Berlino, Amri filmato in metro dopo la strage mentre esegue il saluto dell’Isis

Dopo l’attentato di Breitscheidplatz Anis Amri si sarebbe fatto riprendere volontariamente da una videocamera della stazione metro di Zoologischer Garten nell’atto di eseguire il saluto distintivo dei militanti dell’Isis. Lo riportano Berliner Zeitung e Berliner Morgenpost.

Il 24enne tunisino, consapevole di essere ripreso, solleverebbe nel video il dito indice come spesso fanno i combattenti dello Stato Islamico. Le immagini, come conferma la portavoce della procura di Stato Frauke Köhler, risalgono alla sera del 19 dicembre, quella dell’attentato al mercatino di Natale che ha causato 12 vittime.

La perizia sui bossoli

Negli ultimi giorni gli inquirenti stanno facendo luce su alcuni aspetti poco chiari delle ore precedenti e successive all’attentato. Lukasz Orban, il conducente del camion Scania usato per l’attacco, è stato ucciso dall’attentatore alcune ore prima della strage e non nei momenti dell’impatto come ipotizzato in un primo momento. I proiettili ritrovati a bordo del camion e quelli sparati da Amri alla stazione di Sesto San Giovanni prima della sua uccisione coincidono: lo rivela la perizia effettuata dalle autorità italiane su un calco del proiettile originale inviato dalla Germania. La pistola usata sul luogo dell’attentato la sera del 19 dicembre e quella usata a Sesto San Giovanni nella notte tra il 22 e il 23 dicembre è dunque, secondo gli esperti di balistica, la stessa.

Arrestato un presunto complice

La fuga di Amri attraverso l’Europa non ha toccato soltanto Lione e Chambery in Francia e Torino e Milano in Italia, ma anche (il 21 dicembre) Nijmegen e Amsterdam nei Paesi Bassi. Infine la polizia di Berlino ha arrestato un 26enne tunisino sospetto complice di Amri. L’uomo, fermato martedì dopo un blitz nel centro di accoglienza di Motardstraße a Spandau, si sarebbe incontrato con Amri in un ristorante di Gesundbrunnen la sera prima dell’attentato. I due, secondo le parole della procura, avrebbero «conversato in modo molto intenso».

Foto di copertina © Polizei/BKA

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