Moda, Brasile e barbe hipster: a Berlino è sbarcata Bread and Butter

di La snob loves Berlin (Claudia Sideri)

Ieri, 8 luglio, a Berlino si é tagliato il nastro per l’apertura del Bread and Butter, la fiera modaiola del casual e dell’hipster, che due volte all’anno anima la Fashion Week Berlinese con i suoi eventi, i suoi colori e la sua internazionalitá. Ballerine di samba, campi da calcio, buffet “brasileiro”. Il tema di questa edizione mi é stato chiaro fin dal primo momento in cui ho messo piede dentro l’aeroporto di Tempelhof, che per l’occasione si é vestito con un’enorme bandiera brasiliana fatta di luci. Mi aspettavo qualche mojito in sala stampa, ma le mie aspettative non hanno corrisposto alla realtá, purtroppo. Nonostante un temporale memorabile, l’acqua che cadeva sui vestiti, la partita della Germania contro il Brasile, la prima giornata di “Bread and Butter” é trascorsa piacevolmente tra barbe hipster a gogó, gadget di ogni genere (le borsine in tela vanno sempre per la maggiore) e prosecco in lattina.

Ma che cosa é il “Bread and Butter”? Perché anche chi vive a Berlino e di moda non si interessa, per intenderci uno di quelli che non sa distinguere il colore rosso dal bordeaux, ha sentito almeno una volta questa strana combinazione di parole? Pane e burro per parlare di vestiti. La fiera berlinese rappresenta un’importante occasione di incontro fra chi i vestiti li pensa e li produce e chi invece li compra per farceli trovare poi piegati, stirati e profumati sugli scaffali dei negozi. Significa quindi puro business e una bella percentuale di entrate che impatta sulla bilancia economica di un paese. Una filiera produttiva su cui campano migliaia di famiglie e un lavoro di ricerca e sperimentazione che oggi ci permette di camminare con scarpe comode e meno puzzolenti e zaini che non pesano come un “pianoforte sulle spalle”. Moda non é solo frivolezza, superficialitá e diavoli che vestono Prada.

Le aziende che partecipano al “Bread and Butter” sono tante e arrivano da tutto il mondo e Berlino in questi giorni si popola di strani animali da palcoscenico e da strada. Una numerosa fauna dai capelli verdi, pantaloncini “giropatata”, calzini bianchi come se non ci fosse un domani e colori, tantissimi colori.

L’aspetto social della Fashion Week. Eventi e party in tutta la cittá che si accavallano e concorrono per essere ricordati come la miglior festa dell’anno. Anche se alla fine tutto si riduce ad un bicchiere di vino scadente e poche risate perché altrimenti il trucco si sfalda. Ma si sa, moda é anche rumore, esibizionismo, eccentricitá e comunicazione. A mio parere si potrebbero sovvertire le regole non scritte di comportamento e si potrebbe incominciare a sorridere un po di piú. D’altronde se Brasile deve essere, almeno che sia Carnevale.

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Foto di copertina: Gary Bigeni © Eva Rinaldi CC BY-SA 2.0

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