Capsule di latte solubili contro l’inquinamento da plastica: la nuova frontiera della ricerca tedesca

Il progetto di un gruppo di scienziati tedeschi potrebbe aiutare il pianeta contro lo spreco di plastica e il conseguente inquinamento oceanico.

Una squadra di ricercatori dell’università tedesca di Halle-Wittenberg ha messo a punto delle capsule di latte solubili per ridurre lo spreco di plastica e limitare l’inquinamento delle acque dovuto ai rifiuti.

Lo scopo della ricerca

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Chemical Engineering & Technology, è stata condotta da un gruppo di ricercatori dell’università pubblica Martin Luther di Halle-Wittenberg in Germania. Da anni gli scienziati nutrizionali che sono parte del team di Joachim Ulrich studiano il processo di cristallizzazione. Allo scopo di ridurre la produzione di rifiuti derivanti dal packaging delle confezioni di latte, gli scienziati hanno ideato delle capsule solubili che immerse in una bevanda calda si sciolgono. Così si risparmiano tonnellate di plastica che verrebbero altrimenti riversate nei nostri oceani. Dati allarmanti indicano infatti che nelle acque oceaniche vengono riversati 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici ogni anno. Con il prodotto senza involucro si diminuisce radicalmente la quantità di plastica usata, riducendo di conseguenza l’inquinamento idrico.

Le capsule di latte solubili

Simili a zollette di zucchero, le capsule in questione sfruttano lo stesso principio: racchiuse in un sottile strato di cristalli, sono presentate senza packaging. Gli scienziati hanno diviso le capsule secondo due gradi di dolcezza: il latte liquido cristallizzato nel saccarosio risulterà più dolce, mentre quello nell’eritritolo sarà meno zuccherato, ma non è ancora possibile avere il latte senza zucchero. Le zollette di latte possono essere conservate per almeno tre settimane, sono dunque ideali per hotel, locali conferenze e aerei. Non è ancora noto se e quando le capsule saranno messe sul mercato, essendo prodotti alimentari richiedono controlli accurati e scrupolosi. Come si legge su Science Alert, Martha Wellner, una delle ricercatrici della squadra di Ulrich conferma che questo tipo di processo può essere applicato anche ad altri tipi di bevande, come il succo di frutta concentrato.

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 Immagine di copertina: CC0

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