«Unione Europea sembrava il sogno irrealizzabile di pochi, ora è realtà per molti». Non buttiamola via

Ambasciata Italiana a Berlino

Unione Europea, Giovani e Futuro ecco le parole chiave della tavola rotonda promossa ieri dalla fondazione Schwarzkopf presso l’ambasciata Italiana a Berlino

In occasione del sessantesimo anniversario del Trattato di Roma la Fondazione Schwarzkopf ha promosso presso l’ambasciata Italiana a Berlino un incontro tra giovani che verteva su tutte quelle tematiche maggiormente sentite nell’Unione Europea, e nel mondo. Partecipazione politica, lavoro, occupazione, integrazione, ecco alcuni dei temi toccati.

L’incontro di Berlino

Ad aprire la discussione è stato l’ambasciatore italiano a Berlino Pietro Benassi. Ha esordito citando il motto dell’Unione Europea «In varietate concordia». Centro del suo discorso sono stati i giovani e il loro rapporto con l’Unione Europea. Tutti i ragazzi dalla fine degli anni Ottanta in poi hanno potuto godere di uno strumento rivoluzionario, l’erasmus. Hanno avuto la possibilità di vivere all’estero, confrontarsi con realtà nuove, arricchirsi e tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la nascita dell’Unione Europea. Questo è un punto di forza dell’UE da cui partire per creare maggiore consapevolezza e coesione.

All’ambasciatore è seguito l’intervento del rappresentante della Commissione europea in Germania, Richard Kühnel. Per quest’ultimo «dopo 60 anni l’Unione Europea è ancora giovane» ed è arrivato il momento che tutti si chiedano «cosa vogliamo essere, cosa vogliamo che l’Europa diventi». Per Kühnel bisogna puntare sui giovani. I ragazzi infatti sono quelli che più di tutti si sentono europei, circa l’82% si definisce tale a differenza dei più vecchi che vedono nell’Unione Europea il nemico. «Pace, libertà, mobilità, scambi» queste sono le parole per Richard Kühnel che meglio definiscono l’UE ed è da queste che bisogna far partire  ogni riflessione sul futuro.

Sophie Hall, Vincent Herr, Simone Romano, Maximilian Kall questi i nomi dei quattro ragazzi che hanno presieduto alla tavola rotonda e che hanno risposto alle domande del pubblico. Sophie è una ragazza con doppia cittadinanza Brittanica e Svizzera con  titolo accademico di ricerca avanzata (Mphil) in Comparative Social Policy conseguito presso l’Università di Oxford ed è membro del Consiglio della Fondazione Schwarzkopf. Vincent è un cittadino tedesco, attivista ed autore di “Heer&Speer“. Simone è un cittadino italiano, professore di Macreconomia, economia internazionale e politica economica qui a Berlino come visiting professor presso la libera università di Berlino.  A moderare la discussione è stato chiamato Massimilian, membro del Youth Policy Labs. I quattro hanno sviluppato una conversazione brillante su le tematiche europee senza mai scadere nel banale e rispondendo in maniera esauriente a tutte le domande del pubblico.

Fondazione Schwarzkopf

Creata nel 1971 ad Amburgo la Fondazione lavora con passione per interessare i giovani alla politica e per promuovere il processo di unificazione europea. Il loro obiettivo  è quello di far sviluppare un dialogo tra i giovani, di età  compresa tra i 16 e 28 anni, con  personalità di spicco del mondo della politica, dell’economia e della cultura. Per raggiungere questi obiettivi offrono lezioni, organizzano seminari, dibattiti , visite alle ambasciate. Tutto questo per favorire lo scambio diretto con gli ambasciatori, i ministri federali, giornalisti, deputati europei, commissari europei, primi ministri, scienziati e artisti. Per la Fondazione Schwarzkopf solo vivendo in prima persona e consapevolmente l’Unione Europea i giovani possono essere in grado di sentire la politica vicina e di prendere parte al processo politico.

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 Foto di copertina: © Achim Raschka CC-BY-SA-3.0

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