Berlino, identificato uno degli aggressori della metro di Hermannstraße

Identificato uno degli uomini che lo scorso 27 ottobre aveva colpito con un brutale calcio alla schiena una giovane donna nella fermata metro di Hermannstraße, nel quartiere berlinese di Neukölln (ne abbiamo scritto qui). Il video del drammatico evento è stato pubblicato soltanto la scorsa settimana da diverse testate tedesche: le immagini che ritraggono l’apparentemente immotivata azione a danno della donna ha suscitato indignazione a livello nazionale.

I fatti. Nel video registrato dalle telecamere di sorveglianza si vede un gruppo di quattro uomini sulle scale della fermata metro di Hermannstraße. Uno di questi si avvicina a una donna che sta scendendo le scale e improvvisamente la colpisce con un brutale calcio alla schiena, provocandone la caduta. Dopo averla colpita, i quattro uomini si allontano indisturbati. A causa del violento colpo la vittima ha riportato una frattura al braccio.

Le indagini. Come riporta Berliner Morgenpost, non sono stati divulgati dettagli sul colpevole identificato. La polizia non si è espressa su come si sia arrivati all’identificazione, ma pare che gli inquirenti abbiano avuto una soffiata da un conoscente dell’uomo che oggi verrà interrogato fino a sera. «Speriamo che presto si identifichino anche gli altri uomini coinvolti» ha dichiarato Martin Steltner, portavoce della procura di Berlino. Fino ad oggi la polizia ha raccolto dieci indicazioni che potrebbero portare al responsabile e ai rispettivi complici. Per stimolare le indagini, lo scorso fine settimana diverse persone famose hanno offerto denaro sui social network in segno di ricompensa a chi avesse trovato i colpevoli o contribuito alla loro identificazione: tra questi il celebre bodyguard berlinese Michael Kuhr che sul suo profilo Facebook ha dichiarato di voler offrire 2000 € in cambio del nome e dell’indirizzo del responsabile. Alla Berliner Zeitung Steltner ha spiegato che ricompense da parte di persone private sono piuttosto frequenti in casi come questi. La polizia non ha voluto commentare l’iniziativa.

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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