5 situazioni assurde che capita di vedere a chi lavora in un ostello a Berlino

Esattamente un anno fa lasciavo il mio lavoro in ostello. Nonostante sia sicura di aver preso una decisione professionale assolutamente corretta, ammetto che quella vita lavorativa mi manca parecchio. Mi mancano i backpackers provenienti da ogni parte del mondo, il clima di festa che ogni giorno respiravo  e i soggetti a dir poco assurdi con cui costantemente mi relazionavo.  Ogni settimana ne succedevano di tutti i colori e la noia non l’ha mai fatta da padrona nemmeno per un singolo giorno. A testimonianza di ciò, vi propongo la descrizione che avevo fatto sul mio blog di ciò che era una mia tipica settimana di lavoro, attraverso cinque piccoli episodi accaduti in successione un giorno dopo l’altro.

Stiamo per caso andando a fuoco?

Ore nove di mattina: nella hall tutto è tranquillo e pacifico. La maggior parte degli ospiti sta probabilmente ancora dormendo e alcuni stanno facendo colazione. Improvvisamente parte l’allarme antincendio: una sirena fortissima e una voce registrata ,sia in tedesco che in inglese, con la quale si chiede esplicitamente di evacuare l’edificio. Io ovviamente sbianco e con la mia collega cerchiamo di capire il da farsi. Dopo pochi minuti fortunatamente veniamo informate che si tratta solamente di un errore. Mi tranquillizzo ma rimango comunque in tensione pensando alla massa di persone che avrebbe di lì a poco invaso la reception in preda al panico e all’ansia. Invece… il nulla! Zero! Nessuno si è degnato di alzarsi dal letto e capire se stessimo andando a fuoco. Solo una persona, una persona su settecento, si è preoccupata di chiedermi che cosa stesse accadendo. Nemmeno l’arrivo dei pompieri con la loro sirena è riuscito a destare la curiosità degli altri. Ma se l’allarme fosse scattato per un motivo reale?

Hostel modern art

Come ogni mattina verso le undici, mi accingo a fare il mio bel giretto per capire le intenzioni di coloro che devono fare il check out e ancora non si sono degnate di lasciare la camera. Prendo le scale e arrivata al secondo piano mi trovo di fronte ad un vero e proprio capolavoro: un fallo di dimensioni abnormi (il disegno era più grande e alto di me) che ammetto, era dipinto in maniera molto realistica e professionale. L’opera d’arte è stata realizzata con dentifricio e crema per il corpo. A volte ospitiamo anche degli artisti incompresi.

L’uomo sensibile

Un piccolo e paffutello ragazzo inglese accompagnato da tre veri e propri energumeni, muscolosi e  pieni di tatuaggi e piercings si avvicinano alla reception. Hanno una prenotazione e vogliono fare il check in. La mia collega inizia la procedura e nel frattempo io mi occupo di altri ospiti. Dopo un po’ noto che gli energumeni si sono seduti al bar e che il nostro little man, visibilmente agitato, sta parlando al telefono. Per farla breve, ha un problema legato al pagamento: lui era convinto di aver già pagato tutto ma in realtà il numero di carta di credito che aveva lasciato al momento della prenotazione, era solamente una garanzia. Con sé non ha abbastanza contanti per pagare tutta la prenotazione e prova a pagare con un’ altra carta di credito. “Transaction declined”. La carta non funziona e il panico si impossessa di lui. Inizia a tremare e a respirare con fatica. Si accascia quasi a terra e con fatica raggiunge la prima sedia disponibile. Continua a tremare e poi improvvisamente sembra perdere i sensi. Io e la mia collega agitatissime cerchiamo di aiutarlo e io decido di chiamare l’ambulanza. Appena sente però la parola ambulanza si riprende e mi vieta di farlo. Ci spiega poi con calma che l’unica soluzione per pagare è chiedere i soldi ai suoi “amici” . Ha però troppa paura di farlo poiché loro gli avevano già pagato la loro quota prima di venire a Berlino. Ciò nonostante, dopo qualche minuto si fa coraggio e decide di spiegare agli altri il problema. A dispetto di ogni pronostico che vedeva il povero ragazzo essere immediatamente preso a calci dagli “amici”, la loro reazione è stata assolutamente inaspettata: grande comprensione e disponibilità. Una reazione talmente inaspettata che il nostro pacioccone scoppia in lacrime…questo sì che è un uomo sensibile!!!Lo stress che è riuscito a trasmettermi in quell’ora mi è sufficiente per un mese!

Tutti alla festa della birra!

Primi di Agosto, tempi di Biermeile, due chilometri di stands in cui si beve birra, birra e ancora birra. E quale occasione migliore per trascorrere l´addio al celibato? Noi abbiamo ospitato ben sette grandi gruppi venuti appositamente per questa celebrazione…ovviamente from England con furore! Ubriachi dalla mattina alla sera, non hanno assolutamente deluso le nostre aspettative. L´episodio più divertente al riguardo é avvenuto durante uno dei loro check in. Ho chiesto ad un gruppo chi fosse lo sposo e gli amici gli hanno fatto fare una sorta di sfilata intonando tutti in coro la marcia funebre. Coro a cui irrimediabilmente si sono aggiunti anche gli altri clienti presenti nella hall.

Sexy skype

Esattamente di fronte alla reception abbiamo dei computer a disposizione dei nostri ospiti. Mentre sto parlando con un ragazzo, noto una cliente che stava per l´appunto usando uno di questi computer. Mi salta all´occhio perché non è esattamente una cliente tipica: è una donna sulla quarantina e decisamente in carne. Improvvisamente la vedo abbassarsi i pantaloni per qualche minuto. Rimango alquanto basita e cerco di trovare una spiegazione logica a quello che stavo vedendo. Non mi lascia il tempo di trovarla che di nuovo si abbassa i pantaloni, mostrando a tutti il suo bel tanga, e in più alza la maglietta per sfoggiare il suo enorme decolté. A quel punto capisco che sta effettuando una video-chiamata “sexy”, se sexy questa donna potrà mai essere definita. Non credo ai miei occhi come ovviamente tutti gli altri ospiti presenti nella hall. La fissiamo con bocca spalancata, in un silenzio parecchio imbarazzante. Resasi conto dell’attenzione che ha attirato su di sé, si riveste immediatamente e continua la video-chiamata come se niente fosse. Di cose che superano ogni immaginazione in ostello ne ho viste parecchie ma questa probabilmente le batte tutte!

Leggi anche “Dormire a poco a Berlino: cinque tra i migliori ostelli della città”

Corsotedesco

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Valentina Carrara

Lavoro da sempre nel mondo del turismo. Da tre anni vivo a Berlino, unica città che mi abbia mai fatto sentire "a casa". https://www.facebook.com/HostellifeBlog

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