5 canzoni tedesche che ti fanno venire voglia di ballare

In una recente intervista Marianne Rosenberg, volto stranoto in Germania, nonché cantante storica della musica popolare locale (meglio conosciuta come Schlager), ricordava di come negli anni 60/70 tutte le etichette discografiche spingessero i propri artisti a cantare solo ed esclusivamente in inglese. Il tedesco era considerata una lingua poco musicale, difficile da ascoltare e, ancora più importante, da vendere, specialmente in quel genere che oggi viene definito pop music.

Le cose pian piano si evolsero e durante gli anni ´80 il calderone della Neue Deutsche Welle portò nuova linfa vitale nell’universo musicale autoctono, con il successo a livello mondiale di alcuni musicisti tedeschi, tanto da far diventare la NDW un vero e proprio marchio di fabbrica.

Oggi ai primi posti della classifica nazionale oltre alla musica di importazione inglese/americana troviamo tantissime canzoni tedesche. Dal soul, al pop di matrice esterofila, all’elettronica, dal rap allo schlager, dal metal al reggae. C’è posto per tutti. E se 40 anni fa in un club la pista si svuotava non appena veniva suonato un pezzo in tedesco, oggi i locali feiern passano tantissima musica locale.

Facciamo un breve excursus in cui sceglieremo una canzone per decade che vi farà venire voglia di ballare.

Iniziamo proprio con Marianne Rosenberg. Provate a cantare il ritornello di questa canzone datata 1975. Tutti, dai settantenni ai ragazzi della nostra generazione, vi faranno il coro. Disco music alla tedesca:

Gli anni 80, come appena accennato videro il successo mondiale di alcuni cantanti tedeschi. Forse la più famosa in assoluto è stata Nena, che ha goduto recentemente di nuova popolarità aggiudicandosi un posto nella giuria di The Voice. Tutti si ricorderanno sicuramente di 99 Luftballonsdiventata recentemente anche la sigla di Scrubs, celebre serie televisiva americana.

Questa canzone in Germania però è altrettanto famosa e si intitola Irgendwie, irgendwo, irgendwann (in qualche modo, in qualche posto, prima o poi).

Passiamo agli anni 90, questo successo che vi sto per presentare è stato suonato in tutto il mondo, considerato oggi uno dei momenti trash dell’Eurodance, con una “storia discografica” molto particolare. Il testo pressoché demenziale è stato pensato dal produttore Claudio Zennaro e da Fabio Frittelli (che ci mise anche la faccia) in arte Mo-do, ex modello, italiano di origine austriaca che ebbe questa intuizione pazzesca ispirandosi ai testi altrettanto demenziali di Falco e dei Trio (quelli di Da da da). Il testo fa più o meno così:

Eins, zwei, Polizei.
Drei, vier, Grenadier
Funf, sechs, alte Gags
Sieben, acht, gute nacht…

Gli anni 2000 aprirono nuovi scenari nella discografia tedesca. Nessuno fino ad allora si sarebbe immaginato di vedere un album ispirato al reggae, al rap e alla dancehall raggiungere il primo posto della classifica degli album più venduti per poi restare nella top 20 oltre un anno. Fu un successo spropositato tanto da raggiungere i piani alti delle charts anche in Olanda, Belgio, Svizzera e Austria. Sto parlando di Peter Fox che dal 2009 a oggi ha venduto più di un milione di copie con l’album Stadtaffe (Città scimmia)Da questo progetto, considerato ormai un classico della musica tedesca, venne estratto Alles neu (Tutto nuovo) come primo singolo, divenuto poi la colonna sonora di uno spot Nike.

Finiamo come siamo partiti, ovvero con una versione aggiornata della Schlagermusik. Lei è probabilmente la cantante di maggior successo popolare in Germania, tanto da potersi permettere una serie di date negli stadi. Helene Fischer è il futuro del pop commerciale teutonico. Musica da brilli all’Oktoberfest, con un testo che ti fa venire voglia di comprare la discografia della Pausini ed un beat eurodance da far invidia alle colleghe americane. Quando lo suonano nei club più leccati della capitale la gente impazzisce, letteralmente.

 

simone mazzilli

Musikfresser "Yeah, Berlin, Stadt der unbegrenzten Möglichkeiten. Außerdem schmeckt in jeder anderen Stadt der Döner sc***#*e. Don't believe the Hype und so, Ich habe über 1000 Facebook-Freunde doch bin eigentlich ganz nett" (Fatoni & E.W. - Kunst, 2013)

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