6 patrimoni Unesco da non perdere in Germania (3 sono a Berlino)

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Dal mare dei Wadden agli edifici berlinesi in stile moderno, la Germania vanta ben 42 siti Unesco. Ecco gli highlight della Repubblica federale tedesca.

Se l’Italia è il Paese con il maggior numero di siti designati dall’Unesco come Patrimonio Mondiale (53 al 2017), anche la Germania ne vanta una quantità considerevole: ben 42, di cui 3 naturali e 39 culturali. Di seguito approfondiremo i 3 siti naturali e quelli di interesse culturale che si trovano nella città di Berlino.

La cava di Messel

Il sito archeologico di Messel è una cava in disuso situata circa 35 chilometri a sud di Francoforte. Vi si estraeva scisto bituminoso fino al 1971, anno in cui l’attività chiuse per far posto a una fabbrica di cemento. Quest’ultima restò in funzione per un solo anno. Successivamente i piani di trasformare il luogo in una grande discarica a cielo aperto naufragarono. Fu a quel punto che iniziarono i primi scavi scientifici. Tutto ciò appare sorprendente, se si pensa che sin dall’inizio del XX secolo l’area era rinomata per l’importanza scientifica del suo sottosuolo. Molti appassionati di fossili si recavano regolarmente nella cava di Messel per estrarre i migliori esemplari che riuscivano a trovare. Sono stati questi amateurs a sviluppare il metodo di conservazione dei fossili in uso ancora oggi, che consiste nell’immersione del reperto in una soluzione resinosa (a Messel era usato proprio l’olio di scisto). La zona è stata dichiarata Patrimonio Mondiale Unesco nel 1995 con l’obbiettivo di preservarla da ulteriori sfruttamenti illeciti. Nel 1996 è stata concessa una speciale amnistia a tutti coloro che avevano sottratto illegalmente dei fossili negli anni precedenti, nella speranza di riavere indietro almeno qualcuno degli esemplari. La ex-cava di Messel è ancora oggi un sito scientifico di primaria importanza. Analizzando il gran numero di fossili gli scienziati sperano di scoprire qualcosa di più sul periodo preistorico dell’Eocene (56-40 milioni di anni fa).

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Fossile di Masillamys, roditore estinto dell’Eocene; © Gerbil, CC BY-SA 3.0

Il mare dei Wadden

Il cosiddetto “mare dei Wadden” è in realtà un tratto di costa lungo 450 chilometri. Si estende da Den Helder (Paesi Bassi) a Esbjerg (Danimarca). La parte centrale, più vasta, si trova in territorio tedesco. Il mare dei Wadden si è formato tra il X e il XIV secolo, quando flussi di marea particolarmente potenti hanno lentamente eroso il territorio paludoso che vi era prima, svuotandone il contenuto in mare. Ogni sei ore circa questo tratto di costa viene sommerso dalla marea. L’intero paesaggio ne esce modificato. La traduzione italiana dell’olandese wad (Watt in tedesco) è “piana fangosa”, che fa invece riferimento all’aspetto che l’area assume quando la marea si ritira. Per permettere la vita umana nei Wadden sono state costruite nel corso dei secoli numerose dighe, facendo di .quest’area una delle più intensamente modificate dall’intervento umano del mondo. L’ecosistema del Mare dei Wadden è estremamente ricco, specialmente per quanto riguarda la fauna e in particolare gli uccelli: oche, aquile, fenicotteri, pellicani, aironi. Inoltre sono comuni esemplari di foca. Paradiso dei naturalisti, l’area è stata designata Patrimonio Mondiale Unesco tra il 2009 e il 2014. Al suo interno si trovano varie riserve protette e parchi naturali aperti al pubblico.

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© Ralf Roletschek CC BY-SA 3.0

Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa

Come dice il nome, queste antiche foreste non si trovano soltanto in Germania. L’area principale è divisa tra Ucraina e Slovacchia e solo dal 2011 si è aggiunta anche la Germania. Con l’ampliamento del 2017, il Patrimonio Mondiale è arrivato a comprendere le foreste di faggi di ben tredici nazioni, tra cui l’Italia. Specie dalla grande capacità di diffusione e resistente ai cambiamenti, il faggio ricoprirebbe oggi una buona parte del territorio dell’emisfero settentrionale se l’uomo non fosse mai intervenuto. Seguendo germany.travel segnaliamo che una delle zone protette si trova a un’ora soltanto da Berlino. Si tratta della foresta di Grumsin, a nord-est della capitale. Costituito da vallate profonde alternate a picchi rocciosi, il paesaggio di questa foresta testimonia con chiarezza il processo di erosione in atto durante l’ultima Era Glaciale.

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© Ökologix CC BY-SA 3.0

Residenze in stile moderno di Berlino

Il Patrimonio è stato istituito nel 2008. Si tratta di sei palazzi sparsi per la capitale e ciò che li accomuna è lo stile. Seguono tutti i dettami del Movimento Moderno (da non confondere con modernismo, in Italia inteso come sinonimo di liberty), e sono stati costruiti da alcuni dei suoi primi teorici: Bruno Taut, Martin Wagner, Walter Gropius, Hans Scharoun. Questa corrente architettonica, nata tra le due guerre mondiali, predicava la perfetta funzionalità come scopo supremo di una costruzione. Le Corbusier, tra i maggiori protagonisti della stagione, ne riassunse gli scopi nella famosa definizione di edificio come “macchina per abitare”. La costruzione dei sei palazzi compresi in questo Patrimonio fu sovvenzionata dallo Stato. L’influenza del Movimento Moderno ebbe infatti importanti conseguenze anche sul piano sociale. I palazzi progettati “razionalmente” avevano un prezzo più accessibile, favorendo la partecipazione statale e contribuendo a un miglioramento generale delle condizioni di vita delle classi medio-basse. Questo Patrimonio Mondiale commemora dunque anche il ruolo che Berlino ebbe all’epoca della Repubblica di Weimar: avanguardia del progresso sociale, luogo dove le rivendicazioni progressiste venivano ascoltate.

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Edificio di Hans Scharoun; © Doris Antony CC BY-SA 3.0

Isola dei musei

Al centro del quartiere berlinese di Mitte, nel mezzo della Sprea, si trova una piccola isola. Nel 1841 questa fu trasformata in un’area dedicata “all’arte e alla scienza” dal re di Prussia Federico Guglielmo IV. La collezione si arricchì di sempre nuovi pezzi nei decenni successivi. Nel 1918, alla conclusione della Prima guerra mondiale, le gestione delle aree espositive presenti sull’isola passò allo Stato. L’isola fu designata Patrimonio Mondiale nel 1999. I cinque edifici che la compongono, costruiti tra il 1824 e il 1930, mostrano l’evoluzione degli stili museali nel tempo. Le loro collezioni, che spaziano dalle antichità egizie alla pittura moderna, ripercorrono le maggiori linee di sviluppo dell’arte e delle civiltà.

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Alte Nationalgalerie, uno dei musei del complesso; © Thomas Wolf CC BY-SA 3.0

Palazzi e parchi di Potsdam e Berlino

Anche i palazzi e giardini situati tra Berlino e Potsdam e costruiti tra la metà del XVIII e l’inizio del XX secolo sono stati nominati Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Nella nomina dell’UNESCO è fatta menzione dell’unità e unicità dell’aspetto del paesaggio che compongono. Il loro stile viene contrapposto all’austerità architettonica propugnata negli stessi anni dallo stato prussiano: severità di cui questi palazzi felici rappresentano il contraltare. Il territorio del Patrimonio è stato diviso fino al 1989 dal Muro di Berlino. La nomina dell’Unesco è arrivata l’anno successivo, nel 1990.

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Palazzo di Sanssouci; © Mbzt CC BY-SA 3.0

Elenco completo di tutti i Patrimoni Mondiali della Germania

Per finire, ecco un elenco di tutti i siti Unesco della Repubblica Federale Tedesca (fonte Wikipedia):

• Abbazia di Corvey

• Abbazia di Lorsch

• Bamberga

• Bauhaus

• Bergpark Wilhelmshöhe

• Biblioteca Anna Amalia

• Buddenbrookhaus

• Casa Romana (Weimar)

• Castelli di Augustusburg e Falkenlust

• Castello di Belvedere

• CastelIo di Stahleck

• Castello di Tiefurt

• Castello di Weimar

• Cattedrale di Aquisgrana

• Chiesa di San Giorgio (Oberzell)

• Chiesa di San Nicola (Stralsund)

• Chilehaus

• Cripta dei Principi

• 1 Duomo di Bamberga

• 2 Duomo di Colonia

• 3 Duomo di Lubecca

• 4 Duomo di Spira

• Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa

• Gola del Reno

• Goslar

• Haus am Horn

• Hildesheim

• Holstentor

• Klassisches Weimar

• Limes romano

• Lubecca

• Lutherstadt Eisleben

• Magazzini del sale di Lubecca

• Mare dei Wadden

• Miniere di carbone dello Zollverein

• Miniere di Rammelsberg

• Monastero di Maulbronn

• Municipio di Lubecca

• Municipio di Stralsund

• Officine Fagus

• Opere e progetti di architettura di Le Corbusier

• Ospedale di Santo Spirito (Lubecca)

• Palazzo imperiale di Goslar

• Parco di Muskau

• Pozzo di Messel

• Puppenbrücke

• Quedlinburg

• Ratisbona

• Regno giardino di Dessau-Wörlitz

• Isola di Reichenau

• Residenza di Würzburg

• Santuario di Wies

• Siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi

• Speicherstadt (Amburgo)

• Stralsund

• Teatro dell’opera dei Margravi

• Vallo Antonino

• Völklingen

• Wartburg

• Weimar

• Bauhaus-Universität Weimar

• Westwerk

• Wismar

• Wittenberg

• Wittumspalais

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Immagine di copertina: On the mudflats © Alexander Fink CC BY 2.0

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