Kurt Weill e la canzone che celebra la “Berlino nella luce” degli anni Venti

“Berlin im Licht” –Berlino nella luce”. Nell’ottobre del 1928 ebbe luogo nella capitale tedesca una delle più grandi campagne pubblicitarie mai fatte dall’industria dell’illuminazione. L’idea? Illuminare i palazzoni imponenti e le maestosità della Berlino imperiale di notte e sparpagliare per la città insegne al neon e pubblicità luminose. Un futuro che sembrava lontano e invece, d’improvviso, eccolo alle porte.

Per l’occasione fu anche costruita una colonna altissima sulla quale brillava una scritta “Berlino nella luce – La luce è vita”. I berlinesi passeggiavano per le strade della loro città senza parole: monumenti ed edifici commerciali spiccavano nel buio pesto tipico delle notti nordeuropee. Per la “festa della luce” furono ingaggiati fior fiore di fotografi che ebbero il compito di immortalare l’abito scintillante della Berlino dei dorati anni Venti: edifici, facciate, piazze, insegne, scorci suggestivi.

In quegli anni girava per le strade della capitale anche un certo Kurt Weill, un giovane di Dessau, timido e dedito completamente alla musica. I suoi compagni di scuola mai avrebbero immaginato che sarebbe potuto diventare la stella di una metropoli decadente. Nel corso del suo soggiorno berlinese, dove vi si era recato per studiare con Busoni, Weill fece due incontri che gli avrebbero cambiato la vita: Lotte Lenya, di cui si innamorò follemente, e Bertolt Brecht.

Con Lotte diede avvio a una relazione sentimentale e professionale e da quell’incontro in poi pare che Weill non fu più lo stesso. Il calore umano e la vivacità della giovane invasero il suo animo timido e distaccato.

Con Bertolt Brecht il rapporto rimane tuttora un po’ oscuro ma di certo contribuì, insieme a Lotte, a portare movimento e passione nella vita di Kurt Weill. Insieme lavorarono a lungo e scrissero molte opere che portarono loro enorme fama e successo.

Per il grande evento del 1928 Bertolt Brecht e Kurt Weill si misero nuovamente a tavolino insieme e, gomito a gomito, scrissero per l’occasione la canzone “Berlin im Licht”. Questa doveva dare voce allo spirito della manifestazione, doveva riuscire musicalmente a dare il senso dell’avanguardia di cui si andava fieri, della modernità raggiunta, della vitalità culturale che, nonostante gli eventi recenti della guerra, Berlino era riuscita a riconquistare.

La prima assoluta fu il 13 ottobre a Wittenbergplatz durante un concerto diretto da Scherchen per un’orchestra di soli fiati. Il bis fu fatto il 16 dello stesso mese alla Kroll Oper, un teatro d’opera precedente alla Staatsoper Unter den Linden, che dopo una serie di traversie andò distrutto. Per l’occasione una versione più intimistica: solo voce e pianoforte.

 La Berlino musicale intorno agli anni Venti stava vivendo un’epoca straordinaria. Era un fermento tra musica nuova e musica di tradizione, tra musica di consumo e musica leggera, non era facile per un musicista dell’epoca trovare la propria collocazione tra tutte queste possibilità di espressione.
Berlin im Licht, se sicuramente non è il lavoro più importante di Kurt Weill, è però in grado di farci fare un salto indietro, di farci immaginare una Berlino nuova, rinata, piena di luce.

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Maria Severini

Maria Severini, laureata in Musicologia, gironzola per le strade di Berlino ormai da qualche anno. L’unico modo che ha trovato per combattere l’astinenza dal sole è fare scorpacciate di concerti.

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