Chiude Galeria Kaufhof di Ostbahnhof, simbolo di una Berlino Est che non esiste più

Il grande magazzino Galeria Kaufhof di Ostbahnhof chiuderà definitivamente all’inizio dell’estate 2017. Dalla sua apertura alla caduta del Muro fu il “centro commerciale” più moderno e amato di tutta la DDR.

Quando aprì nel 1979, il Galeria Kaufhof di Ostbahnhof, allora Centrum Warenhaus, era il simbolo di uno stile di vita consumistico nuovo per la DDR socialista. Dalla sua apertura sono passati 38 anni, dalla caduta del Muro di Berlino quasi 28. Il tramonto della DDR ha portato con sé molti cambiamenti, tra cui la privatizzazione del grande magazzino, il cui nome venne cambiato negli anni Novanta in Galeria Kaufhof. Stando a quanto riportato da Berliner Zeitung, a febbraio è stata resa ufficiale la sua chiusura, pianificata per l’inizio dell’estate 2017.

La chiusura

Il Galeria Kaufhof conta oggi 90 dipendenti, molti dei quali vi lavorano dai tempi della DDR. La decisione della sua chiusura definitiva risale in realtà ad aprile 2016, quando si decise di ridurre la superficie di vendita da 5 a 3 piani, sperando di salvare così la filiale: nonostante questa misura straordinaria, il centro non potrà continuare la sua attività. Sul futuro dell’edificio non ci sono ancora piani concreti. La notizia positiva: nessuno perderà il posto di lavoro. I 90 dipendenti verranno ridistribuiti nelle altre filiali del Kaufhof a Berlino.

La storia: da Centrum Warenhaus nella DDR a Galeria Kaufhof

Nel 1979 la catena di grandi magazzini della DDR Centrum Warenhaus aprì a Ostbahnhof la sua seconda filiale, la più grande e moderna del Paese. La prima filiale esisteva già da un decennio ad Alexanderplatz. All’epoca Ostbahnhof era la Stazione Centrale di Berlino Est. I clienti arrivavano persino dalla Polonia e dalla Repubblica Ceca per fare acquisti nel grande magazzino di Ostbahnhof. Entrambi gli edifici delle filiali berlinesi avevano un’architettura molto appariscente: quello di Alexanderplatz, purtroppo poi demolito e ricostruito, aveva una facciata ad alveare; quello di Ostbahnhof risaltava invece per gli accesi colori dei mosaici in vetro, i cui componenti vennero fatti arrivare direttamente dall’Italia. Situate in poche città della DDR, le filiali della catena vendevano prodotti di difficile reperibilità. Una particolarità dei Centri Warenhaus erano le cosiddette Bückwaren, merci speciali che venivano riposte sotto il banco dalle commesse perché destinate a pochi clienti scelti e per cui ci si doveva dunque letteralmente chinare (in tedesco bücken). Per via della scarsa quantità e scelta di merce in vendita, nella DDR si sviluppò un comportamento d’acquisto singolare. Una coda di persone davanti a un negozio indicava l’arrivo di un prodotto particolare, magari dall’Ovest. Non era però affatto semplice accaparrarselo, nonostante le ore di attesa. Spesso chi arrivava al banco dopo un’interminabile coda apprendeva che la merce era già esaurita. A quel punto la gente generalmente acquistava qualsiasi cosa fosse ancora reperibile, che servisse o meno. Per lo stesso motivo gli acquisti natalizi cominciavano solitamente già in primavera.

Chi ha vissuto nella DDR non può che farsi scappare un sospiro di tristezza con lacrimuccia annessa alla notizia dell’imminente chiusura del Galeria Kaufhof di Ostbahnhof, evento che rappresenta a tutti gli effetti la fine di un’era.

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Foto di copertina: ehemaliges HO Centrum Warenhaus Berlin-Ostbahnhof © Bettenburg CC BY 2.0 DE

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Grazia Orlandini

Sono arrivata a Berlino solo 4 anni fa, ma la città mi aveva conquistato già dopo la prima visita. In Germania ci vivo, e bene, dal 1995. Ho fatto l'Erasmus nel sudovest germanico, a Freiburg, dove poi sono rimasta 18 anni. All'inizio del 2013, poi, la decisione di muovermi a Nordest, Berlino! Ho studiato Lingue a Pisa - Tedesco e Storia dell'arte. Ho un figlio di 16 anni che parla 5 lingue correntemente e ne sono davvero fiera. Vivere a Berlino é una delle esperienze piú belle che si posano fare, se si è spiriti liberi e menti creative.

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