A Berlino arriva la mostra sugli adesivi razzisti e antisemiti nella Germania dal 1880 a oggi

Realizzare una mostra di sticker è già una scelta piuttosto singolare per un museo. Decidere di concentrarsi sugli sticker che contengono messaggi razzisti e antisemiti è un progetto decisamente interessante, quanto ambizioso se, come in questo caso, intende raccogliere adesivi, carte e immagini dal Secondo Reich alla Repubblica di Weimar, passando per il nazionalsocialismo, fino ad arrivare ai giorni nostri. Si tratta del progetto del Deutsches Historisches Museum di Berlino “Angezettelt. Antisemitische und rassistische Aufkleber von 1880 bis heute“: una mostra in programma fino al 31 luglio 2016 che mette a fuoco un fenomeno della Germania presente e passata attraverso quei semplici sticker che però la dicono lunga sulla società in questione.

Stickering e sticker ‘art’. Riempiono le città, dai lampioni alle panchine, dai vagoni della metropolitana alle porte dei bagni di locali o alle cassette delle lettere, gli sticker fanno talmente parte della nostra quotidianità ‘stradale’ che a volte soffermarsi a leggerne il contenuto può sembrare una perdita di tempo. Eppure queste piccole e brevi forme di pensiero sono riuscite negli anni a diffondere non solo messaggi goliardici o a sponsorizzare un locale piuttosto che una squadra di calcio, ma slogan razzisti e antisemiti. Perchè dietro quella piccola immagine non si nasconde solo il cosiddetto “stickering” ossia una strategia di marketing o una forma di street art in cui il messaggio o l’immagine sono veicolati da un adesivo, bensì spesso messaggi politici o sociali con l’intento di arrivare al maggior pubblico possibile grazie al tappezzamento di vaste zone urbane.

La mostra. Al Museo di storia tedesca, nel cuore di Berlino, il percorso espositivo permette di ripercorrere la storia degli sticker antisemiti e razzisti. Attraverso dodici sezioni il visitatore ha la possibilità di vedere gli ‘inediti’ manifesti contro gli ebrei diffusi in Germania non soltanto durante la Seconda Guerra Mondiale, ma anche il finto biglietto aereo dove si legge “Rückflugticket” emesso dalla “RückflugAIRLINES” e diffuso in Germania dopo le richieste di asilo politico dei rifugiati siriani dell’ultimo periodo. Camminando per la sala espositiva dell’imponente struttura progettata da Ieoh Ming Pei, gli sticker “Refugees not welcome” e “NO WAY. You will not make Germany Home” rappresentano indubbiamente un problema di razzismo ‘presente’ difficile da sconfiggere ma che l’Associazione per la Difesa contro l’Antisemitismo cerca di combattere dal 1890/91. L’adesione è cresciuta da 12000 nel primo anno a 20000 nel secolo successivo riuscendo ad informare il suo pubblico grazie anche alla diffusione di un magazine settimanale.

Aktuelle Aufkleber© Deutsches Historisches Museum
Aktuelle Aufkleber © Deutsches Historisches Museum

Arte per tutti. La mostra, organizzata e curata dal Zentrums für Antisemitismusforschung della Technischen Universität Berlin e dal Deutsches Historischen Museum, è stata finanziata dal Kulturstiftung des Bundes e concepita per tutti senza barriere. Oltre i testi in tedesco e in inglese infatti, le informazioni relative al materiale esposto sono disponibili anche nei caratteri Braille affiancate da descrizioni audio e video e visite guidate per vedenti ed ipovedenti. Inoltre durante la visita grandi e piccoli possono cimentarsi nel creare e stampare il proprio sticker grazie ad un’area dedicata con computer e delle apposite stampanti e, grazie alla cooperazione con il Centro per la Ricerca sull’Antisemitismo, un ciclo di seminari che si terranno durante tutto il periodo della mostra per parlare e confrontarsi sui temi della mostra.

Angezettelt. Antisemitische und rassistische Aufkleber von 1880 bis heute

Deutsches Historisches Museum
Unter den Linden 2, 10117 Berlino

Dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 18
Fino al 31 luglio 2016

Biglietti: 8 € intero, 4 € ridotto, ingresso libero fino a 18 anni

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Foto copertina © Deutsches Historischen Museum

Maria Michela D'Alessandro

Nata a Roma nel lontano '93, è laureata in comunicazione con una tesi sulla semiotica dei musei. Attualmente vive tra Berlino e San Pietroburgo dove frequenta una doppia laurea in giornalismo internazionale. Giornalista pubblicista, scrive di arte e cultura. Ama le mostre, i musei, la radio, l'As Roma e la neve.

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