“C’è Luisa?”, la nuova iniziativa tedesca che protegge le donne in difficoltà nei locali

Ist Luisa da?, tradotto “c’è Luisa?”, è la nuova parola d’ordine a protezione delle donne.

Frauen-Notruf Münster, associazione contro la violenza sulle donne di Münster, ha avviato una nuova e rivoluzionaria campagna volta a proteggere le vittime di molestie sessuali, palpeggiamento e abusi di altro genere in luoghi pubblici. Ma in che modo la domanda “c’è Luisa?” può concretamente aiutare le donne?

Come funziona

Il progetto coinvolge al momento oltre trenta locali pubblici cittadini, nei quali le donne, qualora si sentissero minacciate o molestate, possono rivolgersi al personale ponendo la domanda Ist Luisa da?, parola d’ordine riconosciuta come campanello d’allarme. In questo modo il personale del locale può venire in aiuto alle donne in questione senza farsi notare dai molestatori, accompagnandole in un luogo sicuro oppure chiamando un taxi, un amico o in casi estremi la polizia. Come riporta Berliner Zeitung, l’iniziativa è pubblicizzata attraverso locandine nei bagni femminili dei locali aderenti al progetto. «Il feedback ricevuto finora è decisamente positivo», spiegano le promotrici dell’iniziativa, che puntano a coinvolgere sempre più locali e a formare adeguatamente il rispettivo personale. «Riteniamo che pronunciare la frase in codice Ist Luisa da? in un locale pubblico sia più semplice rispetto a una richiesta diretta di aiuto» afferma Gerlinde Gröger, direttrice dell’associazione Frauen-Notruf di Münster.

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L’idea

L’idea alla base dell’iniziativa viene dall’Inghilterra. Il progetto ha visto la luce a novembre 2016 nella contea del Lincolnshire. Lì le donne non chiedono di Luisa, bensì di Angela. Il successo dell’iniziativa nella regione si è rivelato tanto dirompente da lasciar sperare che venga adottato a livello nazionale.

Ist Luisa da? a Münster, Nein heißt nein a Berlino

Anche la capitale tedesca si dimostra sensibile alla problematica della violenza sulle donne. A giugno 2016 il Bundestag ha approvato una legge anti-stupro più severa: seguendo il principio del nein heißt nein, ovvero del “no significa no”, la nuova legge consente di punire le molestie sessuali in maniera più rapida e incisiva (ne abbiamo scritto qui). Secondo la nuova legge, la donna non deve necessariamente opporre resistenza fisica affinché la sua denuncia venga riconosciuta. In altre parole, non è la violenza fisica a rendere reato un atto sessuale: pronunciare un no è sufficiente a conferire all’atto una natura costrittiva punibile per legge. Come riporta rbb, a sostegno del provvedimento la città di Berlino ha appena avviato una nuova iniziativa: a partire da venerdì 30 dicembre 2016 fino a fine gennaio 2017, in circa 500 locali della capitale tedesca (tra questi bar, club e ristoranti) verranno distribuite 80.000 cartoline riportanti la scritta Nein heißt nein! in 6 diverse lingue, con l’intento di diffondere il messaggio secondo cui si tratta di reato ogniqualvolta l’atto sessuale avvenga senza consenso. Dilek Kolat (SPD), senatrice della sanità a Berlino, ha invitato tutte le vittime di violenza o molestia sessuale a denunciare chiamando il numero d’emergenza 110 oppure rivolgendosi alla polizia e ha affermato che «Berlino non tollera violazioni sessuali nei confronti delle donne».

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Foto di copertina: JOH_9223 © star5112 CC BY 2.0

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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