Berlino, record di borseggi nel 2016. La polizia: «Ecco come contrastarli»

50.000 casi di borseggio nel 2016: nonostante le misure adottate dalle forze dell’ordine nell’ultimo anno per informare i “berlinesi” della problematica e per perseguire i criminali, la capitale tedesca ha raggiunto un nuovo record.

Lo dice uno studio della polizia di Berlino, che lunedì 19 dicembre 2016 si è espressa denunciando una drammatica impennata del numero di borseggi commessi nel 2016 in città. Si tratta di un dato che segna un aumento del 25% rispetto al 2015 e un numero pari a 4 volte quello rilevato tra 2009 e 2010. «Nei conteggi attuali mancano ancora i dati relativi al mese di dicembre, che è notoriamente il periodo dell’anno in cui vengono commessi più borseggi in assoluto» ha dichiarato Jens Schobranski, portavoce dell’autorità. Gli inquirenti prevedono infatti che entro la fine dell’anno verranno raggiunti i 50.000 casi. L’anno scorso erano stati 40.000. Un dato ancor più allarmante se confrontato con la tendenza federale che quest’anno segna “solo” un +7%.

La situazione a Berlino

«Berlino sta diventando sempre più attraente» ha dichiarato Schobranski al Berliner Kurier, motivando così il costante aumento del numero di borseggi degli ultimi anni. «In passato la capitale tedesca veniva considerata una città povera, ma ormai non è più così. Berlino attira ogni anni milioni e milioni di turisti che vogliono spendervi i propri soldi e diventano così vittime ideali dei borseggiatori» spiega Schobranski. Secondo Berliner Zeitung sono i turisti asiatici e quelli americani a essere particolarmente vulnerabili di fronte ai borseggiatori, i primi perché circolano spesso con ingenti somme di denaro, i secondi perché poco abituati al fenomeno “borseggio”. A Berlino gran parte dei furti viene commessa nella S-Bahn e nei treni regionali: fino a fine novembre 2016 le autorità della capitale tedesca avevano rilevato 11.700 reati di questo tipo perpetrati sui mezzi di trasporto pubblico. I luoghi molto affollati, specialmente nelle grandi metropoli, costituiscono in generale teatri d’azione ideali per i borseggiatori: alcuni esempi sono i grandi magazzini, le fiere e i mercatini natalizi. D’estate, altro periodo di alta stagione per questo tipo di reati, i borseggiatori agiscono prevalentemente di sera e di notte, prendendo di mira chi esce dai club cittadini.

I borseggiatori e le misure per contrastarli

Secondo Thomas Simmroß, direttore del dipartimento criminale regionale, il più delle volte si tratta di bande di criminali professionisti di 10-20 membri, provenienti nella maggior parte dei casi dai Balcani, in particolare dalla Romania, o dai paesi magrebini. Queste bande sono presenti in tutte le grandi città dell’Europa occidentale. Come spiegato da Simmroß, i borseggiatori agiscono solitamente a gruppi di tre e di rado singolarmente. Nelle ultime settimane la polizia federale e regionale ha imbastito un’ampia campagna informativa nella capitale tedesca, coinvolgendo le più grandi stazioni e alcuni mercatini natalizi cittadini: 250 poliziotti sono stati impiegati per mettere in guardia i passanti e spiegare loro le dinamiche di un possibile borseggio. Le forze dell’ordine si sono dette soddisfatte di questa campagna che ha portato anche al fermo di 47 sospetti borseggiatori, tra cui alcuni bambini, e all’emissione di 12 mandati di arresto. La polizia di Berlino si è detta «invidiosa» della Baviera, dove le pene per i borseggiatori sono nettamente più severe, fattore che costituisce senza dubbio un deterrente nella battaglia contro questo tipo di criminalità. Tuttavia Simmroß ha puntualizzato che le pene detentive non avrebbero un effetto decisivo e immediato perché «i borseggiatori sono fieri di essere tali». Secondo il dipartimento criminale è molto più importante che le persone imparino a prestare più attenzione ai propri effetti personali.

Foto di copertina © berlin.de

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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