10 argomenti sicuri per iniziare una conversazione a Berlino

Forse é vero quanto scrisse Joseph Antoine Dinouart nel 1771 in “L’arte di tacere”, ovvero che “è bene parlare solo quando si deve dire qualcosa che valga più del silenzio“, ma il parlare é alla base delle relazioni sociali e certe volte per quanto interessanti, originali e creativi si possa essere, quando si incontra per la prima volta una persona o un gruppo di persone con cui vogliamo entrare in contatto, é naturale che ci venga voglia che la nostra opinione sia condivisa o che almeno le nostre considerazioni non siano troppo particolari da cadere nel vuoto, ma che tocchino argomenti su cui ognuno possa dire la propria sperando che dall’altra parte ci diano ragione. I “sí, sono d’accordo” vincono sui “non la penso cosí”, almeno all’inizio, quando non ci si conosce ancora bene e si vuole mettere un po’ di armonia sotto i piedi. E’ un processo naturale che molto spesso abbracciamo senza neanche rendercene conto, lo small talk per eccellenza che fa sentire al sicuro tanto noi quanto i nostri interlocutori. Le domande sono quasi sempre le stesse e vengono formulate nell’attesa che esca fuori qualcosa di piú interessante per finalmente personalizzare la converazione. Nel frattempo, ecco la

TOP TEN DEGLI ARGOMENTI DA INTRODURRE PER PER INIZIARE UNA CONVERSAZIONE A BERLINO (durante un incontro sociale, un wg party, un grill, ecc. ).

10-Gli Hipster sono il male di Berlino.

Ne parlano tutti, in molti anche senza sapere bene chi e cosa sono gli Hipster. “Sono il male di Berlino”, “l’altro giorno ne ho visto uno a Neukölln che era vestito….”. Tutti hanno qualcosa da dire contro gli hipster nonostante spesso lo siano loro stessi (ma non se ne rendano conto).

9-Da quanto tempo abiti a Berlino?

Lo si chiede sempre, spesso anche ai tedeschi, come se a Berlino non ci possa essere nato nessuno (nel caso in cui si trovino berlinesi di nascita la domanda successiva é: “sei nato/a a Berlino est o Berlino ovest?). La data d’arrivo significa tante cose, é un marchio che ci si porta dietro e che offre subito all’altro interlocutore la possibilitá di inquadrare, almeno a grandi linee, chi si ha di fronte ed il suo rapporto con Berlino. Chi é appena arrivato molto probabilmente parlerá benissimo della capitale tedesca (del resto ha appena deciso di trasferircisi), chi ci sta da un po’ stará ancora in luna di miele, ma si sentirá in dovere di fare alcuni distinguo, chi invece ormai é una vita che vive nella capitale tedesca cercherá di allontanarsi ben presto da una conversazione che molto probabilmente lo annoia giá da parecchi anni.

8-I club di Berlino

Il clubbing berlinese é tra i primi al mondo e si citano i locali come se fossero musei e gallerie d’arte. Se incontrate qualcuno di particolarmente affezionato all’argomento la domenica sera o il lunedí mattina é facile che finisca con il mostrarvi tutti i timbri collezionati sul polso durante il weekend, cicatrici lavabili di una due giorni vissuta al massimo. Tutti hanno qualcosa da dire sui club, quale é il piú fico, dove c’é troppa gente, dove prima era fico e ora non lo é piú, “peró il mercoledí fanno ancora una bella serata”, quando la fila é insopportabilmente lunga e quanto se ne approfittano i tizi che vendono Club Mate a 4 euro e mezzo alla gente in attesa davanti al Berghain, che tanto poi aspetti, aspetti e spesso neanche entri…

7-Trovare una casa o una camera in affitto é un inferno.

Ci sono passati tutti ed ognuno ha la propria lamentela o suggerimento da dare. “Ho scritto 100 mail, non mi ha risposto nessuno”, “Mi ha risposto solo una pazza con tre gatti e la doccia in cucina”, “Scrivi meglio la lettera di presentazione”, “Non fare capire che sei straniero”, “Fai sentire che sei straniero, che parli le lingue e che ami fare conversazione”, “Rimani in silenzio totale per tutta la durata del colloquio cosí capiranno che sei uno che non rompe le palle”, “Presentati con trecento euro in tasca e paga subito la caparra”, “Mettetiti d’accordo con un tassista e appena finsici di vedere il monolocale con l’agente immobiliare fiondati in agenzia con tutti i documenti giá firmati”, “Prendi intanto uno zwischenmiete (affitto temporaneo) e intanto cerca una soluzione altrove”, ecc, ecc. La veritá? Ci vuole tanta, ma tanta perseveranza e fortuna.


6-In che zona di Berlino abiti?

Le zone di Berlino sono un grande classico di ogni chiacchierata. “Prenzlauer Berg? No, troppi bambini” , “Neukölln? Lí sì che respiri la vera Berlino!”, “Kreuzberg ok, ma che parte? quella del canale sí, il resto mmm”, “Peró alla fine Prenzaluer Berg rimane quella con i palazzi piú belli”,  “Vero, tanti turchi a Neukölln, ma anche tanti stranieri e hipster”, “Friedrichshain? E’ il nuovo Prenzlauer Berg”, “A Mitte non trovi uno Spätkauf neanche con il lanternino”, “Wedding non mi piace, Leopoldplatz mi mette paura”, “Ah, vivi a Wedding?No, ma alla fine é bella, é la nuova zona cool di Berlino”, “Charlottenburg? Che é? Dov’é ?”

5-Il tedesco é difficilissimo.

Questa conversazione non avviene solo in un caso: se due tedeschi parlano tra di loro. Se invece ci sono due stranieri o uno straniero ed un tedesco, è difficile che alla fine non si finisca con il discutere di quanto il tedesco sia una lingua difficile. Ed ogni persona ha la propria opinione al riguardo, compresi i tedeschi che spesso, molto carinamente, quasi si scusano per la difficoltá della loro lingua. Le frasi piú ascoltate? “Capisco la struttura, ma non mi vengono le parole”, “Ho le parole, ma non capisco la struttura”, “I casi…ma perchè?”, “Certo che mädchen, (ragazza) poteva essere femminile, die mächen ed invece é neutro, das mädchen…bella logica i tedeschi!”, “I trennbares verb sono una maledizione. Chi se ne importa dei vari anmachen, aufmachen, zumachen, eccetera eccetera, per me c’é solo machen. Machen é giusto e ci sta, parafrasando i Lillo e Greg di Otto e il Passerotto.


4-LaGermania rema contro l’Europa

Sará che gli italiani e gli spagnoli sono sempre di più a Berlino e tutti, compresi i tedeschi, si rendono conto che la crisi é generale, che il piacere di poter chiacchierare con un coetaneo che viene dall’altra parte dell’europa é una bella opportunità anche per lui di allargare i propri orizzonti ed arricchire il proprio sapere e che la salvaguardia dell’euro e della comunità europea in questo senso é fondamentale affinché tutto ciò non cambi, ma sembra proprio che da un momento all’altro tutti siano diventati esperti economisti in grado di puntare il dito sui fantomatici colpevoli (“la Merkel, “le banche,” “la Germania che in fondo sta speculando sulla crisi”, “la Grecia che mandava in pensione i propri dipendenti pubblici a 56 anni”, “la speculazione immobiliare spagnola”, “Berlusconi”, eccc) finendo anche con il suggerire la ricetta salvatutti, i celebri eurobond. Con buona pace di chi fino al giorno prima confondeva lo spread con lo spritz e aveva qualcosa sul nasdaq.

3-Il tempo a Berlino

Parlare del tempo é quasi imprescindibile a Berlino. Sfido a trovare qualcuno che non ne faccia il centro di almeno una delle sue conversazioni dell’ultimo mese. “Fa schifo”, “sí peró quando é bello…”, “fa freddo”, “fa troppo caldo” (raro), “Il prossimo mese migliora”, “piove fino a mecoledí, poi nuvoloso”, “fra undici giorni dicono che ci sará sole…..facciamo un grill?”

2-Che lavoro fai?

Che lavoro fai? E’ una delle prime domande che si imparano nei corsi di tedesco ed é anche una delle prime cose che si domandano a Berlino quando si incontra qualcuno. E a Berlino, nove volte su dieci, la domanda successiva é: Was für ein Kunstler bist du? – Che tipo di artista sei?

1-”Berlino non é piú quella di una volta”

Lo dicono tutti, anche chi é appena arrivato. “Tre anni fa sono venuto qui da turista ed era completamente diversa”, “Son arrivato cinque mesi fa e giá noto le differenze”, “Un tempo trovavi un bilocale a Kreuzberg 36 a duecento euro al mese”, “Il Kater Holzig non valeva il Bar25, un tempo sí che il Tresor era il Tresor”, “La gentrification fa schifo”, “I prezzi sono raddoppiati”, “Mi ricordo di quando a Prenzlauer Berg si facevano le feste sui tetti, ora appena metti un po’ di musica dopo le nove di sera ti ritrovi con la polizia mandata dal vicino che ha appena avuito due gemelli”, “Berlino non é la stessa cittá per cui venni a vivere qui”. Tutti si lamentano di una Berlino che non c’é piú, cambiata sempre in peggio, mai stabilizzatasi sulle frequenze che ci avevano portato a farne la cittá in cui volevamo vivere, anche se la nostra decisione risale solo ad un paio di anni prima. Si ha la presunzione di pensare di essere stati dei pionieri, senza mai rendersi conto che Berlino é sempre stata cosí, instabile e sfuggente, dieci anni fa come cento anni fa, come dimostra quanto scrisse Karl Scheffler nel 1910 in “Berlin: Ein Stadtschicksal”: “Berlino é una città condannata per sempre a diventare e mai ad essere”.

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FOTO © Zeitfixierer CC BY-SA 2.0

Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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