Berlinale, 4 film e un presidente di giuria tedeschi, ma neanche un premio alla Germania

Berlinale

Il film rumeno Touch Me Not di Adine Pintilie vince a sorpresa l’Orso d’oro come miglior film alla 68esima edizione della Berlinale.

L’orso d’argento per la migliore regia è andato invece al cineasta Wes Anderson per Isle of Dogs. Chiamato a ritirare il premio al posto del regista, l’attore Bill Murray, che nel film presta la voce a uno dei cani protagonisti, citando la celebre frase pronunciata da Kennedy nel 1962 a Berlino ha dichiarato:

“Sono un cane berlinese!”

Nessun premio invece alla Germania che era rappresentata nel concorso con ben 4 film: Transit di Christian Petzold, In den Gängen di Thomas Stuber, 3 Tage in Quiberon di Emily Atef e Mein Bruder heißt Robert und ist ein Idiot di Philip Gröning. Una sorpresa se si considera che il presidente della giuria internazionale era il regista tedesco Tom Tykwer.

Anche l’Italia, rappresentata da Figlia Mia di Laura Bispuri, esce dal concorso a mani vuote.

La giuria internazionale: Tom Tykwer, Cécile de France, Chema Prado, Adele Romanski, Ryuichi Sakamoto e Stephanie Zacharek.

Berlinale 2018, i premi della giuria internazionale

Orso d’oro per il miglior film – Touch Me Not di Adine Pintilie (Romania)

Orso d’argento premio della giuria – Twarz di Malgorzata Szumowska (Polonia)

Orso d’argento per la miglior regia – Wes Anderson per Isle of Dogs

Orso d’argento premio Alfred Bauer per il film che apre nuove prospettive – Las herederas di Marcelo Martinessi (Paraguay)

Orso d’argento per la migliore attrice – Ana Brun per Las herederas (Paraguay)

Orso d’argento per il miglior attore – Anthony Bajon per La prière (Francia)

Orso d’argento per la miglior sceneggiatura – Manuel Alcalá e Alonso Ruizpalacios per Museo di Alonso Ruizpalacios (Messico)

Orso d’argento per eccezionale contributo artistico – Elena Okopnaya per costumi e design di Dovlatov di Alexej German Jr. (Russia)

Gli altri premi

Premio Glashütte per il miglior documentario originale: Waldheims Walzer di Ruth Beckmann (Austria)

Menzione speciale documentari : Ex Pajé di Luiz Bolognesi (Brasile)

Premio GWFF per la migliore opera prima: Touch Me Not di Adine Pintilie (Romania)

Menzione speciale opere prime: An Elephant Sitting Still di Hu Bo (Cina)

Orso d’orso per il miglior cortometraggio: Men Behind the Wall di Ines Moldavsky (Israele)

Orso d’argento premio della giuria categoria cortometraggi: Imfura di Samuel Ishimwe (Svizzera/Rwanda)

Premio Audi cortometraggi: Solar Walk di Réka Bucsi (Danimarca)

Le nostre recensioni dalla Berlinale

Isle of Dogs di Wes Anderson

Happy Prince di Rupert Everett

Damsel di David e Nathan Zellner

Figlia Mia di Laura Bispuri

Transit di Christian Petzold

Utøya, July 22 di Erik Poppe

Dovlatov di Aleksej German Jr.

In den Gängen di Thomas Stuber

Twarz di Małgorzata Szumowska

Don’t worry di Gus Van Sant

3 giorni a Quiberon di Emily Atef

Sulla Berlinale 2018

La 68esima edizione della Berlinale ha avuto luogo dal 15 al 25 febbraio. Sono stati 19 i film in corsa per l’Orso d’oro assegnato oggi durante la cerimonia di premiazione presso il Berlinale Palast. Ad aprire il Festival è stato il film d’animazione Isle of Dogs diretto da Wes Anderson.

Lista completa dei film in concorso

3 Tage in Quiberon (3 Days in Quiberon) di Emily Atef (Germania/Austria/Francia)

Ang Panahon ng Halimaw (Season of the Devil) di Lav Diaz (Filippine)

Damsel di David Zellner e Nathan Zellner (USA)

Don’t Worry, He Won’t Get Far on Foot di Gus Van Sant (USA)

Dovlatov di Alexey German Jr. (Federazione Russa/Polonia/Serbia)

Eva di Benoit Jacquot (Francia/Belgio)

Figlia mia (Daughter of Mine) di Laura Bispuri (Italia/Germania/Svizzera)

Las herederas (The Heiresses) di Marcelo Martinessi (Paraguay/Uruguay/Germania/Brasile/Norvegia/Francia)

In den Gängen (In the Aisles) di Thomas Stuber (Germania)

Isle of Dogs di Wes Anderson (Gran Bretagna/Germania) – Film d’animazione

Khook (Pig) di Mani Haghighi (Iran)

Mein Bruder heißt Robert und ist ein Idiot (My Brother’s Name is Robert and He is an Idiot) di Philip Gröning (Germania/Francia/Svizzera)

Museo (Museum) di Alonso Ruizpalacios (Messico)

La prière (The Prayer) di Cédric Kahn (Francia)

Toppen av ingenting (The Real Estate) di Måns Månsson e Axel Petersén (Svezia/Gran Bretagna)

Touch Me Not di Adina Pintilie (Romania/Germania/Repubblica Ceca/Bulgaria/Francia)

Transit di Christian Petzold (Germania/Francia)

Twarz (Mug) di Malgorzata Szumowska (Polonia)

Utøya 22. juli (U – July 22) di Erik Poppe (Norvegia)

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Oggi lavoro come giornalista.

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