Berlino, israeliano picchiato sulla metro. Voleva fermare cori anti-semiti. Non è caso isolato di antisemitismo.

1 gennaio 2015. Sono le 2.30, da poche oresono cominciati i festeggiamenti per il nuovo anno. Sul tratto della linea metropolitana di Berlino U6 che collega Hallesches Tor (Kreuzberg) a Friedrichstrasse (Mitte), un gruppo di sette persone apparentemente di etnia turca ed araba intona cori a sfondo antisemita come“Fuck Israel“ e “Fuck Juden“. Shahak Shapira, 26 anni, originario di Israele, ma da 12 anni nella capitale tedesca, gli chiede di smetterla. Le origini di Shapira nascondono un passato tragico. Parte della sua famiglia fu uccisa dai nazisti, mentre suo nonno – Amitzur Shapira – fu una delle vittime dell’attentato terroristico palestinese di Monaco 1972. Sentire certe cose lo disturbano nel profondo. Loro rifiutano la sua richiesta e continuano “Il treno era pieno, ma nessuno diceva nulla” rivela Shapira in un’intervista alla BZ. “Gli ho detto che venivo da Israele e che se avevano dei problemi con questo, potevano dirmelo”. Decide quindi di filmarli. Loro se ne accorgono e lo attaccano picchiandolo con calci e botte di vario tipo. Ematomi ed una lacerazione alla testa il bollettino del pestaggio.

Non è un caso isolato di antisemitismo nella cronaca recente di Berlino. La settimana precedente nel quartiere Charlottenburg sul cofano di auto parcheggiata su Uhlandstraße è stata incisa una croce uncinata. Proprietaria è una donna ebrea molto attiva nella comunità locale, mentre a settembre un caso analogo aveva visto per vittima un uomo anche lui ebreo.

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