Come funzionano i numeri civici a Berlino (e perché spesso sembrano non avere senso)

numeri civici a Berlino

Durante una sua visita nella Berlino del 1892, il famoso scrittore americano Mark Twain aveva paragonato la numerazione stradale al caos prima della creazione del mondo.

A chiunque a Berlino è capitato almeno una volta di impazzire nella ricerca di un numero civico. Spesso la numerazione civica della capitale tedesca sembra tutto meno che logica. Vi siete mai chiesti il motivo? La ragione è semplice: a Berlino sono in vigore due tipologie di numerazione civica, che in alcune zone della città si mischiano l’una con l’altra. Con l’ausilio di due colori diversi, la testata Tagesspiegel ha pubblicato una cartina in cui mostra i due sistemi. La cartina somiglia a un tappeto persiano in cui i fili di seta si intersecano, rendendo palese la poca trasparenza della numerazione delle strade berlinesi. Si tratta di due sistemi storici, uno posteriore all’altro: il primo è il cosiddetto sistema a ferro di cavallo, il secondo a zigzag. Il più vecchio non è tuttavia mai stato soppresso del tutto e i due convivono ancora oggi, provocando una gran confusione nei nuovi arrivati. 

La storia dei numeri civici a Berlino

Nel 1798 l’allora presidente della polizia decise che la Città Residenza Berlino doveva essere regolamentata con numeri civici. La sua idea iniziale fu quella di numerare le case una ad una, partendo dalla parte più importante e centrale, all’epoca il castello cittadino, lo Stadtschloss – oggi Unter den Linden – che quindi aveva i numero 1 fino al Charité, che allora era «la fine» della città. Questo sistema si sviluppava a forma serpente e si dimostrò da subito poco praticabile, in quanto per niente regolare. Considerata la repentina espansione di Berlino tra il 1799 e il 1805, si decise di guardare alla capitale francese e introdurre il sistema a ferro di cavallo, oggi presente solo a Berlino e inventato a Parigi dopo la Rivoluzione Francese per alleggerire il lavoro delle forze dell’ordine o dei postini. Fino a quel momento non esisteva una numerazione precisa, le abitazioni erano distinte a seconda del caso dai nomi, dagli stemmi delle famiglie o dai simboli delle corporazioni  a cui le famiglie appartenevano. Mentre però a Berlino veniva introdotto il sistema parigino, i francesi ne trovarono uno nuovo, a zigzag, che prevede i numeri pari a destra e quelli dispari a sinistra. Dopo qualche tempo anche i berlinesi lo adottarono perché nettamente più semplice. Fu così che i due sistemi si mischiarono in alcune zone della città. Alcuni quartieri periferici di Berlino, per esempio Zehlendorf, adottarono da subito il nuovo sistema. Nel 1927, dopo l’annessione di molti comuni limitrofi a Berlino avvenuta nel 1925 con la creazione di Groß Berlin, il sistema a zigzag diventò quello ufficiale, senza però che quello a ferro di cavallo venisse convertito. Ecco come si spiega che a Berlino i due sistemi convivano ancora oggi.

© Alt-Berliner Hausnummernschild – Pemba.mpimaji public domain
© Alt-Berliner Hausnummernschild – Pemba.mpimaji public domain

Sistema a ferro di cavallo vs sistema a zigzag

Kantstrasse è una via di Berlino numerata seguendo il sistema a ferro di cavallo, secondo il quale i numeri civici cominciano con il numero 1 da un lato della strada per procedere poi fino a un punto indeterminato e crescere tornando indietro dal lato opposto, formando così un ferro di cavallo. È chiaro che un sistema del genere si sarebbe potuto adottare solamente per strade con costruzioni già edificate. Un palese svantaggio di questo sistema è l’impossibilità di continuare con la numerazione qualora sorgessero nuovi edifici. Il ferro di cavallo non ha dunque portato ordine in città, ma si rivelò assai presto un fallimento. I quartieri in cui si trova la numerazione a ferro di cavallo sono Wilmersdorf, Charlottenburg, Mitte e Kreuzberg, che 100 anni fa erano già assestati e la cui struttura non è cambiata nel corso dell’ultimo secolo. Kantstrasse non è dunque l’unica via nel suo genere. Altro celebre esempio dell’impiego di questa stramba numerazione è Kurfürstendamm. Passeggiando per il bel viale storico partendo dalla chiesa Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche in direzione ovest e gettando uno sguardo ai numeri civici si può osservare questa particolarità propriamente berlinese. Sul lato destro i numeri vanno in crescendo, ma una volta giunti a Rathenauplatz la numerazione cambia lato della strada e i numeri vanno decrescendo verso il punto di partenza, così da far comparire il numero minore di fronte a quello maggiore. La numerazione di Kurfürstendamm si prolunga per oltre 3 km partendo con il numero 11, oggi inidirizzo del nuovo progetto Upperwest. I numeri minori di 11 (ma anche quelli molto elevati) il Ku’Damm li perse già nel lontano 1925, quando la parte nordorientale del viale, interrotta dalla Kaiser- Wilhelm-Gedächtnis-Kirche, fu rinominata e trasformata in Budapester Straße, numerata invece seguendo il sistema a zigzag. Ma anche Unter den Linden non è da meno. All’incrocio con Friedrichstrasse, il più famoso incrocio del quartiere di Mitte, si intersecano i due sistemi: la Friedrichstrasse è numerata secondo il principio del ferro di cavallo, Unter den Linden invece segue quello dello zigzag. Infatti il famoso viale storico berlinese fu rinumerato durante il periodo della DDR. Le principali ragioni per cui in tutta la Germania si è optato per il sistema a zigzag sono la sua semplicità e la possibilità di ampliarlo in ogni momento. I responsabili della numerazione oggi sono le amministrazioni di quartiere (Bezirksämter).

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Foto di copertina: 1936 © onnola CC BY-SA 2.0

Grazia Orlandini

Sono arrivata a Berlino solo 4 anni fa, ma la città mi aveva conquistato già dopo la prima visita. In Germania ci vivo, e bene, dal 1995. Ho fatto l'Erasmus nel sudovest germanico, a Freiburg, dove poi sono rimasta 18 anni. All'inizio del 2013, poi, la decisione di muovermi a Nordest, Berlino! Ho studiato Lingue a Pisa - Tedesco e Storia dell'arte. Ho un figlio di 16 anni che parla 5 lingue correntemente e ne sono davvero fiera. Vivere a Berlino é una delle esperienze piú belle che si posano fare, se si è spiriti liberi e menti creative.

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