Abbiamo letto il primo numero del Charlie Hebdo tedesco

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François Fillon vs Angela Merkel: a questi due politici sono dedicate le prime pagine di questa settimana del magazine satirico Charlie Hebdo rispettivamente nell’edizione francese e tedesca. Giovedì 1 dicembre 2016 la rivista transalpina ha infatti debuttato nelle edicole tedesche con il primo numero dedicato, come si poteva ben prevedere, ad Angela Merkel che da poco ha annunciato di volersi candidare per il quarto mandato come cancelliera federale. La caricatura di Walter Foolz ritrae una Merkel dal volto esausto, sdraiata prona su un ponte sollevatore per auto. «Un nuovo tubo di scappamento e si va avanti per altri 4 anni» dice un meccanico Volkswagen, pezzi di ricambio alla mano, alludendo allo scandalo emissioni che ha interessato la casa automobilistica nel 2015. La didascalia della vignetta di Foolz recita: «Dietro Merkel c’è Volkswagen».

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Merkel protagonista del primo numero tedesco. A seguito del drammatico attentato jihadista del 7 gennaio 2015 nel quale morì parte della sua redazione storica, Charlie Hebdo ha fatto molto parlare e scrivere di sé e del proprio tagliente umorismo, in Francia e anche all’estero, specialmente in Germania. Ma finora pochi tedeschi avevano avuto l’occasione di ritrovarsi tra le mani un numero di Charlie Hebdo. Quella tedesca è infatti la prima edizione straniera del periodico, stampata con una tiratura di 200mila copie a un prezzo di vendita di 4 euro. C’era curiosità su come sarebbe stato il primo numero: Gérard Biard, caporedattore della rivista francese, sostiene che in nessun Paese come in Germania l’interesse per la testata transalpina sia così alto; una portavoce ha inoltre dichiarato a Zeit Online che il numero successivo all’attentato del 2015 vendette in Germania ben 70mila copie La campagna pubblicitaria che ha lanciato l’edizione tedesca ritraeva già Angela Merkel seduta su un gabinetto, intenta a leggere la rivista. La didascalia recitava: «Charlie Hebdo ha un effetto liberatorio». Se è vero che il primo numero tedesco uscito il 1 dicembre non si discosta di molto dall’edizione originale (molti dei contenuti sono una semplice traduzione dal francese), tra copertina e altre nove mini-caricature Angela Merkel resta protagonista e bersaglio indiscusso di questa settimana, selezionato ad hoc per il pubblico tedesco. Merkel appare sotto forma di ballerina di striptease «ultimo bastione del mondo libero», in qualità di «Cancellaria Maxima» alla Fidel Castro o quale erede socialista di Erich Honecker. Le caricature che ritraggono Merkel fanno uso dei più comuni cliché sulla Germania, come salsicce, macchine Trabant e l’appellativo Mutti per la cancelliera.

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Non solo Merkel. Sotto il titolo di Rabenmutti und Vaterstaat: Wer lebt glücklich in Deutschland? (tradotto Madre snaturata e padre-patria: chi è felice in Germania?) compare invece un reportage illustrato di quattro pagine sulla vita dei tedeschi in Germania e sul significato dell’essere tedeschi. Anche in questo caso si tratta di un contenuto concepito ad hoc per l’edizione tedesca di Charlie Hebdo: l’editore e illustratore Laurent Sourisseau, noto con lo pseudonimo Riss, si è appositamente avventurato in terra tedesca alla ricerca di luoghi comunemente visti come “tipici teutonici”. Nel reportage emergono così tematiche come integrazione, rifugiati, omosessualità e populismo. Per il futuro si prevedono contenuti esclusivamente tedeschi per un quarto, a volte anche la prima pagina.

Una versione light? Charlie Hebdo non è mai andato troppo per il sottile. Lo ha dimostrato con la vignetta ispirata alla storia del bimbo siriano Aylan, morto sulla costa turca nel tentativo di raggiungere l’Europa: pubblicata a seguito dei fatti di Colonia, l’illustrazione ritraeva un migrante mentre rincorre una ragazza con la didascalia «cosa sarebbe diventato il piccolo Aylan se fosse cresciuto? Palpatore di sederi in Germania». Ricordiamo anche la caricatura sul terremoto di Amatrice dell’estate 2016 che ritraeva le vittime paragonandole a lasagne. Stando al primo numero tedesco, la satira di Charlie Hebdo si annuncia di gran lunga più morbida rispetto allo stile tagliente cui ci ha abituato. In molti si augurano però che l’edizione tedesca non sia una sorta di “Charlie Hebdo per principianti”, una versione alleggerita che ne faciliti la digestione a un pubblico di novellini. Perché come sostiene Biard, il valore di Charlie sta proprio nella capacità di «creare un contesto nuovo» e dunque di relativizzare la nostra percezione della società. «Questo è l’eterno problema di Charlie. […] Non prendiamo in giro le vittime di eventi drammatici, ma pensiamo che si possa ridere anche di una tragedia» ha dichiarato Riss a Die Welt.

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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