Addio auto, Berlino si prepara a diventare a misura di bici

bicicletta

Il futuro di Berlino è in bicicletta. Con la prima legge ciclista della Germania, Berlino prepara la sua rivoluzione a pedali.

Se da un lato la capitale tedesca viene derisa dal resto della Germania per le lunghe attese nei servizi pubblici o per la saga del nuovo aeroporto (la cui apertura viene rimandata di anno in anno), dall’altro è diventata una fonte di ammirazione per il Paese intero. La legge che dovrebbe entrare in vigore in autunno è diventata un modello, come riportato su Huffpost. Seguendo l’esempio di Berlino, in numerose città tedesche si stanno già organizzando referendum per ciclisti. Se ciò si avverasse, ne risulterebbe una trasformazione radicale delle città tedesche. Preferendo la bicicletta all’automobile, le città diventerebbero più verdi con un netto miglioramento della qualità della vita.

Piste ciclabili e semafori di ‘onda verde’

Nella capitale tedesca le condizioni per diventare una città più verde ci sono tutte. Le strade sono larghe. Il numero di automobili per famiglia è estremamente basso rispetto ad altre città. Inoltre il servizio di trasporti pubblici è efficiente. L’anno scorso un’iniziativa di cittadini chiamata Volksentscheid Fahrrad (referendum per la bicicletta) ha consegnato una petizione con 100.000 firme al Senato di Berlino per migliorare le condizioni per i ciclisti. I punti proposti dal referendum includono:

  • L’estensione di piste ciclabili larghe 2 metri lungo tutte le arterie principali della città per una lunghezza di circa 350 chilometri.
  • La creazione di 100 chilometri di autostrade per biciclette, ossia piste ciclabili larghe 4 metri. Una di queste è prevista sotto il percorso della linea U1 della metropolitana.
  • Semafori di ‘onda verde’ per i ciclisti.
  • 200.000 parcheggi per biciclette lungo le strade e alle fermate dei mezzi pubblici.

La più grande manifestazione di ciclisti al mondo

L’investimento per la realizzazione della rivoluzione a pedali si aggira intorno ai 50 milioni di euro all’anno a partire dal 2019. Per il completamento del progetto si prevede un periodo di 8-10 anni ma già si registrano i primi ritardi. È per questo motivo che lo scorso 11 giugno si è tenuta la più grande manifestazione di ciclisti al mondo, con 100.000 partecipanti in bicicletta per le vie di Berlino.

Le critiche ad una Berlino a misura di pedali

Sulla scia di altre città come Londra, Parigi, Copenhagen o Amsterdam, la bicicletta a Berlino è diventata un mezzo di trasporto sempre più utilizzato. Eppure la trasformazione della capitale tedesca in una città per ciclisti non avviene senza opposizione da parte degli automobilisti. L’allargamento della piste ciclabili significa strade più strette quindi meno spazio per le automobili. Anche il caporedattore del quotidiano Die Welt, Ulf Poschardt, ha manifestato il proprio disagio riscontrato in auto a causa dei lavori di ampliamento delle piste ciclabili a Kreuzberg con un tweet: «Il disprezzo dei quartieri di Berlino e del Senato verso gli automobilisti non ha limiti. #Kreuzberg, #traffico, #orrore».

Andare in bici fa bene alla salute

Nonostante le perplessità di chi non riesce a rinunciare all’auto, è evidente che le città ciclabili non possano che portare benefici ai loro abitanti. Uno studio scozzese pubblicato lo scorso aprile sul British Medical Journal ha concluso che andare al lavoro in bicicletta riduce il rischio di tumori e malattie cardiovascolari. Gli scienziati hanno scoperto che recarsi in bicicletta al lavoro comporta un rischio inferiore del 45% di sviluppare il cancro e inferiore del 46% di contrarre malattie cardiache rispetto a chi non fa pendolarismo attivo. Senza dimenticare che spostarsi in bicicletta piuttosto che in macchina contribuisce a ridurre l’inquinamento dell’aria. Non c’è dubbio: le città a misura di bicicletta miglioreranno la qualità della vita.

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Immagine di copertina: © Reindeer renderings

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Linda Nocera

Cresciuta a Palermo in una famiglia anglo-italiana, ha girovagato per l’Europa per motivi di studio, lavoro ed affetto, prima di stabilirsi a Berlino. Ha lasciato da poco una carriera da analista di mercati chimici per concentrasi sul ruolo di mamma e sulla sua passione per la scrittura.

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