome e l’indirizzo dell’aggressore. Un’offerta imitata dal cantante Gunter Gabriel (5.000 euro) e dal politico di AfD Andreas Wild (1.000 euro). La “taglia” annunciata da Kuhr aveva scatenato commenti pieni di odio e violenza, tanto che lo stesso Kuhr aveva dovuto poi chiarire che non parlava di farsi giustizia da soli, ma di aiutare la polizia nelle sue ricerche. Già prima che gli inquirenti rendessero pubbliche generalità e nazionalità di Svetoslav S., sulle pagine Facebook dei quotidiani berlinesi erano apparse decine di commenti violenti, xenofobi e islamofobi.

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