«Con i miei bignè ho stregato i tedeschi e faccio sentire a casa gli italiani di Berlino»

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Lo scorso 6 dicembre è stato il mattatore incontrastato del primo Campionato amatoriale di torte organizzato da Berlino Magazine. Con i suoi bignè alla vaniglia e all’arancia e cannella ha conquistato pubblico e critica, con la sua simpatia e i suoi modi gentili si è guadagnato le simpatie di tutti. Ma Giulio Silveri, 26 anni, originario di Acilia, era già molto noto tra gli abitanti di Friedrichshain, che ogni sabato mattina si presentano puntuali al mercatino settimanale di Boxhagener Platz per fare incetta delle sue prelibatezze.

Un successo maturato completamente grazie alla Mundpropaganda, il passaparola tra gli avventori del Flohmarkt di Boxi che, una volta assaggiati i suoi dolci (bignè, rose al limone, granite ma anche dietro ai fornelli se la cava benissimo, specie con vellutate e lasagne), non hanno potuto più farne a meno. Giulio è venuto a trovarci in redazione e – lo confessiamo – ci ha viziato con un’intera sac à poche di crema alla vaniglia, talmente buona che si lascia mangiare anche senza bignè. Ci ha raccontato com’è finito a Berlino, come ha scoperto la passione per la pasticceria, cosa significa il nome della sua impresa, Kuchen von Gaia.

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Bignè alla vaniglia © Linda Paggi

Kuchen von Gaia. La ragione del nome è presto svelata: Gaia è la figlia di Giulio, una splendida bimba di 4 anni, sveglia e socievole come poche. «Gaia è il primo motivo per cui sono qui a Berlino. A Roma avevo una casa e uno stipendio fisso, ma onestamente non volevo che crescesse in Italia. Qui si trova molto bene, parla tedesco sicuramente meglio di me, al Kindergarten fa tanti progressi e lo Stato tedesco ci dà una grossa mano con il Kindergeld».

La gavetta con i gelati. Giulio, ad Acilia, lavorava in una gelateria artigianale siciliana, in cui era entrato come aiutante, senza saperne poi tanto di gelati e di pasticceria. Dopo un anno di laboratorio e di sperimentazione da autodidatta, era diventato talmente bravo che i titolari si fidavano ad affidargli la gelateria e che aveva cominciato a creare autonomamente nuovi gusti. «Una mia costante però», spiega Giulio ridendo, «è che quando comincio a padroneggiare un lavoro, mi licenzio. Per trovare nuovi stimoli, o semplicemente per imparare cose nuove». É allora, nel novembre 2013, che Giulio decide di lasciare l’Italia: «ero indeciso tra Londra a Berlino, ma la capitale inglese è troppo caotica, ed io volevo una città a misura di bambino per Gaia. Così ho scelto Berlino, intenzionato a mettermi in proprio, ma all’inizio non è mai facile. Con Jasmine, la madre di Gaia, ci siamo dati un mese per trovare casa e lavoro, poi abbiamo fatto salire anche la bimba. Per i primi tre mesi ho lavorato in un pub, poi sono stato assunto da Barletta Ice, un’azienda che fa 3.000 kg di gelato al giorno e che esporta in tutta la Germania e anche in Polonia. Tutta un’altra cosa, rispetto al piccolo laboratorio artigianale cui ero abituato a Roma: dovevo lavorare con persone più esperte di me e avevo a che fare con bollitori da 600 litri! Nel primo periodo ero una specie di factotum, poi sono stato promosso alle macchine e alla pastorizzazione del latte e così ho imparato tanto. Mi sono fatto apprezzare dal proprietario, tant’è che siamo rimasti in ottimi rapporti, ma a gennaio 2015 ho capito che era giunto il momento di fare il salto di qualità».

«Quello dei bignè a Boxi». «Ho preso così una postazione al Wochenmarkt di Boxhagener Platz e mi sono dato da fare. Qui se sei bravo, ti impegni e non ti piangi addosso, i risultati arrivano. In questi 12 mesi ho proposto in realtà sia pasticceria che cucina: d’inverno hanno spopolato vellutate e lasagne (classiche al ragù, ma anche vegetariane, con funghi e piselli), mentre in primavera e in estate sono state molto apprezzate le mie bruschette, così come le granite, nonostante la difficoltà nel trovare, qui a Berlino, dei limoni che sappiano di qualcosa. Ma i bignè sono stati sempre il vero pezzo forte: non avevo mai provato prima, ma ho fatto tesoro dell’esperienza precedente in laboratorio e poi, sperimentando per trials and errors, ho trovato il mio standard ottimale. É tutta una questione di chimica, in laboratorio si è quasi come degli alchimisti. All’inizio non avevo tanti clienti, ma poi mi sono reso conto che le persone tornavano, nonostante il freddo invernale. E ad aprile è stata un’esplosione: ogni sabato arrivava gente nuova dicendo: “ma sei tu quello dei bignè?”. Il potere del passaparola. Nei mesi ho sviluppato una clientela molto composita: ci sono i tedeschi del quartiere, che scendono appositamente dagli appartamenti vicini per il loro appuntamento goloso del sabato mattina, ma sempre con morigeratezza, tant’è che a volte mi chiedono addirittura di dividere il bignè in porzioni (il singolo bignè costa solo 1.50 € ma è effettivamente molto generoso,nda); e ci sono gli italiani, che vengono un po’ da tutte le parti e, dopo aver addentato il bignè e assaporato la crema, mi ringraziano perchè gli ho fatto ritrovare i sapori di casa».

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Giulio al lavoro © Linda Paggi

Il successo del campionato di torte Berlino Magazine. «Quella del 6 dicembre è stata una bellissima esperienza per me. Non mi aspettavo un pubblico così ampio e tutti quei complimenti. C’era davvero una bella atmosfera al ristorante The Winery, tante persone simpatiche, facce rilassate, una bella interazione tra ragazzi italiani e tedeschi. E quando qualcuno ti chiede il bis è la ricompensa migliore per tutto il lavoro, la cura nella scelta degli ingredienti, le giornate passate a sperimentare una crema sempre più delicata. A volte è difficile far quadrare il cerchio tra notti in laboratorio, giornate in piedi al freddo nei mercatini, Gaia che è piena di vitalità, il Kindergarten. Ma soddisfazioni come quella mi ripagano davvero di tutto e mi fanno venire voglia di migliorare ancora qui a Berlino».

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Giulio al momento della premiazione del Campionato di torte di Berlino Magazine, insieme ad Alessia Carrozzo, vincitrice del premio della critica, e ai tre membri della giuria di qualità (da sinistra: Paco Romito di Berlino Magazine e gli chef Francesco Righi Bozzuto del ristorante Bosco e Stefania Impagliazzo del ristorante Jamme Ja)  – © Linda Paggi

Kuchen von Gaia

Ogni sabato mattina al mercatino settimanale di Boxhagener Platz e ogni domenica al Kiez99 (ex Neue Heimat).

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Kuchen von Gaia fa parte del network True Italian. I possessori della Berlino Magazine Card hanno diritto ad un bignè gratis ogni 4 acquistati.

Dal 22 al 25 settembre 2016 i locali del network festeggeranno una 72 ore del True Italian, con soli 6 € in tutti i locali coinvolti sarà possibile assaggiare il piatto più caratteristico accompagnato da un bicchiere di vino (o analcolico). Qui sotto il banner, questo l’evento Facebook

True Italian

Foto di copertina © Linda Paggi

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2 Responses to “«Con i miei bignè ho stregato i tedeschi e faccio sentire a casa gli italiani di Berlino»”

  1. Lorenzo

    Fantastici! Assolutamente divini!

    Fantastic! Absolutely devine!

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