8,50 € l’ora. Al via in Germania il salario minimo orario. Ecco come funziona

Dal 1 Gennaio è entrata in vigore la nuova legge tedesca sul salario minimo orario. A tutti i lavoratori in Germania, salvo poche eccezioni, sono garantiti di € 8,50 l‘ora. La cifra è da calcolare lorda, ma sotto una certa soglia di reddito annuale si prende l’intera somma.

La legge era stata approvata lo scorso luglio. Era alla base dell’accordo di maggioranza tra la Cdu di Angela Merkel e il partito socialdemocratico (SPD) che su questo punto aveva basato buona parte della propria campagna elettorale. Secondo il ministro per il lavoro, Andrea Nahles (SPD) l’aumento della busta paga coinvolgerà 3,7 milioni di lavoratori.

Le eccezioni. Tra le poche categorie escluse dalla legge, i giovani studenti. Tutti i tirocinanti o chi svolge stage per moviti scolastico-accademici rimane escluso. Gli stagisti con contratto oltre i tre mesi potranno invece beneficiare della leggeAnche il lavoratore che è stato disoccupato per almeno un anno di tempo, può, per i primi sei mesi del nuovo impiego, ricevere meno della cifra di €8,50 stabilita per legge. Particolarmente importante è l’arrivo della norma nel settore dei Mini-jobs, dove è stato calcolato (ZEW) che il 65% dei lavoratori riceveva  un importo orario inferiore ai parametri fissati dalla nuova legge.

Secondo l‘Istituto ZEW di Mannheim, specializzato in economia europea (Zentrum für europäische Wirtschaftsforschung), ci sarebbe una netta differenza tra Ovest e Est Germania. In una recente analisi per il Tagesspiegel è stato riportato che il 20% dei lavoratori nelle regioni dell‘ Est stanno ricevendo l’aumento. Lo stesso dato nelle regioni dell’Ovest del paese è fermato ad uno scarso 8%.

L’introduzione del salario minimo orario, ha innescato un dibattito sul possibile risvolto negativo della legge. Alcuni economisti ritengono che con la cifra fissata a € 8, 50, molti lavoratori potrebbero perdere il proprio impiego se impiegati in piccoli e medie imprese. Questo principalmente per l’impossibilità dei datori di lavoro di pagare i propri dipendenti rispettando la nuova norma. Altra tematica annessa (e non di poco conto), riguarda le nuove vie che alcune imprese e alcuni datori di lavoro potrebbero attuare in modo da evitare i paletti imposti dalla nuova legge. E allora ecco più lavoro nero ed un rialzo – almeno ufficiale – della disoccupazione.

Solo a fine gennario si potrà cominciare a valutare gli effetti positivi e negativi del “Mindestlohn”. Al momento, nell’Unione Europea, lo applicano 22 Stati membri sui 28 EU. Manca l’Italia, e non sembra così strano.

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