Berlinale: abbiamo visto Damsel, il film in cui Pattinson interpreta uno stupido e gli riesce bene

Alla 68esima Berlinale i fratelli David e Nathan Zellner presentano Damsel, un western al contrario con Robert Pattinson e Mia Wasikowska.

I fratelli Zellner tornano al Festival cinematografico internazionale di Berlino: quattro anni fa vi presentarono Kumiko, The Treasure Hunter; nella 68esima edizione della Berlinale è invece la loro ultima fatica intitolata Damsel a correre per l’Orso d’oro nella selezione ufficiale della manifestazione. Forte di un cast dai grandi nomi come Robert Pattinson, Mia Wasikowska e gli stessi fratelli Zellner, Damsel è una rivisitazione ironica e surreale del genere western.

La trama

Protagonista di Damsel è Samuel Alabaster (Pattinson), giovane cowboy che decide di attraversare il selvaggio west alla ricerca di Penelope (Wasikowska), la donna che ama e che intende sposare, rapita da un farabutto che la tiene prigioniera. Nel viaggio Alabaster si fa accompagnare da un atipico prete alcolizzato e fifone che al momento della liberazione di Penelope avrà il compito di celebrare le nozze tra i due, e da un pony di nome Butterscotch, regalo di matrimonio per l’amata. Com’è previsto dal genere western, il viaggio porterà con sé diverse insidie per la strana comitiva, insidie che però finiranno per capovolgere totalmente le aspettative dello spettatore legate all’archetipo, sapientemente seminate dai registi nell’apertura del film.

Un western al contrario

In un’efficace scena d’apertura i fratelli Zellner riescono a condensare in pochi minuti l’atmosfera e le aspettative legate al genere cinematografico americano del western. Due uomini si ritrovano in una gola nel bel mezzo di un deserto rovente e roccioso. Entrambi aspettano una carrozza che sembra non arrivare mai, l’uno per dirigersi verso Ovest, l’altro per andare a Est. Il primo è un giovane che desidera ricostruirsi una vita dopo la morte di parto della moglie; il secondo è un anziano predicatore stanco e rassegnato che vuole tornare alla vita di prima dopo aver fallito nel tentativo di evangelizzare i nativi. Il dialogo tra i due riesce a nutrire la fantasia dello spettatore e lascia presagire l’originalità dell’approccio degli Zellner.

Riuscita la performance di Pattinson nei panni di un cowboy che inizialmente sembra più brillante di quello che è, ma che poi si rivela sempliciotto e ostinato nella sua stupidità di cui non si rende nemmeno conto.

Ciononostante lo sviluppo successivo del film è piuttosto deludente: se le premesse iniziali e l’intenzione di ribaltare un genere consolidato si presentano promettenti, Damsel va oltre la misura e finisce per arenarsi in giochi e battute fine a se stessi che guastano la brillante ironia dell’apertura e con la loro superficialità faticano a divertire lo spettatore.

Damsel Competition 2018 USA 2017 by: David & Nathan Zellner, Robert Pattinson, David Zellner © Strophic Productions Limited
Damsel Competition 2018 USA 2017 by: David & Nathan Zellner Robert Pattinson © Strophic Productions Limited
Damsel Competition 2018 USA 2017 by: David & Nathan Zellner Mia Wasikowska © Strophic Productions Limited

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Foto di copertina: Damsel Competition 2018 USA 2017 by: David & Nathan Zellner Mia Wasikowska, Robert Pattinson © Strophic Productions Limited

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Oggi lavoro come giornalista.

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