Berlino investe una somma nei club notturni che nessuna città italiana penserebbe di donare

Il Parlamento berlinese ha destinato un milione di euro per migliorare l’isolamento acustico dei locali notturni della città e salvaguardarne così l’esistenza.

Per un locale notturno ricevere telefonate di lamentele dai vicini per disturbo della quiete è piuttosto normale. In alcuni casi però le lamentele si trasformano in querele e allora la questione si fa seria. Nel 90% dei casi la discoteca non può pagare i costi dell’isolamento acustico: dunque fine dei giochi per il night club e inizio dei sonni tranquilli per il privato. Un ritornello oramai troppo popolare nella capitale tedesca, ragion per cui il governo berlinese ha stabilito lo stanziamento di un fondo di un milione di euro volto proprio a salvare la vita notturna della città. Il fondo dovrebbe essere utilizzato per l’installazione di barriere fonoassorbenti nei locali notturni, per sensibilizzare il personale all’uso consapevole degli impianti audio e per insonorizzare le finestre dei residenti.

La misura a protezione dei club notturni

La CDU avrebbe stanziato addirittura 5 milioni di euro per l’isolamento acustico. Christian Goiny, esponente della CDU esperto di club, si è detto comunque soddisfatto della misura stabilita. «È un primo passo» ha dichiarato Goiny al Tagesspiegel, che da anni si batte per proteggere gli interessi dei locali della città. Ha poi aggiunto che trova assurde le pretese di coloro che comperano appartamenti assai costosi sulle rive della Sprea per poi lamentarsi in continuazione della movida. Circa dieci locali della città hanno attualmente dei problemi con i residenti, tra cui la Kulturbrauerei, il Johnny Knüppel, Birgit & Bier e il Yaam. A volte è sufficiente regolare il volume delle casse o anche solo un semplice confronto per calmare gli animi.

 

Clubbing at Hakkasan in Las Vegas Marc van der Chijs CC BY-ND 2.0

La vita notturna deve sopravvivere

Talvolta sono però necessari dei provvedimenti dispendiosi per garantire il quieto vivere dei residenti che abitano nei dintorni dei club. Misure davvero troppo salate per locali che hanno affitti a breve termine e guadagni condizionati dalle stagioni. Georg Kössler, portavoce dei nightclub per i Verdi e fautore della proposta di deliberazione, ha dichiarato al Tagesspiegel: «La club-culture ha dato molto a questa città. Ora è la città che deve mettere mano al portafogli per salvaguardare la sopravvivenza della vita notturna». Proprio ora che Ramona Pop, Ministro allo Sviluppo economico del Parlamento berlinese, sta tentando di promuovere il turismo della zone periferiche della capitale, è importante che la club-culture rimanga una prerogativa del centro città, a detta della Pop stessa. Secondo Lutz Leichsenring, portavoce della Clubcommission, sarebbe necessario investire nell’isolamento acustico data la vicinanza di club e abitazioni all’interno dell’agglomerato urbano. «Gestori di locali e residenti sono in conflitto da anni. È ora di investire in misure che rendano possibile una convivenza civile».

170 locali chiusi dal 2011 ad oggi

Dal 2010 al 2015 circa 170 locali hanno dichiarato la cessazione dell’attività, ultimo della lista il King Size Bar in Friedrichstraße. Ancora non sono chiari i criteri di assegnazione e distribuzione dei fondi. Una delle possibilità sarebbe riprendere il modello amburghese: i fondi sono assegnati da una confederazione generale dei locali della città. Nel 2010 il comune di Amburgo e il Clubkombinat – l’equivalente della Clubcommission berlinese – hanno fondato l’ente collettivo proprio per salvaguardare la scena musicale della città e per affrontare le spese più alte. Il consiglio d’amministrazione della confederazione, deputato alla gestione dei finanziamenti, è eletto dal Clubkombinat e sorvegliato da un organo formato da tre rappresentanti: un membro del senato, un membro del Clubkombinat e un incaricato scelto da entrambi i gruppi.

Banner Scuola Schule

SEGUI TUTTE LE NEWS SU BERLINO, SEGUI BERLINO MAGAZINE SU FACEBOOK

Foto di copertina: dj giradischi Pexels CC0

Leave a Reply