Berlinale: Return to Montauk, la recensione del film sui rimpianti di un amore passato

Tra i grandi nomi della 67esima edizione del Festival del cinema di Berlino compare anche quello di Volker Schlöndorff, storico regista tedesco vincitore nel 1979 della Palma d’oro a Cannes con Il tamburo di latta.

Alla Berlinale 2017 Schlöndorff presenta in concorso Return to Montauk (titolo originale: Rückkehr nach Montauk), un film sui rimpianti di due personaggi che si sono amati da giovani e che si rincontrano dopo 15 anni. Quella di Return to Montauk è una storia d’amore in cui viene messa a fuoco la psicologia dei due protagonisti. Rimpianti, rimorsi e pentimenti: questi sono i nuclei tematici che Schlöndorff affronta nella sua ultima pellicola, forte dell’interpretazione di due attori di prim’ordine, Stellan Skarsgård e Nina Hoss.

La trama

Max Zorn (Stellan Skarsgård) è uno scrittore europeo di successo che intraprende un viaggio a New York per presentare il suo ultimo romanzo. Ad aspettarlo a destinazione c’è la compagna, molto più giovane di lui, che si è in parte occupata di organizzare l’evento. New York ricorda a Max l’intensa storia d’amore vissuta 15 anni prima con Rebecca (Nina Hoss), una donna tedesca che emerge peraltro nel suo libro, da cui si era poi allontanato senza però mai superare davvero il distacco. Max decide di contattarla e di organizzare un incontro nella speranza che possa chiarire il passato e rimediare alle decisioni sbagliate. Dopo un primo momento di esitazione, Rebecca accetta di incontrarlo e propone di intraprendere insieme un viaggio a Montauk, la località a sud di Long Island dove erano soliti recarsi al tempo della loro relazione. Lì i due avranno modo di parlare, di spiegarsi e di capire cosa riserva loro il futuro.

Rimorsi e rimpianti

Sin dalla prima scena del film Schlöndorff mette in chiaro quale sarà la storia narrataovvero quella di uomo maturo alle prese con il bilancio della sua vita, con rimorsi, rimpianti e la speranza nascosta di essere ancora in tempo per rimediare a scelte sbagliate. Molto convincente Stellan Skarsgård nei panni dello scrittore Max Zorn che si aggrappa al passato con l’ingenuità e la testardaggine di un bambino. Accanto a Skarsgård un’altrettanto credibile e intensa Nina Hoss nel ruolo di Rebecca, donna benestante che sembra avere ottenuto ormai tutto dalla vita, ma che in realtà cela in sé un nodo irrisolto. Con Return to Montauk Schlöndorff dà vita a una storia d’amore con mezzi tradizionali, che riescono tuttavia a ricreare un’atmosfera di malinconica nostalgia per il passato in cui ogni spettatore potrà ritrovarsi.

Banner Scuola Schule

SEGUI TUTTE LE NEWS SU BERLINO, SEGUI BERLINO MAGAZINE SU FACEBOOK

Foto di copertina: Return to Montauk | Rückkehr nach Montauk – Wettbewerb 2017 – DEU/FRA/IRL 2017 – von: Volker Schlöndorff – Stellan Skarsgård, Nina Hoss © Franziska Strauss

Related Posts

  • 10000
    Diretto dal regista Thomas Arslan, Helle Nächte (Bright Nights) è uno dei tre film tedeschi in concorso alla 67esima edizione della Berlinale. Al centro della pellicola il conflitto tra un padre e un figlio che non riescono a comunicare, dispiegato durante un viaggio in macchina per la Norvegia nel periodo delle…
  • 10000
    The Other Side of Hope (titolo originale: Toivon tuolla puolen), il nuovo film del cineasta finlandese Aki Kaurismäki, si è aggiudicato l'applauso più forte della 67esima edizione della Berlinale, almeno finora. Al centro della pellicola l'odissea di un rifugiato siriano in cerca d'asilo in Finlandia che Kaurismäki racconta con la sottile ironia cui ci…
  • 10000
    Il regista cileno Sebastián Lelio, già vincitore nel 2013 dell'orso d’argento per la migliore attrice con il film Gloria, torna alla Berlinale con la sua nuova pellicola Una mujer fantastica. La trama Il film racconta la storia di Marina (Daniela Vega), giovane donna transgender alle prese con l'improvvisa morte del…
  • 10000
    Dal 9 al 19 febbraio 2017 la capitale tedesca si trasforma in teatro della 67esima edizione della Berlinale, il Festival internazionale del cinema di Berlino. Tantissimi sono i film che, suddivisi in 13 diverse sezioni, verranno mostrati nei dieci giorni di festival. Impossibile vederli tutti. Difficile stabilire con certezza quali vale…
  • 10000
    Come già alla scorsa edizione del Festival, la star indiscussa della Berlinale 2017 è l'orso di Berlino, protagonista di tutte le locandine curate dall'agenzia pubblicitaria svizzera Velvet Creative Office. La scelta di ritrarre l'orso nel manifesti del Festival non è affatto casuale: l'orso rappresenta infatti il simbolo della capitale tedesca. Le sei…

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

Leave a Reply