Fuori (Boxhagener Platz, la poesia)

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Fuori (Boxhagener Platz)

 

L’annuncio è dato dal gruppo di zingari che suona per strada,

tromba, chitarra, addirittura il tamburo,

dovremmo affacciarci alla finestra e lanciargli qualche moneta,

non c’è giorno di primavera senza musica 

e non c’è musica senza di te

 

Al bar all’angolo, davanti alla piazza, 

una coppia si osserva, sorride, si stringe la mano,

lì accanto, in futuro, fra uno o due anni chissà,

forse ci sarà qualcuno nel passeggino curioso ad osservare i loro, i nostri cappuccini. 

Ma è ancora presto per lui, ci sarà tempo per il caffé

 

Al mercato il signore del miele prepara il banchetto,

con telo e bastoni cerca di fissare l’ombra su cui allestire il suo assortimento,

barattoli e aromi per ogni desiderio.

Fa caldo, ma è ottimista per la giornata

il miele non vive le stagioni

e anche oggi è balsamo per le nostre voci del mattino

 

Arance, che voglia di una bella spremuta.

Ci saranno ancora quei due turchi con la pressatrice?

E ci sarà anche il melograno?

Fiori, gerani, bambini che giocano intorno alla fontana,

Dovremmo uscire, guardare, assaggiare, lasciarci prendere e guidare dalla voglia di primavera, 

ma ecco i tuoi occhi e il tuo sorriso accanto al cuscino.

E quanto è bello fare l’amore quando fuori c’è il sole.

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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