Berlino, flash mob per chiedere verità su Giulio Regeni

“Lo dobbiamo alla sua famiglia, ai suoi amici e colleghi e a tutti gli oppressi del regime egiziano che lottano per la democrazia e la libertà. Manteniamo alta l’attenzione mediatica e non smettiamo mai di chiedere verità per Giulio Regeni. I segni di tortura sul suo corpo, insieme alla insoddisfacente collaborazione delle autorità egiziane lasciano molti interrogativi sulla sua morte. Vogliamo la verità su questo efferato omicidio e non vogliamo che tutto vada dimenticato. Il nostro governo deve esigere la verità dal governo egiziano e noi dobbiamo ricordarglielo.”

L’evento. Con queste parole gli organizzatori (privati cittadini) di Berlin mit Giulio Regeni chiedono la partecipazione del maggiore numero possibile di persone al flash mob che sabato 25 giugno dalle 14.00 alle 14.30 avrà vita davanti sul Lustgarten, il giardino davanti al Duomo. Partner dell’iniziativa è Amnesty International, sezione di Berlin-Brandeburg. Tutti sono invitati a portare cartelli che ricordino la vittima e incitino l’Egitto a investigare di più. A questo indirizzo è possibile stampare il cartellone di Amnesty: http://www.amnesty.it/egitto-Verita-per-Giulio-Regeni . In questi mesi (l’omicidio risale al 3 febbraio) a Berlino si è per fortuna continuato a parlare di Giulio Regeni. Lo si è fatto soprattutto grazie ad una manifestazione davanti l’ambasciata italiana il 19 febbraio scorso e a belle iniziative come il murale su Marienburger Str. nel quartiere di Prenzlauer Berg (qui le foto) realizzato dallo street artist egiziano El Teneen. Noi –  come Berlino Magazine – nel nostro piccolo, abbiamo da allora qui in home page, sul lato destro, il banner di Amnesty. Non dimentichiamoci di lui.

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Chi era Giulio Regeni. Ricercatore italiano all’Università di Cambridge, dopo aver lavorato all’ONU per lo sviluppo industriale, stava conseguendo un dottorato di ricerca presso il Girton College. Si trovava in Egitto per svolgere una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani all’Università americana del Cairo, raccontando in alcuni articoli pubblicati dall’agenzia di stampa Nena la situazione instabile del Paese in seguito alla rivoluzione egiziana del 2011. Ha vinto per due volte consecutive il premio Europa e giovani (2012 e 2013) per i suoi studi sul Medio Oriente. È stato rapito il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir, e il suo corpo è stato ritrovato il 3 febbraio in un fosso lungo l’autostrada Cairo-Alessandria, in circostanze ancora da chiarire. L’associazione Amnesty International ha deciso di iniziare la campagna mediatica Verità per Giulio, per non permettere che l’omicidio del giovane ricercatore italiano finisca nell’oblio.

Berlin mit Giulio Regeni

Sabato 25 giugno

dalle 14.00 alle 14.30

presso il Lustgarten (davanti al Duomo di Berlino)

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Photo: © Wikimedia

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