Il dark italiano sbarca a Berlino grazie ad un’avvincente graphic novel

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“Una caccia all’uomo selvaggio da parte di un’intera comunità, le relazioni morbose tra tre giovani cugine e gli antagonisti, la forza magnetica della natura, il fuoco. Sullo sfondo di un luogo di montagna mitteleuropeo, la follia e la noia di un gruppo di adolescenti e il mistero attorno a una figura diversa e misteriosa. Un’allegoria delle persecuzioni in chiave post moderna, per un albo in grande formato dove la pittura ad olio convive con la china e la colorazione in digitale”. Così recita la sinossi di Roghi, la nuova graphic novel pubblicata dalla casa editrice bolognese Canicola e realizzata da Anna Deflorian, illustratrice trentina, classe 1985 già autrice della serigrafia Medival Lynx. La incontriamo presso il Raum italic – Spazio Corsivo di Prenzlauer Berg, ormai punto di riferimento delle pubblicazioni italiane a Berlino, poco dopo la presentazione ufficiale dell’opera che lei stessa descrive così “Un libro a colori di formato A3, che racconta l’approccio di una piccola comunità al mistero, inteso anche come paura del diverso. Non lo considero un lavoro autobiografico ma é molto legato a alcune mie cose personali di cui sicuramente il paesaggio fa parte: esso, assieme agli interni, gli oggetti etc, ha piú che altro un valore estetico, per me fondamentale. Le montagne sono una presenza molto pesante e mi mancano, ma sono anche l’ultima cosa che si puó temere di non trovare al proprio ritorno.

Come é iniziata la sua attività di illustratrice?

Ho studiato illustrazione a Bologna e Amburgo, e nel frattempo ho iniziato a collaborare con alcune riviste italiane e internazionali. In realtá é poco tempo che cerco di pianificare le cose, prima direi piuttosto che ho seguito l’istinto. Parallelamente porto avanti i miei progetti personali, che sono legati alla produzione di originali e di libri. Penso che prossimamente cercheró di fare cose piuttosto diverse da quelle fatte finora.

Quali disegnatori e disegnatrici hanno più influenzato il suo percorso? E quali segue ora con maggiore interesse?

É un po’ difficile dire, ho sempre guardato tante cose e credo che le influenze stiano nella maggior parte delle cose che guardiamo. Naturalmente seguo molto l’illustrazione contemporanea, ci sono delle produzioni molto interessanti, ma cerco di guardare anche altro, in altri ambiti artistici.

La città di Bologna, dove ha studiato, é stata  in Italia la fucina del fumetto underground, basti ricordare la gloriosa stagione del ’77, di Pazienza, Liberatore e Tamburini: ora Canicola, la casa editrice bolognese con la quale collabora, come raccoglie, se la raccoglie, quell’eredità?

Credo fossero cose più popolari, aperte e politicizzate. Canicola, per come la vedo io, ha un approccio simile per il lavoro di gruppo e per la sua natura autoriale, ma piú chiuso verso l’esterno e una diversa cura dei dettagli. C’é uno scarto di venti, trent’anni, ma le cose sono per forza di cose legate. Bisogna essere consapevoli ed analizzare il modo di lavorare di chi ci ha preceduto, cercando peró di fare non tanto qualcosa di meglio, quanto qualcosa di radicalmente diverso.

Le Graphic Novel si collocano a metà strada tra fumetto e letteratura: é questo il segreto del loro successo? Quali altri elementi si possono ricordare per spiegarlo?

Trovo il termine graphic novel molto noioso. Leggo molti piú libri che fumetti, per quei pochi fumetti che mi piacciono non mi pongo il problema di trovare loro una posizione rispetto ai libri. Magari non é corretto, ma mi piace pensare ad ogni cosa scritta con intenzione come letteratura.

Il fumetto é un linguaggio che ha tanti elementi che possono essere considerati punti deboli, ma ha dalla sua parte la bellezza del disegno oltre che la qualitá di alcune edizioni.

Pensa che i fumetti salveranno l’editoria dall’assedio del digitale?

Come quasi tutti sono molto amante del cartaceo perché é una dimensione bella e logica. Non mi entusiasma molto la messa in circolazione e la vendita di lavori in formato pdf, mi sembra di perdere proprio il filo delle cose, mentre il pdf é ottimo per i testi specie di consultazione o per archivio.Il digitale ha delle applicazioni molto belle, ma sono cose che vanno progettate esattamente nella direzione di quella fruizione.

L’Italia é di certo al centro della scena europea, quando si parla di illustrazione e fumetto. Che succede invece qui in Germania?

Sono due paesi con un background diverso, se vuoi la tradizione italiana é un po’ più ricca ma oggi la scena europea é abbastanza livellata e lo sarà sempre di più in futuro. Non faccio grosse distinzioni, mi viene più che altro da pensare al mercato, al modo di lavorare, ma anche lí non vedo tante differenze.

Roghi

di Anna Deflorian

28 pagine a colori, 30×42, 2013

Collana Sudaca

17 €

acquistabile qui

Piera Ghisu

Nata alla fine degli anni '70, sono stata una filosofa in radio nella mia citta', Cagliari, fino al mio approdo a Berlino. Nella capitale tedesca da 3 anni, mi occupo di turismo sostenibile per cercare di vedere un futuro per l'Italia. Per Berlino Cacio e Pepe Magazine faccio cose e vedo gente (ovviamente, cit.)

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