«A Berlino rischi di dimenticarti i tuoi obiettivi. Devi tenere duro per non perderti»

Una chiacchierata con Alberto Madrigal, autore del fumetto «Va tutto bene» ambientato a Berlino.

Abbiamo incontrato Alberto nel nostro ufficio per fargli qualche domanda riguardo al suo fumetto «Va tutto bene». L’autore racconta con una tale onestà e semplicità le dinamiche di vita di chi si dibatte quotidianamente tra amore, lavoro e sogni. Biondo, alto, dai modi gentili e con un vago accento spagnolo, Alberto apre la borsa e mi regala subito una copia del volume. I disegni, a partire dalla copertina, sono molto belli. E altrettanto è la storia raccontata. Del resto Alberto ha molto da dire.

La storia di Alberto

Nato a Plasencia e cresciuto Valladolid, centro della Spagna dove ha studiato informatica, Alberto ci svela: «Disegno da sempre, ma solo dopo gli studi ho capito che la mia strada doveva prendere una piega diversa. Non conoscevo nessuno che disegnasse nella mia città d’origine. Forse nel profondo ho sempre saputo che il disegno prima o poi sarebbe diventato la mia vita, ma non avevo il coraggio di ammetterlo. Ho imparato in maniera del tutto autodidatta. Ne ho approfittato perché la mia ragazza di quel tempo era a fare un Erasmus in Germania in una città vicino ad Amburgo. Ho lasciato il lavoro in Spagna e in un anno di duro impegno ho imparato tutto quello che c’era da sapere riguardo al fumetto, le tecniche, gli spazi, la prospettiva. In quell’anno ho capito che il mio percorso non sarebbe stato quello di un semplice ragazzo che vuol fare un esperienza all’estero».

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L’arrivo a Berlino 

«Ci sono arrivato quasi per caso, in un weekend qualsiasi. Me ne sono innamorato immediatamente. Ho lasciato tutto e sono partito, con un unico obiettivo: disegnare. Inizialmente ero partito con un’altra prospettiva, quella di disegnare il fumetto in stile americano, quello dei supereroi per intenderci. Poi piano piano invece mi sono avvicinato sempre di più a quello autoriale europeo (francese e italiano) in cui oltre ad disegno la storia che si vuole raccontare è fondamentale».

«Qui a Berlino tutti hanno un progetto. Sopportano un lavoro part time per portare avanti i propri sogni. Non tutti però ce la fanno». Berlino a volte può essere pericolosa, se si perdono di vista i propri obiettivi. La tranquillità della vita, il lavoro facilmente ottenuto e ben retribuito rischia di far perdere di vista l’ambizione e le ragione per cui si è deciso di lasciare tutto per provare a inseguire i propri sogni.

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«Sono stati 4 anni senza soldi, le case editrici sembravano non volerne sapere dei miei progetti, ed ero costretto ad accettare commissioni di ogni tipo per poter sopravvivere. Poi, ho trovato lavoro in una ditta a Berlino di grafica, molto all’avanguardia. Mi pagavano bene, mi regalavano incentivi e l’ambiente era davvero super. Disegnavo sfondi, ma mi sono sempre voluto mantenere free-lance perché non volevo cadere nella tentazione di accontentarmi di quello che avevo. Dopo tanti anni in cui non vieni riconosciuto per quello che fai, improvvisamente esserlo è una bellissima sensazione. Anche se non facevo quello che ho sempre sognato di fare. Dovevo rimanere pochi mesi, e invece sono rimasto quasi due anni. E’ stato difficile lasciare quel lavoro, ma alla fine ce l’ho fatta».

Il rischio di perdere tempo

«Il problema è che mi sentivo talmente tanto assorbito dalla vita lavorativa che poi, nel weekend o nei giorni liberi dove volevo dedicarmi al disegno improvvisamente non ne avevo più voglia. Le vere passioni quindi, rischiano costantemente di essere inglobate dentro una realtà di routine quotidiane che poi in fondo non ci appartengono completamente. Questo è proprio il punto. Il perdere di vista i propri obiettivi, metterli da parte in nome di una sicurezza sociale ed economica segnata da una vita fin troppo facile, un lavoro sicuro e un’esistenza non particolarmente complicata».

«Appena mi sono lasciato andare, appena ho capito che dovevo disegnare per me stesso, non pensando a farlo per gli altri, lì in quel momento mi sono sbloccato, ho iniziato a parlare con il cuore.» Tutto il resto è venuto dopo questa consapevolezza, ho scritto il primo lavoro, “Un lavoro vero” ed ho iniziato a mandarlo ad editori italiani ed europei. Dopo mesi e mesi di attesa, finalmente è arrivata l’occasione che mi ha cambiato la vita con la casa editrice BAO Publishing».

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Restare e vivere a Berlino

«Di questa città mi piace ancora tantissimo il poter rimanere nei bar a lavorare, disegnare, guardare la gente, le strade senza che nessuno ti faccia pressioni. Ho bisogno di stare in mezzo alle persone e qui è è talmente facile che l’ispirazione arriva quando meno te lo aspetti, un pomeriggio come tanti seduto a bere un caffè. L’ispirazione che non sono mai riuscito a trovare in Spagna quindi, la libertà di essere me stesso e non essere giudicato per come sei e quello che fai. Un motivo tra i tanti per amare questa città.

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Va tutto bene 

Alberto Madrigal

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