Berlino, i luoghi più insoliti dove visitare una galleria d’arte

galleria d'arte

Sempre più spesso a Berlino vengo create gallerie d’arte in posti che in altre città risulterebbero impensabili. Bunker, edifici abbandonati, magazzini industriali: questi sono solo alcuni dei luoghi che ultimamente hanno fatto da sfondo a mostre insolite e interessanti.

C’è sempre un forte legame tra città e arte. Berlino, ad esempio, è meta di artisti in cerca di ispirazione e stimoli diversi. Nella capitale tedesca, infatti, si possono visitare le mostre più interessanti del panorama internazionale, nonché esposizioni non di rado localizzate in luoghi insoliti che ne esaltano la bellezza. L´unicità di Berlino è sempre più apprezzata da collezionisti privati che decidono di esporre negli angoli più impensabili. Ecco la lista di alcune delle gallerie d’arte più interessanti in città.

Boros, l’ex bunker di Berlino diventato museo d’arte contemporanea

Nei pressi della stazione di Friedrichstrasse si trova un grande bunker della seconda guerra mondiale, il Reichsbahnbunker, creato per accogliere i viaggiatori in transito in caso di incursioni aeree degli alleati. Monumentale, simmetrico e compatto, il monolito quadrangolare, disegnato dall’architetto K. Bonatz nel ’42 e costruito dai detenuti ai lavori forzati, è rimasto nel tempo una presenza massiccia nel paesaggio urbano della capitale tedesca. L’imponente edificio si sviluppa per cinque piani, scolpito da piccole aperture-feritoie che bucano le spesse pareti perimetrali di cemento armato (quasi due metri di spessore) con gli angoli rientranti a disegnare una figura che ricorda una fortezza ed un cornicione decorativo sulla sommità. Dopo l’occupazione di Berlino da parte dell’Armata Rossa, nel maggio del ’45, il bunker verrà adoperato come prigione di guerra fino al ’49, anno dal quale diventerà magazzino tessile per essere convertito poi in magazzino per l’importazione di frutta tropicale da Cuba. Dopo la Riunificazione l’edificio diviene proprietà del governo federale e nel ’92, l’artista e inquilino Vollert Werner, trasforma la struttura nella sede di uno dei club techno hardcore più conosciuti del mondo, fino al ’96. È certo che questo ingombrante manufatto non poteva essere facilmente demolito e la sua conservazione, al di là delle ragioni dettate dalle oggettive caratteristiche strutturali, rilancia l’idea, sempre più diffusa e praticata in ogni città del mondo, del riuso del manufatto urbano.

In questa ottica, l’operazione condotta dal gallerista Christian Boros, affidata dal punto di vista progettuale allo studio berlinese Realarchitektur, non solo appare come una singolare e compiuta conversione edilizia, ma concorre a definire un metodo di “ricostruzione della città”, sottolineando la necessità di esaminare la storia e le tracce, anche ingombranti, che questa ci trasmette, per poterne reinventare spazi e il loro uso, alla luce delle esigenze contemporanee.  Il collezionista Boros acquista l’intero edificio nel 2003 ed in pochi anni viene convertito in spazio espositivo per la collezione d’arte privata contemporanea, con opere dal 1990 ad oggi, si dota inoltre di aree per mostre temporanee in collaborazione con diversi artisti. Nel 2008 inaugura la prima grande esposizione: Sammlung Boros #1. Il bunker multipiano si trasforma in una galleria d’arte a livelli sovrapposti, dove, tramite tagli delle solette interne, si crea un nuovo percorso espositivo composto da circa ottanta stanze interconnesse a cui si accede dai quattro corpi scala perimetrali. Questi nuovi spazi espositivi, sorta di neutrali e funzionali cubi bianchi, si confrontano con le altre parti dell’edificio in cemento faccia a vista, lasciate nella loro veste originaria e con i segni del tempo, dai graffiti alle “ferite” di guerra, segni di proiettili e di schegge delle bombe che piovevano dal cielo. Leggi qui l’articolo completo.

Reinhardtstraße 20, 10117 Berlin

Bunker Boros © spinhall – CC BY SA 2.0

Collezione Feuerle: il nuovo museo d’arte contemporanea è in un ex bunker

Si chiama Feuerle Collection, è stato inaugurato il 29 aprile 2016 ed ospita varie opere d’arte e di design con un unico scopo: mostrare ciò che c’è di bello al mondo avvicinando epoche e stili di popoli lontani nel tempo e nello spazio con un particolare focus sull’arte contemporanea (tra cui Anish Kapoor, Zeng Fanzhi e James Lee Byars), a mobili e oggetti risalenti all’Impero cinese e all’arte del Sud-Est asiatico in generale spaziando dal II secolo avanti Cristo ai giorni nostri. Il vero filo rosso del dell’esposizione è però Désiré Feuerle, il collezionista che le ha raccolte negli anni e che è ora pronto a mostrarle al pubblico in tutto il suo splendore. Ci troviamo sull’Hallesches Ufer, zona Kreuzberg, in un ex bunker della seconda guerra mondiale all’epoca usato per tenere salvo il sistema delle comunicazioni recentemente ristrutturato dall’architetto inglese John Pawson. Al piano terra vi sano mostre temporanee, al piano inferiore, nel seminterrato, la collezione permanente. La prima esposizione è stata curata da DIS, magazine gestito dal collettivo di Lauren Boyle, Solomon Chase, Marco Roso e David Toro, curatori anche della Biennale di Berlino del 2016. Désiré Feuerle è un collezionista e consulente di arte sia moderna rinnovata che contemporanea, nonché grande esperto di arte asiatica. Già in passato, a Colonia, tra il 1990 e il 1998, ebbe una propria galleria, the Feuerle Gallery. È considerato uno dei pionieri nell’idea di contrapporre opere d’arte contemporanea a manufatti antichi di epoche e culture completamente distanti. Berlino, in tal senso, non potrebbe essere il posto più giusto.

Hallesches Ufer 70, 10963 Berlin

© The Feuerle Collection / Facebook

Silent green Kulturquartier: l’ex forno crematorio di Wedding

Costruito tra il 1909 e il 1910, è stato il primo crematorio di Berlino, e il terzo nella ex Prussia. il suolo su cui è stato costruito il forno crematorio tra il  1828 e il 1829.  Dopo un periodo di chiusura che durò fino all’inizio del 20° secolo, Nel 1911 fu concesso il permesso ufficiale per la creazione di due forni crematori. Le sue caratteristiche eccezionali dell’edificio sono la pianta ottagonale e la mansarda. La cupola, 17 metri di altezza, un tempo era la sala lutto, è il cuore dell’edificio. Come la sala lutto stesso, anche entrambe le ali adiacenti dell’edificio erano colombari, che ospitavano migliaia di urne. Tra il 1993 e il 1996 il crematorio fu ampliato con la costruzione di un’ampia sala sotterranea di 1200 metri quadrati. Poco dopo, nel 2002, l’edificio fu chiuso in modo permanente ed fu messo in vendita. Acquistato nel 2013 i lavori di ristrutturazione iniziarono nello stesso anno. Riconosciuto edificio protetto per la sua architettura furono fatte solo lievi modifiche necessarie all’interno per facilitare la nuova funzionw artistica dell’edificio. Terminati i lavori nel 2014 ci furono i primi eventi culturali. Di proprietà privata, il Silent green Kulturquartier si propone come uno spazio protetto per il pensiero, la ricerca e la sperimentazione. La trasformazione è una delle parole chiave che guidano questo sforzo, non solo per quanto riguarda la nuova funzione di questo edificio, ma anche in termini di lavoro che trascende varie forme: l’intenzione è quella di spostare i confini delle singole discipline affinché possano essere interconnessi in nuove forme ibride. Qui ogni anno sono ospitate diverse mostre.

Gerichtstraße 35, 13347 Berlin

© Silent green Kulturquartier / Facebook

KINDL – Centro per l’Arte Contemporanea

Costruito tra il 1926 e il 1930, l’edificio ospitava la fabbrica di birra Kindl. Un edificio maestoso in uno stile che ricorda l’espressionismo tedesco nel pieno del quartiere berlinese di Neukölln. La fabbrica si componeva di tre parti: la  Boiler House, una torre di sette piani per venti metri di altezza; la  Power House una grossa costruzione su tre piani e la Brew House che ospitava sei grosse cisterne di rame per la birra, in quegli anni le più grandi d’Europa. Questo edificio in mattoni rossi, abbandonato per qualche anno, fu acquistato da Burkhard Varnholt e Salome Grisard nel 2011 al fine di creare il Centro per l’Arte Contemporanea. Due grandi studi di architettura, la grisard’architektur di Zurigo prima e la Dr. Krekeler & Partner di Berlino poi, hanno lavorato intensamente alla ristrutturazione che intendeva però mantenere intatto lo spirito di antica birreria dell’edificio. È nato così il KINDL – Zentrum für zeitgenössische Kunst, che ha visto la luce nel settembre 2014 quando è stato aperto al pubblico il primo spazio, l’enorme Kesselhaus (sala delle caldaie). Nel 2016 hanno rivisto la luce i tre piani della Maschinenhaus (sala delle macchine), nonché l’elegante Sudhaus (sala di cottura) che adesso ospita un caffé decisamente fuori dal comune. Leggi qui l’articolo completo.

Am Sudhaus 3, 12053 Berlin

© KINDL – Zentrum für zeitgenössische Kunst

Museo sotto il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa

Molto spesso la sua esistenza si ignora ma al di sotto del Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa (quello tra la Porta di Brandeburgo a Potsdamer Platz) esiste un museo per testimoniarne le crudeltà subite. Il Memoriale fu aperto il 12 maggio 2005 dopo 2 anni di lavori, anche se la proposta risale alla fine degli anni Ottanta. I primi a avanzare l’idea furono  Lea Rosh e lo storico Eberhard Jäckel. L’opera copre un’area di  di 19.000 mq coperta da 2.711 blocchi di cemento. Al di sotto di questa struttura è presente la mostra permanente sulla persecuzione e lo sterminio degli ebrei d’Europa nonché sui luoghi storici dell’Olocausto è stata allestita da Dagmar von Wilcken. L’ingresso alla mostra è quasi nascosta e si raggiunge solo arrivando al centro del memoriale e scendendo una stretta scala.

Cora-Berliner-Straße 1, 10117 Berlin

denkmal für die ermordeten juden europas © Flavio EnsikiCC BY SA 2.0

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Foto copertina: © Katja Novitskova NOSHE

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