Città bike-friendly, a Copenhagen più bici che auto. Berlino? Tra le prime al mondo

A novembre 2016 Copenhagen ha fatto registrare un invidiabile record: per la prima volta, nella capitale danese, circolano più bici che automobili. Come racconta il The Guardian, nell’ultimo anno le biciclette in città sono aumentate di 35.080 unità, portando a 265.700 il numero complessivo di transiti delle due ruote. Le auto? Ferme a 252.600 e, dunque, sorpassate. Un risultato straordinario, frutto di decenni di impegno ambientalista e di progetti ben precisi sulla mobilità cittadina.

Copenhagen, una città a misura di ciclisti. L’amministrazione di Copenhagen monitora il traffico biciclette fin dal 1970, quando le auto in città erano oltre 350mila e le bici poco più di 100mila. Nel 2009 è stato installato il primo counter elettronico, e ora la città ne conta più di venti. Nell’ultimo decennio un miliardo di corone danesi (circa 135 milioni di euro) è stato investito in infrastrutture, aree ciclabili, ponti dedicati e servizi di bike sharing. Uno sforzo ben ripagato, che negli ultimi venti anni ha condotto a un aumento del 68 percento del traffico sulle due ruote. Morten Kabell, responsabile per gli affari ambientali della città, è convinto che questo successo non sia un miracolo legato alla genetica o ad altre specificità danesi: «Se costruisci infrastrutture sicure, le persone cominceranno ad andare in bici».

Berlino dodicesima. Nella classifica 2015 delle città più bike-friendly del mondo, anche Berlino non se la passa male. La capitale tedesca si piazza poco fuori dalla top 10, al dodicesimo posto. Prima di lei Copenhagen, Amsterdam, Utrecht, Strasburgo, Eindhoven, Malmö, Nantes, Bordeaux, Anversa, Siviglia e Barcellona. Tra le metropoli che superano il milione di abitanti, come si può vedere, fa meglio solo la città catalana. Berlino, specialmente dopo l’insediamento della nuova coalizione Rot-Rot-Grün, che comprende anche i Verdi, intende puntare forte sull’ambiente e, di conseguenza, sulla bici come mezzo di trasporto quotidiano. In città sono stati installati dieci counter per biciclette e, come riporta la Berliner Zeitung, i dati indicano un chiaro aumento del traffico sulle due ruote. Su Oberbaumbrücke, il ponte che collega Friedrichshain a Kreuzberg, sono passati quest’anno più di 2,6 milioni di ciclisti. Un numero impressionante, ma i vertici cittadini sono consapevoli che c’è ancora tanto da fare.

Progetti per il futuro. Al momento è escluso che vengano realizzati tutti i punti della RadGesetzla legge di iniziativa popolare sulla mobilità sostenibile per cui i berlinesi hanno raccolto 105mila firme. La nuova amministrazione, però, ha annunciato che la rete ciclabile sarà potenziata con investimenti da 40 milioni di euro annui subito e da 51 milioni a partire dal 2019. I fondi serviranno innanzitutto a realizzare più piste ciclabili e la cosiddetta “autostrada per biciclette”, ma i firmatari del documento chiedono anche incroci più sicuri, piste a misura di scuole e bambini, più parcheggi e rastrelliere, un’unità speciale di polizia contro i furti. La strada da percorrere è ancora lunga, ma a Berlino sono certi di una cosa: sovrapproduzione di auto, traffico congestionato e smog sono un modo irrazionale e obsoleto di organizzare la mobilità urbana. Il futuro, specie se si vuole vincere la sfida climatica, è nelle bici e nei trasporti pubblici.

In copertina: Postmen on bicycle © Sascha Kohlmann – CC BY-SA 2.0

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Gianpaolo Pepe

Dottorando di ricerca in scienze sociali e giornalista pubblicista, i suoi interessi spaziano da Hegel alle pagelle ignoranti di Calciatori Brutti. Dal 2014 coltiva un'insana passione per la cultura e la lingua tedesche, ancora non del tutto ricambiato.

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