Berlino, i due rifugiati commuovono il web: «grati alla città, il nostro aiuto a chiunque ne abbia bisogno»

Free your stuff Berlin è un gruppo Facebook nato con l’idea tutta berlinese di riciclo. Perchè gettare via qualcosa che può essere ancora utile a qualcuno solo perchè non ne abbiamo più bisogno? Chi vive a Berlino o l’ha visitata almeno una volta sicuramente si è ritrovato davanti a mobili, vestiti o libri disposti sul marciapiede con la scritta “zu verschenken”, in regalo. Come si può immaginare, il passo dalla strada al web è stato breve e ad oggi Free your stuff Berlin conta oltre 64mila iscritti. Nel gruppo è possibile offrire gratuitamente di tutto, dagli oggetti ai servizi. Ed è proprio qui che è apparso l’annuncio di due ragazzi siriani, Samir e Nafe, che offrono il proprio aiuto a chiunque ne abbia bisogno. Di seguito lo screenshot dell’annuncio e la traduzione in italiano:

«Ciao berlinesi,

io e il mio amico Nafe siamo due rifugiati siriani che vivono a Berlino. Poichè ci vorrà tanto per i nostri documenti e, nel frattempo, non potremo lavorare, abbiamo un sacco di tempo libero e perciò da questo gruppo vorremmo dire che siamo pronti a offrirne un po’ volontariamente per restituire qualcosa a questa splendida città che ci ha regalato un altro giorno luminoso di sicurezza e libertà.

Se state cercando aiuto per un trasloco, per dipingere una parete, pulire la vostra cantina, siamo a disposizione. Se volete improvvisare un po’ di musica possiamo farlo insieme, suoniamo il piano e la chitarra. E anche se volete semplicemente prendervi una birra e parlare un po’, noi ci siamo.

Sentitevi pure liberi di seguirci o di aggiungerci, se volete saperne di più sulla nostra storia di rifugiati a Berlino. Mandatemi un messaggio privato o commentate questo post, se avete bisogno di qualsiasi tipo di aiuto, siamo sempre a vostra disposizione. Il nostro tempo sarà il vostro».

C’è una grande, grandissima soddisfazione nel poter scrivere e pubblicare notizie come questa. Di umanità, di senso civico e della comunità, alla quale si chiede aiuto quando se ne ha bisogno e si restituisce quando se ne ha la possibilità. La positività a cui in qualche modo non siamo più abituati, semplicemente le storie della gente comune, della gente normale. Sappiamo bene che in ambito editoriale un bel gesto probabilmente vende meno di uno negativo ma lasciatecelo dire: in casi come questo non importa.

Sono queste le persone di cui vorremmo scrivere ogni giorno, di cui vorremmo raccontare e a cui vorremmo rivolgere la nostra attenzione e un sentito grazie.

Paco Romito

Barese e fiero figlio degli anni 80, non porto spalline e capelli cotonati ma chiedetemi il titolo di qualche film o telefilm (all'epoca non si chiamavano ancora SERIE) di quegli anni e non solo annuirò compiaciuto, vi canticchierò anche la sigla. Ho giocato per 10 anni a football americano, non è rugby, anticipo la domanda. Uno sport che mi ha insegnato moltissimo sul lavoro di squadra e sul sacrificio ma anche sul fatto che i quarterback cuccano solo negli USA. Sono a Berlino da gennaio 2015 e intendo restarci.

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