«Berlino? Un modello nell’attrarre giovani generazioni, ma la mia Firenze è culturalmente altrettanto vivace»

I sindaci Paolo Nardella e Michael Müller a Berlino

Intervista esclusiva a Dario Nardella, sindaco di Firenze

Firenze o Berlino? Il confronto non ha ragione d’esistere, si tratta di due città straordinarie ognuna a modo proprio, ma abbiamo comunque voluto metterle in parallelo intervistando il sindaco di Firenze Dario Nardella che nella capitale tedesca ha passato qualche giorno di inizio ottobre 2017 con una ricca delegazione cittadina e incontrando anche il Burgermeister Michael Müller: «L’obiettivo dell’incontro era lavorare su una collaborazione nei settori della cultura e dell’innovazione tecnologica, nonché per scambiarci informazioni sulla gestione dei flussi turistici. In più è stata l’occasione per lanciare l’idea degli Amici berlinesi del Maggio Musicale Fiorentino»

Cosa pensa che Berlino possa invidiare a Firenze?

Io credo che ogni città abbia una sua unicità di storia e di presente, tuttavia credo che qualunque città al mondo ammiri di Firenze la sua grande storia e il suo essere il cuore della cultura umanistica moderna.

I sindaci Paolo Nardella e Michael Müller a Berlino
I sindaci Dario Nardella e Michael Müller a Berlino

Al contrario, in che modo Berlino può essere un modello per Firenze?

Berlino può essere un modello per la capacità, manifestata soprattutto negli ultimi anni, di attrarre nuove generazioni da tutto il mondo nel campo delle start-up e dell’innovazione tecnologica, e – cosa che mi ha colpito molto – per la grande sensibilità verso le politiche di promozione della mobilità ciclabili.

In cosa le due città sono simili?

Abbiamo molti più punti in comune di quanto non sembri. Anzitutto la vivacità culturale, in secondo luogo la difficile sfida della riqualificazione urbana e del ripensamento delle politiche abitative e in terzo luogo – anche se è un punto negativo – il lungo e accidentato percorso per lo sviluppo dell’aeroporto.

I sindaci Paolo Nardella e Michael Müller a Berlino
I sindaci Dario Nardella e Michael Müller a Berlino

 

Cosa pensa del fenomeno tanti italiani, tra cui tantissimi toscani, che ogni anno emigrano verso Berlino e in generale verso l’estero?

Gli italiani sono generalmente molto vivaci e ricchi di talento e questo li rende aperti a esperienze all’estero nelle quali si sanno spesso distinguere. Quindi trovo non solo positivo ma anche normale che molti italiani scelgano città tedesche come destinazione per il loro lavoro e per le loro attività.

Il sindaco Dario Nardella a Firenze

Perché l’Italia è diventata una nazione con più emigrazione che immigrazione? Perché non attiriamo più gli intellettuali e i creativi come facevamo nei secoli scorsi?

Ovviamente l’Italia nei secoli scorsi ha vissuto periodi straordinari, epoche difficilmente replicabili nel mondo più globalizzato di allora; tuttavia negli ultimi anni il nostro paese sta tornando ad essere attrattivo non solo per le imprese ma anche per le persone. Ad esempio a Firenze è tornato il grande direttore d’orchestra Fabio Luisi che da New York ha assunto l’incarico di direttore principale del festival del Maggio Musicale Fiorentino. E a Firenze abbiamo anche due tedeschi a dirigere importanti musei: Eike Schmidt agli Uffizi e Cecilie Hollberg alla Galleria dell’Accademia.

Lei ha mai vissuto o studiato all’estero?

Sì, ho studiato a Parigi durante il dottorato di ricerca per fare studi di diritto comparato.

Consiglierebbe ai suo tre figli in futuro di studiare o vivere all’estero?

Assolutamente sì. In qualunque paese che possa corrispondere al loro desiderio di crescita e di formazione. Ci sono realtà universitarie di eccellenza in Europa ma anche in Asia o negli USA.

Cosa la rende fiero di essere fiorentino?

Il fatto di vivere in una città ammirata in tutto il mondo non solo per il passato ma anche per il presente e il fatto di appartenere a una comunità che ha, nonostante tutto, ancora un forte senso civico e desiderio di partecipazione democratica.

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Tutte le foto dell’articolo sono state utilizzate su gentile concessione dell’Ufficio stampa Comune di Firenze

Sara Trovatelli

Dottoranda in traduzione letteraria, traduttrice, amante del buon cibo, dei viaggi e di tutto ciò che è cultura, vive a Berlino dal 2012 dopo essersene innamorata durante una gita lampo ai tempi del liceo.

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