Che buona la cucina italo-africana (con focus vegan) dell’Ataya Caffe di Berlino!

Prenzlauer Berg

Nel cuore di Prenzlauer Berg un locale originale frutto della passione e dell’amore per il buon cibo di Elisabetta e Bachir

Ravioli ripieni, minestrone e bruschetta, hummus fatto in casa e il cosiddetto african bowl, una tazza ripiena di riso joloff, mafè, yassa e verdure tipica senegalese. Sono le specialità dell’Ataya Caffe, primo (e forse unico) locale italo-africano di tutta la Germania. Un posto particolare, che va al di là del ristorante/café (ci si fanno colazioni e pranzi) e che, come ci raccontano gli stessi fondatori ha un approccio molto particolare alla clientela. «Farla sentire a proprio agio. Anche se poi  non mangia e per tutta la mattinata e consuma solo un cappuccino». Così ci raccontano Elisabetta e Bachir quando ci sediamo a chiacchierare con loro per capire come sia nata l’idea di un locale che combini cucina italiana (di qualità, Elisabetta è stata a lungo chef di cucina di un celebre ristorante sardo) con quella africana. Sia cibo che arredamento emanano un senso di tranquillità abbastanza raro in locali analoghi dove si può pranzare. «La cucina, come la musica e l’amore, non ha confini e unisce le persone» è il motto di Bachir.

Il menu di Ataya Cafee

Oltre alle cinque specialità già citate all’inizio (da sottolineare che i ravioli sono fatti in casa), il menù spazia dalla pasta al forno alla lasagna preparata con il pane carasau, passando per zuppe, cous cous e tanti altri tipi di pasta. Molte delle ricette – ma non tutte – sono vegan. Qualcuna (come i ravioli ripieni di ricotta sarda) solo veggie. Questo almeno se si parla del pranzo. Chi vuole fare colazione può gustarsi smoothie, cioccolate calde all’italiana, cornetti, cappuccini, yogurt con i cereali e tutto ciò che un locale con una grande attenzione al biologico e alla qualità degli ingredienti può farvi immaginare.

 

 

La storia di Elisabetta e Bachir

Lei è una chef e naturopata riflessoterapeuta (“sempre di salute si parla”) sarda, lui è un musicista senegalese cresciuto in Francia. Si sono incontrati entrambi a Cagliari durante un tour di quest’ultimo. Dopo qualche anno di pensieri e pianificazioni, hanno raggiunto Berlino con le loro due bellissime bambine per aprire, per l’appunto, l’Ataya Caffe. «Siamo sempre stati attratti dallo sguardo verso il futuro e dal multiculturalismo della capitale tedesca. Del resto non potrebbe essere altrimenti vista la nostra unione fuori dal comune.  Dopo aver riflettuto a lungo abbiamo deciso di dare vita non ad un ristorante solo italiano né ad uno africano, ma ad un nuovo concept che le unisse e provasse a sperimentare mantenendo fissa l’attenzione per la qualità degli ingredienti e a proporre una grande varietà di piatti vegani». Difficile farlo recepire ai berlinesi? «Le cose grandi possono essere realizzate solo quando si è fedeli a se stessi. Abbiamo aperto nell’estate del 2016 e a poco a poco ci stiamo conquistando il nostro pubblico». Molta della stampa locale ha raccontato della bontà del loro menù del pranzo o del brunch mensile (solo la seconda domenica del mese). Mit Vergnügen gli ha assegnato il secondo posto nella lista dei migliori ristoranti berlinesi dove fare una colazione vegana nel 2016, Exberliner, invece, ne ha apprezzato l’ambiente accogliente e colorato citandolo sulla propria rivista cartacea. Il locale del resto è ideale per chi è in cerca di un’oasi di tranquillità ed ha anche un angolo dedicato ai più piccoli. «Cerchiamo anche di organizzare dei viaggi in Senegal per far conoscere la loro cultura, i loro cibo, i loro strumenti musicali e la loro forte propensione all’accoglienza e alla solidarietà».

Perché il nome Ataya?

Ataya ha un significato particolare, si tratta del nome della cerimonia del tè in Segenal. Ce la racconta Bachir in un ottimo italiano: «Può avere luogo a qualsiasi ora del giorno e praticamente in ogni luogo. In casa o nelle strade, le persone si riuniscono per un rituale che può richiedere anche tre ore. Il bollitore va mantenuto caldo su un fornello mentre il tè verde cinese rimane in infusione fino ad ottenere un sapore forte e amaro. La cerimonia si suddivide in tre fasi e il tè viene versato in piccolissimi bicchieri chiamati kas. Dopodiché viene versato da un bicchiere all’altro fino a creare una schiuma densa. Più alta la schiuma, migliore sarà il tè. Lentamente vengono aggiunte foglie di menta fresca e zucchero dove ogni fase ha un suo significato particolare. Ataya, infatti, è un vero e proprio incontro, un motivo per trascorre del tempo insieme, un rituale a cui partecipano anche i bambini, aspettando pazientemente il terzo giro: quello più blando. Ci sembrava il nome più adatto per rappresentarci». Non solo il nome, l’Ataya propone il tè in questione ogni seconda domenica del mese assieme ad un ricco brunch a buffet. Un afro-italian vegan brunch, ottimo appuntamento per provare, in un’unica occasione tutte le prelibatezze di un locale unico a Berlino.

Ataya Caffe

Zelterstraße 6, 10439 Berlin

Aperto tutto i giorni dalle 10:00 alle 19:00

Sito ufficiale

Pagina Facebook (per scoprire i prossimi brunch e eventi)

Tutte le foto sono © Ataya Caffe

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