Condannati gli 8 iracheni che hanno sequestrato e violentato donna tedesca in Austria

Otto uomini di nazionalità irachena sono stati condannati da un tribunale austriaco per aver violentato in gruppo una donna tedesca nella notte di capodanno 2015/2016 a Vienna.

Con l’accusa di aver violentato in gruppo una donna 28enne di nazionalità tedesca, otto uomini iracheni sono stati condannati a pene detentive comprese tra 9 e 13 anni da un tribunale austriaco. Gli uomini in questione sono rifugiati oppure richiedenti asilo in Austria. Oltre ad alimentare il sentimento xenofobo anti-rifugiati nel Paese, il caso ha aperto un acceso dibattito che potrebbe addirittura influenzare le elezioni presidenziali previste per il 2018.

I fatti

Verso la mezzanotte di capodanno 2015/2016, la donna 28enne in questione ha incrociato un gruppo di quattro uomini d’età compresa tra 22 e 48 anni, che hanno approfittato della sua condizione di ubriachezza per condurla in un appartamento dove attendevano altri cinque uomini. Qui la donna ha subito abusi e violenze da parte dei membri del gruppo. I colpevoli hanno addirittura scattato delle foto di sé insieme alla vittima. Originaria della Bassa Sassonia, la donna ricorda di aver festeggiato il capodanno insieme a un amico nel centro di Vienna e poi di averlo improvvisamente perso di vista. La vittima ha dichiarato di essersi risvegliata la mattina dopo senza riuscire a realizzare cosa fosse successo tra le 2 e le 6 del mattino e sostiene di essere stata drogata. Stando a quanto dichiarato dal suo legale, a causa delle violenze subite, la donna soffre attualmente di problemi psicologici.

Il caso

Le forze dell’ordine hanno utilizzato i filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza ed effettuato test del DNA per svolgere le indagini. Al momento degli arresti, il partito austriaco di estrema destra Freedom Party ha strumentalizzato il caso per la propria campagna elettorale, preannunciando una politica di immigrazione più rigida. Come riportato da Deutsche Welle, Karl-Heinz Grundböck, portavoce del Ministero degli Interni austriaco, ha dichiarato che le autorità non hanno ancora stabilito se si procederà all’espulsione dei rifugiati e richiedenti asilo che si sono macchiati del crimine. Dei nove uomini accusati, uno è stato assolto. Degli otto condannati, uno ha ammesso il crimine; gli altri sette hanno negato la propria colpevolezza oppure affermato che la donna era consenziente. Alla vittima è stato riconosciuto un risarcimento di 25.000 €.

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Foto di copertina: Verhandlungssaal des österreichischen Verfassungsgerichtshofs. Richter bei der mündlichen Erkenntnisverkündung im Jahr 2013 © Constitutional Court of Austria Verfassungsgerichtshof (VfGH) CC BY-SA 3.0 AT

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