Dieci quadri tedeschi da vedere almeno una volta nella vita

[sharethis] Adolf Von Menzel

Avete presente quei taccuini con le cose da fare, da vedere, da provare assolutamente nella vita? La soddisfazione che aumenta all’aumentare delle spunte “visto” accanto ad ogni voce è difficile da spiegare. Per chi ama l’arte, per chi prova per quest’ultima una semplice curiosità, per chi deve vedere di tutto e di più durante viaggi ed escursioni, c’è una lista di 10 quadri tedeschi che andrebbero visti costi quel che costi. Non importa se siano più o meno conosciuti, più o meno di pubblico accesso, più o meno moderni: queste sono senza dubbio le dieci opere made in Germany che nessuno di noi dovrebbe perdersi. A onor del vero va detto che alcune di loro fanno parte di collezioni private e vederle quindi non sarà semplicissimo. Ma osare non fa mai male! Pronti?!

1. L’incisione su legno “Rhinoceros” di Albrecht Dürer

Risale al 1515. La xilografia ebbe una vastissima diffusione all’epoca e contribuì a rendere l’artista famoso in tutto il mondo. La raffigurazione dell’animale non è propriamente esatta in quanto l’autore si rifece ad una descrizione del pachiderma riportata su una lettera anonima; la vera innovazione sta nel fatto che l’incisione poteva essere vista da chiunque, non solo da una stretta cerchia di privilegiati o da un élite intellettuale. E per l’epoca non era poco, considerato che la Pop Art è nata solo quattro secoli dopo!

Dove vederlo? Al British Museum di Londra.

albrecht durer

2. “Adamo ed Eva” di Cranach

Lucas Cranach il Vecchio, capostipite di una dinastia di pittori che ne perpetuarono lo stile e la tecnica e noto nel Cinquecento per i quadri di nudo femminile di gusto decisamente arcaico, è l’autore del secondo “must see”. Il dipinto di Cranach meritevole di far parte di questa classifica è “Adamo ed Eva”, anno 1526. L’opera suscita particolare attenzione per via dei nudi tratteggiati in maniera estremamente erotica, in netto contrasto con l’afflato biblico che soggiace all’intera rappresentazione. A differenza di quel che si può pensare, l’opera non suscitò affatto scandalo anzi Cranach godé di grande notorietà nella Germania protestante e fu ottimo amico di Martin Luther.

Dove vederlo? A Londra, al The Courtauld Gallery.

Lucas Cranach il vecchio

3.  “Gli ambasciatori” di Hans Holbein

Il più grande ritrattista dell’epoca nonché pittore ufficiale della corte inglese, Hans Holbein il Giovane, è l’autore de “Gli ambasciatori” (1533), dipinto che fa colpo per il suo “elemento sorpresa”. La scena del quadro è occupata principalmente dalle figure dei due modelli, Jean de Dinteville, ambasciatore francese in Inghilterra, e George de Selve, vescovo di Lavaur. La nota “stonata” è un teschio distorto inserito davanti ai due personaggi e visibile solo guardando il dipinto di sbieco. Il teschio non è stato dipinto a caso: simboleggia infatti la caducità della vita, e l’inutilità dell’arroganza, destinata anch’essa a sparire con la morte.

Dove vederlo? Facile! A Londra! Precisamente alla National Gallery.

Hans Holbein il Giovane

4. “Der Wanderer über dem Nebelmeer” di Caspar David Friedrich

Friedrich è l’autore della quarta opera di questa classifica. Il quadro è “Der Wanderer über dem Nebelmeer” (“Il viandante sul mare di nebbia”) del 1817. Friedrich, pittore romantico, esprimeva nei suoi quadri solitudine e desolazione rese con luci fortemente espressive e paesaggi carichi di significati allegorici. Così il viandante dà le spalle al pubblico, poiché è la natura – così immensa e selvaggia rispetto alla piccolezza mansueta dell’uomo – a dover parlare e raccontarsi.

Dove trovarlo? Questa volta bisogna andare ad Amburgo, all’Hamburger Kunsthalle.

Caspar David Friedrich

5.“Das Eisenwalzwerk” di Adolf Von Menzel

Dello stesso periodo storico, precisamente dell’anno 1875, è il quadro “Das Eisenwalzwerk” (“La fornace con il laminatoio” – Moderni Ciclopi) di Adolf Von Menzel. Nativo di Breslavia (città passata alla Polonia dopo la seconda guerra mondiale), Von Menzel fu non solo pittore ma anche incisore e illustratore: non a caso, una delle sue prime pubblicazioni furono i disegni a china illustranti alcuni poemetti di Goethe. Fu considerato un innovatore per l’epoca date le originali tecniche di disegno utilizzate. Il pittore prediligeva le scene corali così come ne “La fornace con il laminatoio”. Gli operai – figli della neo rivoluzione industriale che stava dilagando in Germania – destarono la curiosità di Von Menzel che impiegò circa 3 anni per completare l’opera.

Dove trovarlo? A Berlino, all’Alte Nationalgalerie.

Adolf Von Menzel

6. “Zwei Reiter am Strand” di Max Liebermann

Benché la culla dell’impressionismo sia la Francia, anche in Germania c’è un nome illustre da inserire nel novero dei pittori impressionisti. Max Liebermann è l’autore di “Zwei Reiter am Strand” (“Due cavalieri sulla spiaggia”), anno 1901. Questo dipinto ha una storia particolare: fu prima perso, poi fu rubato dai nazisti perché ritenuto un quadro “degenerato” (Liebermann era ebreo) e infine fu ritrovato nella nota collezione Gurlitt (mercante d’arte che negoziò con i nazisti per accaparrarsi le opere trafugate durante il regime). Nel giugno 2015 è stato messo all’asta presso la casa Sotheby’s di Londra. Prezzo battuto? Il fortunato acquirente si è aggiudicato l’opera di Liebermann per 2,9 milioni di sterline.

Dove vederlo? Solo con un invito a prendere un tè a casa del proprietario. Chi ci è riuscito?
Max Liebermann

7. “Mutter mit totem Sohn” di Käthe Kollwitz

Finalmente in questa lista c’è il nome di una pittrice, nonché una delle più acclamate artiste tedesche. È Käthe Kollwitz, autrice di “Mutter mit totem Sohn” (“Madre con bambino morto”) del 1903. Il dipinto esprime l’inconsolabile disperazione per quella che può essere considerata la peggiore tra le tragedie per una madre: la morte di un figlio. Tormenti provati tra l’altro dalla stessa Kollwitz in quanto il figlio minore Peter perse la vita sul campo di battaglia durante la seconda guerra mondiale. L’artista tedesca ha riprodotto anche una scultura con lo stesso soggetto del dipinto, attualmente nel Neue Wache, ossia il monumento di commemorazione per le vittime delle guerre.

Dove? Oltreoceano, precisamente alla National Gallery of Art a Washington, Stati Uniti.

Kathe Kollwitz

8. “Potsdamer Platz” di Ernest Ludwig Kirchner

Vittima anche lui dei nazisti che considerarono “degenerate” le sue opere, arrivando addirittura a confiscargliele tutte nel 1937, Ernest Ludwig Kirchner è l’autore di “Potsdamer Platz” (Piazza Potsdamer), datato 1914. Da autentico espressionista, le pennellate di Kirchner si distinguono per il loro aspro vigore; i colori fortemente vivi, invece, conferiscono un’intensità drammatica- chiaramente visibile nel quadro in questione- che ritrae due prostitute in attesa di nuovi clienti nella nota piazza berlinese. Le linee sono angolose e seguono l’intento espressionista di non dipingere il dettaglio bensì emozioni e impeti del cuore, come lascia supporre il nome del movimento.

Dove? Ancora per poco (fino al 26 febbraio) farà parte della mostra dedicata a Kirchner alla Neue Galerie di Amburgo, dopodiché ritornerà nell’originale collezione della Neue Nationalgalerie di Berlino.

Ernest Ludwig Kirchner

9. “Abstraktes Bild (599)” di Gerhard Richter

Gerhard Richter può essere senza dubbio considerato uno degli artisti che più affannosamente ha cercato nuovi metodi espressivi, affermandosi come padre di non pochi dipinti molto diversi tra loro, ma accumunati dalla sua costante messa in discussione delle più affermate tradizioni pittoriche. “Abstraktes Bild (599)” del 1986 è il nome di una delle sue opere migliori. Fa parte di un catalogo ed è noto per essere stato uno dei quadri più pagati al mondo di un artista ancora vivo.

Dove? Come sopra, l’invito per un tè sembra l’unica possibilità.

Gerhard Richter

10. “Die Ordnung der Engel” di Anselm Kiefer

Siamo giunti al termine di questa lista, e all’interno di questa di certo non poteva mancare Kiefer. Quasi ossessionato dalla tradizione culturale tedesca, e da momenti bui come quelli dell’Olocausto, del Terzo Reich e della dottrina nazista, il modus operandi di Kiefer è sui generis. Solitamente compone grandi xilografie oppure utilizza materiali come argilla, cenere e pagliuzza. Le sue opere richiamano alla mente immagini crudeli e spaventose, come nel caso di “Die Ordnung der Engel” (“La gerarchia degli angeli”) del 2000. Vedere per giudicare.

Dove? Questa volta il tè bisogna prenderlo a casa di Kiefer stesso, in quanto il dipinto fa ancora parte della sua collezione privata.

Anselm Kiefer, “Die Ordnung der Engel”
“Die Ordnung der Engel” © https://de.pinterest.com/jsgore/artist-anselm-kiefer/

Pronti a partire?

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Stella Sacco

Con i piedi per terra e la mente intenta a fantasticare. Sono giornalista e, quindi, curiosa...o sono curiosa e quindi giornalista? Ai posteri l'ardua sentenza. Passatempi preferiti? Cinema e libri. Amo i gatti e rido di gusto con "l'ignoranza".

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