Berlino, alloggi per rifugiati omo/tran-sessuali per salvarli da discriminazioni di altri rifugiati

Alloggi separati per rifugiati omosessuali e transessuali verranno istituiti a Berlino in primavera, ha annunciato il Senato della capitale tedesca. Il provvedimento mira a tutelare i rifugiati vittime dell’omofobia. Il giornale Tagesspiegel è stato il primo a riferire la notizia, poi riportata anche da Berliner Morgenpost, Berliner Zeitung e rbb online. Si tratterà della prima istituzione di questo genere mai esistita in Germania.

Omofobia nei centri per rifugiati. Già discriminati nei propri Paesi d’origine per l’orientamento sessuale, molti rifugiati omosessuali e transessuali sono vittime di violenze anche a Berlino. Da diverso tempo associazioni come LSVD (Lesben- und Schwulenverband Berlin-Brandenburg – Associazione LGBT di Berlino e Brandeburgo) e MILES (Zentrum für Migranten, Lesben und Schwule – Centro per migranti e persone lgbt) cercano di attirare l’attenzione pubblica sui casi di discriminazione e aggressione a sfondo omofobo verificatisi negli alloggi per rifugiati della capitale. Responsabili di tali episodi sarebbero altri rifugiati, ma anche addetti alla sicurezza e persino interpreti. Jörg Steinert, presidente di LSVD a Berlino, ha dichiarato che da agosto a dicembre 2015, 95 rifugiati hanno chiesto assistenza all’associazione perché vittime di episodi di omofobia (offese, percosse, coltellate), la maggior parte dei quali sarebbe avvenuta proprio all’interno dei centri dove risiedono gli stessi richiedenti asilo.

Alloggi separati per rifugiati lgbt. Dopo un silenzio troppo lungo, come lamenta Steinert, il Senato di Berlino sembra abbia deciso di prendere provvedimenti concreti per arginare i problemi denunciati da LSVD e MILES. In cooperazione con l’Ente di assistenza per omosessuali (Schwulenberatung), il Senato di Berlino aprirà infatti un complesso di alloggi soltanto per rifugiati omosessuali e transessuali, al fine di tutelarli da violenze e discriminazioni. Mentre sull’ubicazione degli alloggi non si dispone ancora di informazioni ufficiali, pare che in quanto alle tempistiche non si voglia tentennare troppo: il centro che ospiterà tra le 100 e le 120 persone dovrebbe essere pronto già a marzo 2016. Per il momento i futuri inquilini del centro sono stati sistemati negli alloggi per i rifugiati particolarmente bisognosi di protezione, come per esempio le madri sole con bambini, riporta rbb online. «Siamo convinti che questa istituzione è assolutamente necessaria» ha dichiarato Marcel de Groot, amministratore delegato dell’Ente di assistenza per omosessuali, che si farà carico della gestione dei nuovi alloggi. Secondo le stime di de Groot il numero di rifugiati omosessuali e transessuali a Berlino si aggira intorno a 3500. L’iniziativa viene appoggiata anche dalla chiesa cattolica, in particolare dall’arcivescovo di Berlino Heiner Koch e dalla Caritas che da tempo hanno avviato un produttivo dialogo con LSVD volto a sviluppare competenza nella tutela dei rifugiati omosessuali e transessuali. Il Senato continua invece a tacere a proposito dell’apertura del nuovo Ente che dovrebbe sostituire il LaGeSo (Landesamt für Gesundheit und Soziales) di Turmstraße in tutte le incombenze che riguardano la “gestione” dei rifugiati.

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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