Essere scelti come coinquilini di un appartamento a Berlino può diventare un incubo

Trovare una camera a Berlino non è facile. Inizialmente si punta sempre sui quartieri più cool Kreuzberg, Friedrichshain, Prenzlauer Berg, Mitte e Neukölln, dove la concorrenza è altissima e chi ha deciso di affittarla ha l’imbarazzo della scelta tra cui potere scegliere con chi convivere. E così essere scelti come coinquilini di un appartamento a Berlino può diventare un incubo. Certe volte basta una mail ben scritta a suscitare curiosità, per questo te la sei fatta tradurre e/o controllare in tedesco ed inglese da un paio di tuoi cari amici, altre volte quella stessa mail è abbastanza per decidere di non rispondervi nemmeno e dirvi che non sono interessati, altri gusti, altri stili di vita, altre esigenze. Se ne vedono tanti di annunci e quando una risposta arriva e si viene convocati per il “casting”….

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L’appuntamento è per le 5 del pomeriggio, mancano dieci minuti, non ti sei perso come avevi paura che accadesse, sapevi bene che arrivare in ritardo avrebbe deposto a tuo sfavore e quando ormai sei a pochi metri dal civico giusto hai capito dove dovrai fermarti: esattamente davanti a quegli scalini dove aspettano già altre cinque persone che qualcuno gli apra.  Arrivi, li squadri, ti presenti “Siete qui per la camera?” , vorresti che ti stessero simpatici, ma allo steso tempo li osservi sperando che già dall’aspetto possano mostrare qualche punto debole. Uno ha un piercing sul naso, una ragazza avrà si e no 18 anni, c’è uno spagnolo con la barba afgana, un hipster danese ed un altro italiano che, probabilmente, appena ti ha visto e riconosciuto come suo connazionale ha pensato “che palle, no, un altro italiano!”. E la stessa cosa l’hai pensata anche tu. Si aspetta tutti diligentemente che scocchino le cinque, poi il danese suona il citofono. “Ok salite”. Sulle scale si incrociano altre quattro persone, un’altra è sull’uscio della porta che sta ancora chiacchierando e facendo il simpatico, lo senti mentre saluta e poi si gira verso di te augurandoti con lo sguardo il più sincero dei “buona sfortuna”.

Si entra, in casa e la prima cosa che si riceve è un fogliettino su cui scrivere nome, cognome, email, cell e nazionalità. Nel caso in cui si sia interessati alla casa bisognerà lasciare il fogliettino compilato prima di uscire. Inizia il tour, 390 euro mensili per una camera ammobiliata  di 18 mq a Kreuzberg, è in subaffitto per tre mesi, la vorresti il tempo che basta per trovare una sistemazione a lungo termine, quella che finora non hai ancora trovato, bagno, cucina, un piccolo corridoio dove posare le scarpe appena entrati. Nulla di eccezionale, ma abbastanza da convincerti,. In casa ci sono altre tre persone, sarebbe una weghé da quattro.

Ci siamo, è il momento del colloquio. Siete in sei, ognuno ha circa 7 minuti per fare una bella “prima impressione”, roba che a volte hai visto il cronometro partiere e suonare a tempo scaduto. Devi passare il primo casting, non ci sono alternative, lo fai ancher per amor proprio.. Ti presenti, fai del tuo meglio per sembrare una persona interessante. Come il migliore dei Derrick di Baviera hai visto il poster antifascsita dell’ultimo primo maggio a Kottbusser Tor, e così ti inventi dei trascorsi al circolo dei democratici di sinistra di Piazza Bologna di Roma sperando che qualcuno raccolga la strizzatina d’occhio, “hei, tu che hai appeso quel poster, siamo sulla stessa lunghezza d’onda io e te!” ma nessuno continua su quella strada, allora cambi completamente registro, davanti hai un tedesco, un’austriaca e una francese, magari sono un po’ più conservatori, del resto il tedesco e l’austriaca hanno due maglioni a girocollo e ti guardano silenziosi stando in piedi con le braccia conserte, tu però hai bisogno di quella camera, fra un po’ il tuo migliore amico, per quanto migliore, ti spiegherà che i suoi coinquilini ne hanno abbastanza di avere una persona in più in casa, e così eccoti a citare  Thilo Sarrazin senza emettere nessun giudizio sulle sue idee su ebrei ed europa unita, rimanendo sul vago, giusto per sondare il terreno, magari uno ce l’ha in simpatia e tu sai bene che con la tua dialettica sei in grado di dire tutto ed il contrario di tutto sempre in maniera convincente. Lo devi ammettere:  per una camera sei pronto a diventare una mente da marciapiede, anni di studio messi a servizio di un compiacimento intellettuale che non avrà fatto trovare un lavoro, ma che almeno ti darà la possibilità di trovare un posto dove dormire in santa pace. 

Questa casa ti va bene, è mediamente pulita, cara, ma non troppo e sarebbe disponibile già fra una settimana. Di annunci strani ne hai visti ed hai avuto anche colloqui ben peggiori di questo. Scorri nella tua testa gli annunci letti o di cui hai sentito parlare. Dalla casa per soli vegani che se non sei vegano ti attacchi e se ti fingi vegano come ha fatto l’amico di un tuo amico, almeno finché la sorella non è venuta a trovarlo e come sorpresa gli ha messo un salame in frigo mandato appositamente dalla mamma e che il giorno dopo si è poi ritrovato con i suoi vestiti fuori di casa, alla casa con la mamma single ed il figlio di sette anni con qualche problema di socializzazione ed a cui serve quindi una figura “maschile” dentro casa. C’è la leggendaria casa in cui tutti possono e devono solo girare nudi che sai bene che quell’annuncio l’ha scritto un uomo arrapato, che la cosa è triste, ma che nel profondo del tuo animo vorresti tanto che sia tutto vero e che stiano cercando proprio te che in nome della Freikörperkultur, la mitica cultura tedesca del corpo libero, saresti anche pronto a denudarti anche quando furoi fa meno venti ed in casa nessuno ha ancora acceso il riscaldamento, che certe volte vale la pena risparmiare “tanto sia al piano di sopra che a quello di sotto l’hanno acceso, dobbiamo solo aspettare che il calore arrivi ancora a noi”. Hai fatto un colloquio con gente che vive solo di notte, che se vuoi vivere con loro devi abituarti ai loro ritmi, niente musica a mezzogiorno mentre riordini la camera e se di notte li senti provare l’ultima traccia che hanno scritto da dj, beh, ci devi stare, è inutile sperare...c’è stata la casa delle ventenni che si vivono e si vestono emo, e vabbene che non ti avrebbero mai scelto, ma che tu per primo avevi scartato mentre pensavi che sarebbe stato facile trovarsi ad ascoltare i Tokio Hotel prima di andare a dormire, che va bene che sei disperato, ma quella sarebbe la goccia che farebbe traboccare il vaso.

Hai visto case a Prenzlauer Berg che ancora vanno avanti a carbone, la caldaia sta accanto al letto e mentre gli dici che forse sì, forse sei interessato, già ti vedi addormentato con il fumo secco che, come in un film dell’orrore, diventa una vera e propria entità che ti entra nelle narici del naso e non ti risvegli più. Hai visto cabine della doccia in cucina, cucine ammobiliate come si montano tavoli e fornelli davanti alla tenda quando vai in campeggio in Salento, una volta hai incontrato due ragazze che avevano un gatto zoppo e mezzo cieco che per contrappasso avevano deciso di chiamare Hitler e che te, quando gli hai guardato i baffi hai pensato che c’è un po’ di somiglianza, ma che il potergli volere bene in un futuro prossimo ti spaventava un po’, ma tanto poi alla fine non ti hanno scelto, volevano una ragazza e visto che ti chiami Luca e Luca finisce per A, così come Andrea e Mattia (per certi ragazzi italiani questa cosa è una maledizione), allora ti avevano invitato, ma almeno ti sei preso il numero di telefono di una delle due e le chiederai di uscire sperando di poterci tornare in quella casa, ma in un’altra stanza. Ti piacciono gli animali, ma il cane del tuo possibile coinquilino gay non può mangiare in cucina né entrare in casa con il pelo bagnato e puzzolente come se nulla fosse, i rettili, si va bene, ma l’iguiana in vetrina continua a farti impressione, e sì, va bene che per risparmiare l’acqua i piatti possono anche essere lavati solo ogni tanto, ma quella pila di vettovaglie che campeggia accanto ai fornelli sembra una torre di babele in rovina che sta lì dai tempi di Drive-In su ItaliaUno, troppo tempo e la colonia di moscerini lì intorno ne è testimone. Saresti disposto anche a vivere con la mamma, ora nonna, che ha una camera in più da quando la figlia si è sposata e che si sente tanto sola, ma già ti vedi i pomeriggi a passare almeno un’ora a prendere il té trovando una scusa per defilarti, ma purtroppo lavori a casa e saresti un continuo bersaglio potenziale. Una volta addirittura non sei stato scelto dopo il lancio di una monetina!

Ci sono le case che vogliono solo tedeschi, quelle che non vogliono italiani, quelle che vogliono una persona per nazione, manco fosse giochi senza frontiere, quelle in cui si parla solo inglese e puoi anche dire addio ai tuoi propositi di migliorare il tedesco, quelle  di soli italiani che si ghettizzano tra di loro e che a turno si fanno inviare i pacchi di passata di pomodoro e formaggio da casa, c’è la coppia che ha una camera in più e che devi incrociare che non sia litigarella sennò sarai perennemente il terzo incomodo e la wg che è una vita che si vive tutti assieme, sono come nella serie Friends, ora uno di loro se ne è andato, e rimpiazzarlo sarà come un lutto, come quando si prende un nuovo cane per dimenticarsi velocemente dell’altro, ma devi essere in grado di entrare nei loro schemi sennò subirai sempre confronti…

Finiscono i tuoi sette minuti, pensi che siano andati bene, compili il fogliettino, lo lasci all’entrata, sopra ci hai scritto nome, cognome, cell e nazionalità ed un ps che speri che li conquisti “Sono quello che vi ha fatto sorridere raccontandovi le wg più strane che abbia mai visitato”. Chissà, magari funziona…

Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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