Berlino Nascosta: Funkhaus Nalepastrasse, da radio DDR ad economici e vivaci studi per creativi

Funkhaus

Studi di registrazione e laboratori per artisti formano oggi il centro creativo all’interno della Funkhaus, nei locali che hanno ospitato dal ’56 al ’90 la sede della Rundfunk der DDR, la radio pubblica della Repubblica Democratica Tedesca.

Inizialmente le trasmissioni radiofoniche della neonata RDT avvenivano dalla Stazione Radio di Grünau, all’interno di una grande rimessa per imbarcazioni della Repubblica di Weimar che ospitò le gare degli sport acquatici durante le Olimpiadi del ’36Grünau divenne fondamentale nel supportare la “Der Deutsche Freiheitssender 904” (DFS 904), stazione radio di propaganda della DDR che andava in onda da un trasmettitore segreto sui 904 kHz in onde medie.

In seguito si progettò una nuova sede. Si scelse un lotto di circa 135.000 mq affacciato sulla Sprea, su Nalepastrasse, strada dedicata all’imprenditore Nalepa che nel 1871 qui fondò una delle sue fabbriche per il trattamento dei tessuti a Berlino. È è sulle ceneri di questo antico impianto industriale che l’architetto Ehrlich progettò il più grande studio di registrazione del mondo.

Il complesso della Funkhaus era distribuito, in base alle funzioni ricoperte, su quattro edifici, collegati tra loro attraverso passerelle sostenute da pilastri. Gli uffici della direzione e le redazioni erano ospitate nella torre di nove piani dell’edificio principale, accanto a infiniti corridoi dove si trovavano, e si trovano tutt’ora, studi di registrazione e di trasmissione. L’edificio dalla forma arcuata destinato ad ospitare gli studi principali venne realizzato secondo il principio Haus-in-Haus, per il quale ogni studio è costruito con proprie fondazioni isolate rispetto all’edificio contenitore, la mancanza di vibrazioni permette di avere un’acustica perfetta che rende ancora oggi la struttura un capolavoro tecnico. All’interno del Blocco B si trova la Großer Sendesaal cuore dell’intero complesso, bellissima e ancora attiva.

La presenza di un edificio multifunzionale dotato di mensa ed una sala riunioni, ospedale, libreria e spaccio alimentare facevano del complesso della Funkhaus una vera e propria piccola città indipendente con una serie di servizi per tutti gli operatori, che al momento della dismissione nel ’90 erano 3000. In seguito alla riunificazione della Germania, diverse trasmissioni furono interrotte, con la sospensione conclusiva dei servizi tecnici e di redazione. Nel ’91 iniziarono i problemi di gestione di un complesso così altamente strutturato, interamente, insieme all’annesso giardino detto il “Werksgarten” sotto tutela monumentale.

A discapito dell’oramai non recentissima data di progettazione, gli studi della Funkhaus continuano ancora ad attirare artisti internazionali, orchestre e produttori musicali grazie alla qualità del suono, al tempo di riverbero ottimale ed alla funzionalità delle attrezzature presenti. Gli edifici principali costruiti alla fine degli anni ’50 ospitano ora studi di registrazione e artistici. Abbandonata per anni invece la sede della radio con i grandi spazi, i parquet in legno povero tipico delle costruzioni del socialismo realista e gli orologi fermi: odora ancora di DDR. A portare nuova vita sono i creativi che popolano gli edifici, anche se il silenzio regna sempre sovrano.

La proprietà è da poco passata in mano ad un giovane imprenditore appassionato di strutture di archeologia industriale, già di sua proprietà il bellissimo edificio del Postbahnhof, utilizzato per grandi eventi artistici, e la torre dell’acqua ad Ostkreuz, ancora in via di trasformazione. Qualcosa alla Funkhaus sta cambiando, la ristrutturazione dell’ultimo piano della torre pare sia destinata ad ospitare un ristorante con l’intento di attrarre sempre più visitatori e curiosi in un luogo davvero affascinante ma scomodo da raggiungere e forse per questo poco frequentato.

Sorte diversa tocca a quello che veniva chiamato Blocco E, inaugurato a metà degli anni ’60 costruito con la classica tecnica plattenbau (moduli in cemento). Qui la demolizione e lo smantellamento sono inziati un anno fa e non ancora terminati. L’edificio era dotato di insegne al neon, delle quali rimangono solo i supporti. Il 3 ottobre del 1990 (giorno della Riunificazione delle Germanie) vennero rimossi in maniera teatrale e simbolica il logo della radio e le ultime due parole dell’insegna: Rundfunk der DDR. La propaganda di regime veniva trasmessa anche in italiano ed a quanto pare fu proprio nella nostra lingua quella sua ultima trasmissione alle 23,45 del 2 ottobre 1990: a mezzanotte il segnale orario della Deutschlandfunk marcò (senza enfasi) la sua fine.

Funkhaus Berlin

Nalepastraße 18

12459 Berlino

http://funkhausberlin.blogspot.it/

Foto © D. Maione

Ricerche a cura di: Z. Munizza, responsabile del progetto Berlino Explorer che organizza periodicamente esplorazioni urbane e guide tematiche alla città

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Zuleika Munizza

Zuleika Munizza responsabile del progetto di ricerca Berlino Explorer, presenta e racconta Berlino attraverso la sua storia e le sue trasformazioni, da un punto di vista architettonico e sociale.

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