Berlino, chiude la libreria di Le vite degli altri. Non c’è più spazio per la Ostalgie

Ancora quattro reading con gli autori, e poi la Karl-Marx-Buchhandlung, storica libreria di Berlino est fondata nel 1953, chiuderà i battenti. Stavolta, probabilmente, in modo definitivo. Dopo l’inattesa riapertura del 2015, che aveva fatto esultare tutti i fan della Ostalgie, la libreria in Karl-Marx-Allee, che in realtà nell’ultimo anno si era trasformata in “salone letterario”, si vede costretta a spegnere la sua inconfondibile insegna giallo-elettrico: troppo magro il bilancio economico per pensare di poter andare avanti. Durante la riapertura, tra i suoi scaffali pieni di volumi spesso introvabili, si sono tenuti incontri tra scrittori e pubblico e prestigiose iniziative culturali, ma tecnicamente i gestori non vendevano libri. Ora la libreria, aperta quando la Karl-Marx-Allee ancora si chiamava Stalinalleee e in anni più recenti dichiarata patrimonio culturale, conserverà comunque la sua insegna e i suoi eleganti mobili in legno. Ma un altro pezzo di storia berlinese sembra destinato a finire nell’oblio.

La storia della libreria. Inaugurata negli anni ’50 nel cuore di Berlino Est, nel viale di rappresentanza del mondo socialista, la Karl-Marx Buchhandlung occupava ben milleduecento metri quadrati distribuiti su due piani. Era un luogo d’incontro fondamentale per gli Ossi e, pian piano, lo diventò anche per i pochi visitatori dell’ovest che avevano il permesso di attraversare il Muro: qui, con pochi marchi si potevano acquistare libri di seconda mano che in molte librerie occidentali erano introvabili.

La crisi e la prima chiusura. Nel 1989, con la caduta del Muro, il mondo cambia. E cambia anche il destino della libreria: i confini sono aperti, non c’è più un limite ai negozi di libri che possono aprire e lo spettro del libero mercato comincia ad aggirarsi anche sulla Karl-Marx-Allee. La libreria, strutturata così com’è, non può sopravvivere e viene drasticamente ridotta nelle sue dimensioni: gran parte degli spazi è affittata all’Ordine degli Architetti della neo-riunificata Berlino e quel che rimane (le sale al piano terra) proseguono la loro vita come attività commerciale. C’è un breve periodo di notorietà, a cavallo tra il 2006 e il 2007, in cui la Karl-Marx Buchhandlung sembra potersi risollevare dalla crisi: è la protagonista, insieme all’attore Ulrich Mühe, della scena finale del film premiato con l’Oscar “Le vite degli altri”. Purtroppo è una notorietà solo passeggera: il negozio resiste fino al 2008, quando un ulteriore aumento dei costi di affitto pone fine alla sua eroica resistenza ed elimina di fatto una delle poche librerie ancora presenti nell’ex Berlino Est.

La riapertura. Questo fino al marzo 2015, data della riapertura sotto forma di Literatursalon ad opera della nuova direttrice culturale, Vanessa Remy, e della Cobblestone Filmproduktion, società di produzioni video che ha gli uffici al piano superiore della Karl-Marx Buchhandlung e che è anche proprietaria degli spazi sottostanti. Non si potevano acquistare libri, ma se non altro gli splendidi volumi non erano più abbandonati a prendere polvere in uno spazio abbandonato. E il progetto di recupero aveva creato un’atmosfera rilassata e amichevole in cui svolgere gli incontri e un ambiente culturalmente stimolante. Ma, purtroppo, non ha resistito al vento che soffia nella nuova Berlino

Foto di copertina: Librairie sur la Karl-Marx-Allee (Berlin)  © Jean-Pierre Dalbéra – CC BY 2.0

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